W.E.T. – Retransmission

W.E.T.
Titolo: Retransmission
Autore: W.E.T.
Genere: Hard Rock
Anno: 2021
Voto: 9

Visualizzazioni post:294

“Retransmission” è il quarto album degli extraterrestri W.E.T., band composta da Robert Sall (Work Of Art) alla tastiera e alla chitarra, Erik Martensson (Eclipse) alla chitarra e alla voce, Jeff Scott Soto (Talisman) alla voce, Magnus Henriksson (Eclipse) alla chitarra, Andreas Passmark (Royal Hunt) al basso e Robban Back alla batteria. Il disco è un altro capolavoro di questo super gruppo e il merito è soprattutto dell’onnipresente vocalist Soto, uomo instancabile che ha molte band e tanti progetti in giro per il mondo come, ad esempio, i Soto, i Jss e i Sons Of Apollo per citarne solo alcuni, ma è da apprezzare anche lo stile sonoro degli Eclipse che il bravissimo Erik è riuscito a trasmettere anche in questo straordinario combo.

L’elemento chiave dei W.E.T è la volontà di creare un hard rock melodico, moderno e spaziale che guidi tutto il genere nel futuro, combinando ritmi potenti e con una produzione di prim’ordine: la musica degli svedesi è classica, attuale e sempre molto orecchiabile, con un miscuglio di stili abbelliti dalle tradizionali venature AOR ottantiane che emergono nella maggior parte delle tracce. I tre principali musicisti sono tutti coinvolti nel processo di scrittura delle canzoni; in particolare Robert si occupa delle chitarre e della tastiera, Erik delle chitarre ma anche, parzialmente, della parte vocale insieme al mitico Soto. Il primo brano e primo singolo, l’audace rock melodico di “Big Boys Don´t Cry”, travolge con i suoi cori in un fantastico ritornello, in grandi riff e una stupefacente performance vocale piena di potenza e di grandi emozioni.

Il secondo brano “The Moment Of Truth” ha sonorità più melodiche, con l’inclusione di tastiere che decorano perfettamente la composizione e con il bellissimo assolo di chitarra di Mr. Magnus Henriksson come ciliegina sulla torta. La chitarra acustica e il pianoforte iniziale di “The Call Of The Wild” sono sorprendenti: la song si basa su un indovinato ritornello, tanta melodia, un effervescente assolo di chitarra e soprattutto un bel botta e risposta vocale tra Jeff ed Erik. Ottimo inizio per un disco che ancora deve dare il meglio di sé: lo dimostra la successiva ballata “Got To Be About Love”, il secondo singolo, all’inizio strimpellante e acustico, prima di costruire un piacevole ritornello con un cantato country . Il brano è un altro inno di puro AOR che si stampa facilmente nel cervello ed è destinato ad essere uno dei migliori successi della band.

Il memorabile ritornello e un sound commerciale esaltano l’eccezionale voce di Jeff, mentre l’assolo questa volta proviene da Robert e ricorda lo stile del connazionale ed ex Europe Kee Marcello. La zuccherosa “Beautiful Game” è forse il pezzo più aggressivo di questa raccolta ed è caratterizzato da un riff in pieno stile Sunset Strip, da un super ritornello con un ritmo incalzante e, anche qui, da un perfetto assolo di chitarra. L’accattivante e commerciale “Coming Home” è brillante  e riduce la pesantezza del sound rispetto ai primi brani ma è comunque ricca di ottime vibrazioni sonore.

L’altro grande lento del disco è la mielosa “What Are You Waiting For”, piena di sentimento e dolcezza che traboccano da cori meravigliosi ed interpretata magnificamente dal mitico Soto, la cui voce fa venire la pelle d’oca. Siamo quasi alla fine ma ancora la band lancia in orbita altri potenti satelliti: si riparte con il rock super melodico di “You Better Believe It”, brano che inizia con una bella chitarra ritmica, robuste tastiere ed incisive chitarre soliste, per poi esplodere in un contagioso refrain; la penultima “How Do I Know”, è una semi ballata che porta ad un grande finale perché possiede tanta energia ed epicità: un coro ipnotico ed una  melodia sfacciata ne fanno semplicemente una song irresistibile. L’ultima e sbalorditiva “One Final Kiss” è una tradizionale traccia di hard rock, con un ritornello pazzesco e tanta adrenalina sprigionata anche dagli arazzi della sapiente tastiera di Sall.

Erik Martensson e Jeff Scott Soto si scambiano spesso le strofe delle canzoni cantando sempre in armonia ed il risultato è quello che si era già sentito sull’album precedente “Earthrage”: supportati egregiamente dalla keyboard di Robert Sall, mentre le melodiche e le superlative chitarre sono ben guidate da Magnus Henriksson e dallo stesso Martensson che riescono a trasmettere anche qui l’originale suono degli Eclipse con risultati mostruosi. Nel complesso i W.E.T. sfornano, ancora una volta, un ottimo lavoro, mantenendo sempre un sound robusto ma arricchito da fantastiche melodie di puro AOR offrendo addirittura e a tratti delle tracce che sfiorano le sonorità metal. Consigliatissimo e da avere a tutti i costi senza indugi perché candidato ad essere uno dei migliori platter di hard rock melodico per l’anno in corso. La musica dei W.E.T. è pronta ormai per invadere gli altri pianeti dell’Universo!

Tracce:
1. Big Boys Don’t Cry
2. The Moment Of Truth
3. The Call Of The Wild
4. Got To Be About Love
5. Beautiful Game
6. How Far To Babylon
7. Coming Home
8. What Are You Waiting For
9. You Better Believe It
10. How Do I Know
11. One Final Kis

Formazione:
Jeff Scott Soto – voce
Robban Back – batteria
Erik Martensson – chitarra, tastiera e cori
Robert Sall – tastiera e chitarra
Magnus Henriksson – chitarra
Andreas Passmark – basso

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