DURBIN – The Beast Awakens

Titolo: The Beast Awakens
Autore: DURBIN
Genere: Heavy Metal
Anno: 2021
Voto: 7+

Visualizzazioni post:383

Confesso di non aver tanto apprezzato in questi anni James Durbin, vuoi perché era uscito da uno dei tanti odiosi e finti reality show, vuoi perché nei Quiet Riot sembrava un pesce fuor d’acqua che dava l’impressione di eseguire un compitino senza incidere più di tanto nelle composizioni della band e con una voce troppo tirata e falsa da essere vera. In parte non mi sbagliavo ma adesso ammetto che il suo nuovo lavoro in studio da solista mi ha sorpreso moltissimo facendomi ricredere sulle sue qualità vocali.

Chiedo umilmente scusa a James e, tolti di mezzo tutti i pregiudizi iniziali, devo constatare che è un cantante, un compositore e un chitarrista molto abile e preparato. L’americano di Santa Cruz, in California, in verità ha rappresentato bene l’heavy metal nella trasmissione televisiva “American Idol”, cantando egregiamente “Livin ‘After Midnight” e “Breaking The Law” insieme ai  suoi idoli, i mitici Judas Priest; James Durbin ha anche un curriculum di tutto rispetto perché ha lavorato e suonato al fianco di molti musicisti importanti tra cui Stevie Wonder, Zakk Wylde, Sheryl Crow, e Mick Mars dei famosi Motley Crue, solo per citarne alcuni.

Durbin, come scritto prima, è stato pure il cantante principale della leggendaria band dei Quiet Riot con la quale ha registrato due album e dove, purtroppo, ha avuto le ali tarpate da musicisti troppo esperti per trovare un suo spazio creativo. Lasciati intelligentemente i vecchi compagni tra cui lo scomparso Frank Benali che lo aveva fortemente voluto nella band per la possente voce e la selvaggia presenza scenica, ora, grazie all’italiana Frontiers l’artista riparte con il suo quarto album da solista, “The Beast Awakens”, buttando nell’opera tutte le sue idee e le giovanili energie.

Il platter è un vero e proprio omaggio al classico heavy metal degli anni ’80 per un tuffo nel passato con sonorità legate proprio ai Judas Priest, ai Black Sabbat e all’indimenticabile Dio. Lo dimostra subito con l’apripista e grezza “The Prince Of Metal” dove con le sue stridule corde vocali emula Rob Halford ma con un sound alla Iron Maiden: purtroppo la sua ugola sforzata in falsetto perde qualcosa mentre l’assolo di chitarra è veramente eccezionale.

Sia ben chiaro, Il ragazzo americano non porta nulla di nuovo al genere perché tutte le canzoni alternano un hard rock classico e melodico ad un possente heavy metal tradizionale di stampo britannico, già sentito e risentito ma fa piacere riascoltare le sonorità che hanno fatto la storia del metal. Colpiscono alcuni suoni di chitarra scritti e registrati dallo stesso musicista, eseguiti e supportati dagli assoli di ottimi chitarristi come, Phil Demmel, Jon Yadon Jr, Marc Putnam, Dylan Rose e Nick Gallant. Anche la sezione ritmica si dimostra all’altezza con il batterista Mike Vanderhule e con il bassista Barry Sparks sempre precisi con i loro micidiali strumenti.

Ne è un altro esempio l’avvincente singolo “Kings Before You” dove troviamo come ospiti la coppia Chris Jericho (Fozzy) alla voce e il maestoso chitarrista Phil Demmel (ex Machine Head) che con il suo assolo fa venire i brividi. Chris, superstar del wrestling americano nonché cantante dei Fozzy, sfida James al microfono in un incontro esaltante e senza tregua che porta ad un riuscitissimo duetto. Nel mid-tempo “Into The Flames”, canzone più hard rock che metal, finalmente si sente la bella voce di James che senza sforzi e falsetti colpisce per la sua pulizia e per il calore che emana, le sonorità più basse lo mettono più a suo agio ed esaltano la sua buonissima ugola.

La melodia e il ritmo epico di “The Beast Awakens” sono la ciliegina sulla torta per un heavy metal ricco di ritmo e di un buon groove rock. L’alchimia melodica e tenebrosa di “Necromancer” ne fa una song veloce e diabolica con un pizzico di prog che si mescola bene con il classico metal di Durbin. La successiva “Riders On The Wind” è una tipica canzone dei Judas Priest senza infamia e senza lode ma con un grande basso in spolvero grazie al veterano Barry Sparks (Yngwie Malmsteen, Michael Schenker Group, UFO, Dokken, Ted Nugent), e un perfetto assolo chitarristico. Da qui alla fine troviamo pezzi veloci e molto ritmati ma le uniche due tracce interessanti sono il lento “Battle Cry” e lo speed conclusivo di “Rise To Valhalla”.

La prima risente del caloroso stile del puro AOR a stelle e strisce ma con una melodia radiofonica alla Scorpions, dove prevale il grande lavoro dell’abile Nick Gallant nei riff e nell’assolo che sono veramente emozionanti. Nella seconda e ultima song, James termina alla grande con una perfetta esibizione vocale, dimostrando tutte le sue capacità quando canta in modo naturale e pulito. Certo, il vocalist americano non sta inventando nulla di nuovo e a ancora enormi margini di miglioramento ma il suo merito è quello di riportare all’attenzione quei suoni classici del Metal che sono tutt’ora le fondamenta di tutto il movimento metallico.

“The Beast Awakens” è un album divertente, ben suonato e ben prodotto che stuzzica e fa rivivere piacevolmente un hold school che vuole ritornare prepotentemente in auge e riprendersi le posizioni che merita. Non è il disco dell’anno ma se James Durbin cresce in personalità potrebbe raggiungere in futuro dei meritati successi e tante soddisfazioni. In bocca al lupo James!

Tracce:
1. The Prince Of Metal
2. Kings Before You
3. Into The Flames
4. The Sacred Mountain
5. The Beast Awakens
6. Evil Eye
7. Necromancer
8. Riders On The Wind
9. Calling Out For Midnight
10. Battle Cry
11. By The Horns
12. Rise To Valhalla

Formazione:
James Durbin – voce, chitarre ritmiche acustiche ed elettriche
Jon Yadon Jr., Marc Putnam, Dylan Rose, & Nick Gallant – chitarre
Barry Sparks – basso
Mike Vanderhule – batteria

Ospite alla voce – Chris Jericho in “Kings Before You”
Chitarrista ospite – Phil Demmel in “Kings Before You”
Chitarre aggiuntive – Ryan Heggum, Ellison e Jeremy Locke
Tastiere / sintetizzatori – Earl Salindo

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