DETRITUS – Myths

Detritus
Titolo: Myths
Autore: Detritus
Genere: Heavy Metal/Thrash/Progressive
Anno: 2021
Voto: 7/8

Visualizzazioni post:343

Ventotto anni di buio. Un’eclissi interminabile, un cono d’ombra che ha oscurato violenza e sofisticazioni, mode effimere e ostinate rivisitazioni. Sono gli eroi semplici, ancora una volta, a deporre le armi, ad aprire le braccia. Non di resa si tratta, ma d’attesa paziente, vissuta nella certezza che la vera oscurità non sia l’assenza di luce, bensì la convinzione che essa mai più tornerà.

Ed è la scintilla della gloria passata a riaccendere la fiamma.

Contro i miti dell’umana perdizione, saldi nella fede, i paladini del thrash bianco di Bristol – agli Onslaught il nero vessillo – impugnano per la terza volta la spada di fuoco, ritemprata dalle recenti ristampe a cura dell’attenta Retroactive, già artefice del recupero dei precursori Seventh Angel , toccati nell’ultima preghiera (“The Dust Of Years”, 2009) dalle corde di Broomhead.

Ancor più di “Perpetual Defiance” (1990) è il poliedrico “If But For One” (1993) il punto d’origine della nuova parabola, in allontanamento progressivo dalla retta direttrice B – A (Bay Area vi dice qualcosa?), riferimento imprescindibile anche per Xentrix, Slammer e, con aggiunta di brio british, D.A.M. e Toranaga.

Non sorprende quindi lo sviluppo arborescente di “Myths”, sbocco naturale della vena sperimentale emersa nel succitato secondo album, che raccoglie oggi, grazie al lungo iato, il seminato di tre decenni senza dispersione, ricavandone solo il meglio come da parabola – l’altra – evangelica. Il buon terreno ha offerto, con resa del cento per uno, abbondanza di frutti, da trangugiare apprezzando ad ogni assaggio la stagionalità dei singoli sapori: il retrogusto asciutto del metal post Black Album di “Bright Black”, “Call Me Human” e “The Game”,  il sentore doom di “Tales Of Sadness”, il prog melanconico di “Exoria” (brividi) e ancora l’acido industrial della liturgica “Bloodstained Glass” o l’acredine power thrash di “Forever Soldier”.

Cantore del riscatto dai falsi dei, predicatore anti-farisaico sullo sconquasso di tre-chitarre-tre, un risorto Mark Broomhead, Zack Stevens delle caverne, anzi, delle catacombe. Si nutrono di buio i Detritus, per donarci la luce.

Messianici.

Tracce:
1 – Myth Of Redemptive Violence
2 – Bright Black
3 – Tale Of Sadness
4 – Call Me Human
5 – Exoria
6 – Bloodstained Glass
7 – Pharisee
8 – The Game
9 – Forever Soldier

Formazione:
Mark Broomhead – Voce e Basso
Michael Bryza – Chitarre
Andy Neal – Chitarre
Paul Newington-Wise – Chitarre
Andy Bright – Batteria e Percussioni

https://www.facebook.com/detritusofficial
https://embryoindustries.com/

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