ALICE COOPER – Detroit Stories

Alice Cooper
Titolo: Detroit Stories
Autore: Alice Cooper
Genere: Rhythm And Blues, Glam Rock, Soul, Hard Rock
Anno: 2021
Voto: 9 -

Visualizzazioni post:216

Questo articolo è da considerarsi concluso.

Non c’è niente da aggiungere su Alice Cooper né sugli Alice Cooper che ne possa alterare lo status di leggenda/e al quale è/sono da decenni assurto/i e non c’è niente che Alice Cooper – oggi – possa fare che sia in grado di scheggiare l’effigie marmorea che ne sancisce l’inattaccabile lignaggio.

Dagli stereotipi da rockettaro al loro contrario, dalla devozione alla teatralità all’attaccamento all’intimità, dalla pulsione creativa alle saltuarie aderenze ai gusti del giorno, questo gigante umile e sorridente ha attraversato di tutto e ne esce sempre vittorioso, sempre pulito. Nessun pettegolezzo da bar, nessuna truffa, nessuna bassezza, nessuno machismo da due lire.

Ed è di nuovo vittoria. Detroit Stories è un piccolo sogno fattosi realtà. È vecchio, puzza di Gibson e ciminiere della Ford. Nelle parole dei suoi creatori, fatto a Detroit, per Detroit, dagli abitanti di Detroit.

Spalleggiato dal colosso Bob Ezrin, il fortunato proselito di Screaming Lord Sutch ha messo in piedi il suo spettacolo migliore da oltre vent’anni a questa parte. Attori e sceneggiatura si fondono con splendida e vitale armonia: parliamo di rock and roll, soul, rhythm and blues, blues rock e finanche scampoli di Elektra; e poi Wayne Kramer, Neal Smith, Dennis Dunaway, i Motor City Horns, Johnny “Bee” Badanjek, il fido Tommy Henriksen e chi più ne ha più ne metta.

Quando l’incipit è “Rock & Roll” dei Velvet, è facile e naturale procedere con grandi aspettative. “Go Man Go” suona come un’esclusa da End Of The Century (Ramones), “Social Debris” una parola d’ordine che giureremmo di aver pronunciata a un concerto glam negli anni Settanta (sì, c’era anche il chitarrista dei Terrorvision), “$1000 High Heel Shoes” un nastro abbandonato in un cassetto alla Motown, “Hail Mary” uno di quei rhythm and blues che, volendo la sorte, magari poi finivano su The Blues Brothers o anche solo The Commitments.

Più che doppiata “Our Love Will Change The World” (una delle trovate felici dei sotterraneissimi Outrageous Cherry), è già il turno di “Detroit City 2021” – che non dice nulla di più rispetto alla versione del 2003 ma con la città dei motori ha da spartire per definizione – e siamo solo a metà disco. È dunque irrilevante che “Hanging On By A Thread (Don’t Give Up)” sia un concentrato di stucchevolezza da far cadere le braccia, di cui solo oltreoceano sono capaci, perché nel frattempo ci è passato nei polmoni anche il lento blues di “Drunk And In Love” e perché importa di più sapere che su Alice si può contare fino in fondo – specialmente se in quel fondo ci attende una sentita rilettura di “East Side Story” di Bob Seger.

E importa il conforto; sapere che l’ago della sua rettitudine artistica pende perennemente dal lato buono e che abbiamo la certezza che questa dedica alla sua città natale sia niente più che una questione di cuore.

C’è persino una cover di “Sister Anne”. Voglio dire, più Detroit di così…

Tracce
01. Rock & Roll
02. Go Man Go
03. Our Love Will Change The World
04. Social Debris
05. $1000 High Heel Shoes
06. Hail Mary
07. Detroit City 2021
08. Drunk And In Love
09. Independence Dave
10. I Hate You
11. Wonderful World
12. Sister Anne
13. Hanging On By A Thread (Don’t Give Up)
14. Shut Up And Rock
15. East Side Story

Formazione
Alice Cooper
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