ASPHYX – Necroceros

Asphyx
Titolo: Necroceros
Autore: Asphyx
Genere: Death Metal
Anno: 2021
Voto: 7/8

Visualizzazioni post:140

Con una formazione in pressoché costante subbuglio ed una pletora di gruppi e gruppetti più o meno coevi nati e morti tra fughe, ricongiungimenti, partenze ex novo e rimestamenti assortiti, il nome Asphyx è infine approdato ad un’ulteriore incarnazione senza membri originarî e Necroceros è persino una delle poche sortite discografiche degli olandesi (più intruso tedesco, a onor del vero) a condividere i membri con quella precedente. La (splendida) novità è che hanno finalmente lasciato a casa colui che, mi risulta da ingialliti appunti su carta, è l’originale promulgatore, nel death metal, di produzioni che una volta venivano chiamate « di plastica » e oggi « professionali ». Abbagli del modernismo. Oramai non fa più differenza: anche qui è solo plastica, però se ne guadagna almeno un briciolo in dinamica. Nonché in giustizia.

Dentro Necroceros non c’è assolutamente niente che tradisca le aspettative di chiunque abbia frequentato il loro death metal anche solo dalla rifondazione in poi. Senza nulla togliere – anzi, sempre sia lodato – a Theo Loomans, oltre che a Ron van Pol e gli altri, è un semplice dato scientifico che l’apparato fonatorio di van Drunen sia in grado di emettere un verso tra i più straziati di sempre e che ormai possa improvvisare con grande scioltezza linee estreme in uno stile che definire scolpito nella pietra è dir poco. Paul [si legge come in inglese] Baayens non è il miglior chitarrista che abbiano avuto gli Asphyx, però va detto che ha avuto immediatamente chiaro lo spirito e il percorso; sin dal primo giorno. Stefan Hüskens suona probabilmente con una mano in tasca, mentre ad Alwin Zuul non sono richieste qualità di alcun tipo (mi permetto una breve digressione per consigliare di procurarvi i pochi lavori dei Grand Supreme Blood Court: gentile concessione di van Drunen, Zuul e, scusate se è poco, Eric Daniels; se poi il thrash metal fosse tra le vostre poche priorità, notiate che Hüskens è stato per decenni parte dei Desaster, uno dei gruppi thrash più carbonizzanti al mondo).

E il resto… be’, il resto viene da sé. Anche se hanno perso tempo ad annacquare due o tre passaggi con qualche scialba deriva melodica, gli Asphyx ci usano la medesima antica cortesia di un torrente di sassi in piena; sia che si lascino prendere la mano dalla velocità, come in “The Sole Cure Is Death” o in “Botox Implosion”, sia che la parte del leone la facciano i loro tipici andanti. “Molten Black Earth” è un evidente tributo ai Bolt Thrower – tra i pochi in Europa a spartire la ribollente visione degli Asphyx ai tempi che furono: un telegramma dal passato su ciò che sarebbe potuto essere se l’amato/odiato Martin avesse continuato fino a Mercenary?

“Knights Templar Stand”, “Yield Or Die”, “Necroceros”… tutti pezzi assolutamente piroclastici ma, Signori, qui è solo una questione di scegliere le proprie preferite di questo lotto e non dimenticarsi mai che quando non ci saranno più i maestri – quelli veri, quelli che crearono per irrinunciabili urgenze creative e non per assunti precostituiti – allora si avrà la certezza della fine di un’epoca.

P. S.
La versione a libricino contiene anche un DVD con due ore di girato.
La versione a 12″ è disponibile in tre varianti, tutte con poster accluso: edizione base; edizione col vinile in ampia gamma di scelta cromatica; edizione in vinile marmorizzato doppio e copertina apribile, con due brani extra, un lato serigrafato, il succitato supporto video e una cartolina autografata.

Tracce
01.  The Sole Cure Is Death
02.  Molten Black Earth
03.  Mount Skull
04.  Knights Templar Stand
05.  Three Years Of Famine
06.  Botox Implosion
07.  In Blazing Oceans
08.  The Nameless Elite
09.  Yield Or Die
10.  Necroceros

Formazione
Paul Baayens: chitarra
Stefan “Husky” Hüskens: batteria
Martin van Drunen: voce
Alwin Zuur: basso

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