CREYE – II

Creye
Titolo: II
Autore: CREYE
Genere: AOR
Anno: 2021
Voto: 8

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La Svezia è sin dagli anni ottanta la punta di diamante dell’AOR e del rock melodico europeo proponendo tantissime ed interessanti band che sono riuscite, nel corso degli anni, a farsi conoscere ed a sfondare nel business della musica. La qualità del superbo e omonimo debutto dei Creye è stata confermata con il nuovo “II”, ma questa volta con un sound un po’ più robusto e qualche traccia un po’ sotto tono rispetto alle enormi potenzialità del combo nordico.

La scelta del nuovo cantante August Rauer sembra essere stata la ciliegina sulla torta per fare il salto di qualità in un mercato ormai saturo da migliaia di gruppi di melodic rock che fanno le stesse cose. I ragazzi utilizzano anche questa volta una produzione moderna, con più effetti e un po’ di sintetizzatori che conferiscono un forte tocco attuale alle canzoni: in particolare le parti vocali sono sempre ben piantate nel cuore degli anni ’80, mettendo il combo in prima linea nella scena rock melodica svedese.

Fondati nel 2015 da Andreas Gullstrand con l’intento di creare una nuova pop rock band svedese, i Creye trasportano gli ascoltatori in un viaggio indietro nel tempo fino ai giorni di gloria degli eighties: dopo aver pubblicato l’acclamato EP “Straight To The Top” all’inizio del 2017, i vichinghi firmano un contratto con l’italiana Frontiers e pubblicano il loro album di debutto omonimo nell’ottobre 2018, ottenendo un grande apprezzamento da parte della critica e degli amanti del genere.

Adesso gli scandinavi sono ritornati con delle belle canzoni che risultano coese e allo stesso tempo diversificate nella struttura; non si può neppure ignorare l’alta qualità e l’eccezionale talento di cui sono in possesso, poiché i sei giovani artisti sprigionano un grande entusiasmo scavando tra tante influenze e stili diversi. Le chitarre di Andreas Gullstrand e Fredrik Joakimsson sono il motore trascinante di tutte le tracce della raccolta, la keyboard di Joel Selstors è ancora il fulcro portante ma questa volta si sentono più effetti e più synth del solito. Buona e incalzante la sezione ritmica con il basso di Gustaf Orsta e la batteria potente di Arvid Filipsson, mentre il singer August Rauer completa il tutto con esibizioni vocali melodiche che si adattano benissimo ai brani ricchi e colorati della band.

Si parte con la sognante “Broken Highway”, ricca di armonia, melodia, e con cori raffinati e potenti, dove l’ugola di Rauer trasmette uno stato d’animo emozionante e profondo, mentre con la successiva rocker “Carry On” si cambia completamente indirizzo: adrenalinici riff di chitarra, possenti note tastieristiche e una precisa sezione ritmica sono la base per la bellissima ugola di Rauer. La stessa potenza sonora continua in “Find A Reason”, spinta in avanti con una grande e dinamica batteria, dove le moderne tastiere e gli strati rigogliosi di synth danno alla melodia del pezzo molta solidità e un piacevole ritmo. L’assolo chitarristico di Andreas è meraviglioso e dimostra tutta la sua abilità.

La super orecchiabile e radiofonica “Siberia” inizia invece lentamente per poi prendere velocità emanando il suono più profondo della band, soprattutto con l’utilizzo dello xilofono che da un’atmosfera unica in pieno stile Toto. I ritmi e le orchestrazioni sommati all’ottimo refrain rendono la canzone seducente ed affascinante ma, forse, un po’ troppo breve nella durata. Il singolo “Face To Face” è il biglietto da visita della band per questo nuovo lavoro: si presenta con un grandissimo ritornello, memorabili cori e un assolo fumante di chitarra. Colpisce in positivo “Can’t Stop What Was Started” con le sue iniziali vivaci note di tastiera ed una leggera chitarra che cambia velocità nel buon ritornello.

I successivi vortici di tastiera accompagnano le soavi corde vocali del singer che caratterizzano pure la ballata “Lost Without You”, farcita da una coinvolgente melodia, da parti orchestrali e con uno straordinario pianoforte in sottofondo. Con “Hold Back The Night” la musicalità è più oscura, ma la luce appare divinamente nel dolce ritornello e nell’emozionante coro, dimostrando ancora una volta di avere un grande stile nel comporre i brani. Ottimo l’assolo della keyboard! Segnalo in chiusura l’hard rock moderno e sfacciato di “Closer”, brano che basa tutto sulla melodia del ritornello, mentre “The Greatest” è un altro pezzo da novanta con una bella atmosfera creata dalla tastiera di Selsfors e un’ottima sezione ritmica.

Dietro al microfono Rauer ancora una volta non si smentisce e sforna un’altra performance di buon livello su un refrain azzeccato. Dodici canzoni possono far pensare a un disco molto lungo, ma in realtà la durata è di solo una quarantina di minuti: i brani sono diretti, molto melodici ed essenziali nel trasmettere sentimenti e emozioni particolari.

Puro AOR che pesca dai mitici eighties e con una produzione perfetta: i Creye non sono però il ricordo nostalgico delle grandi band del passato, ma un gruppo che vuole crearsi un futuro proponendo soprattutto della buona musica. Fino ad ora ci stanno riuscendo alla grande.

Tracce:
1. Broken Highway
2. Carry On
3. Find A Reason
4. Siberia
5. Face To Face
6. Can’t Stop What We Started
7. Lost Withot You
8. Hold Back The Night
9. Let The World Know
10. Closer
11. The Greatest
12. War Of Love

Formazione:
August Rauer – voce
Andreas Gullstrand – chitarra
Fredrik Joakimsson – chitarra
Joel Selsfors – tastiera
Gustaf Orsta – basso
Arvid Filipsson – batteria

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