BLACK SUN BROTHERHOOD – God & Beast

Titolo: God & Beast
Autore: Black Sun Brotherhood
Genere: Death Metal
Anno: 2020
Voto: 6 / 7

Visualizzazioni post:185

Chi l’ha mai spogliato della sua corazza? Chi è penetrato fra la doppia fila de’ suoi denti?
Chi gli ha aperti i due battenti della gola? Intorno alla chiostra de’ suoi denti sta il terrore.
Superbe son le file de’ suoi scudi, strettamente uniti come da un sigillo.
Uno tocca l’altro, e tra loro non passa l’aria.
Sono saldati assieme, si tengono stretti, sono inseparabili.
I suoi starnuti danno sprazzi di luce; i suoi occhi son come le palpebre dell’aurora.
Dalla sua bocca partono vampe, ne scappan fuori scintille di fuoco.
Dalle sue narici esce un fumo, come da una pignatta che bolla o da una caldaia.
L’alito suo accende i carboni, e una fiamma gli erompe dalla gola.
Nel suo collo risiede la forza, dinanzi a lui salta il terrore.

Non è che uno dei brani veterotestamentarî passati al vaglio indi presi in prestito dai tre nullocriniti di Sarpsborg per impinguare il parco lirico di God & Beast, primo vero enunciato della loro saga (le pubblicazioni incorporee hanno sfracellato gli zebedei e, pertanto, non concorrono al computo).

Né i suddetti brani rappresentano l’unico legame con l’idea di Antico: il trentatré virgola tre periodico percento dei Black Sun Brotherhood è infatti niente di meno che Knegg, ex tassello dei sottoboschivi Abhorrent e Thyabhorrent – autori, nella prima tra le due incarnazioni menzionate, di un meraviglioso nastro nel 1990, mai ristampato: Occultus Brujeria. Quando « antichità » prende le distanze da « anticaglia ». Roba di una volta.

A proposito di “una volta” – e lo si intenda in più di un’accezione: l’album è stato registrato in diretta il 20, 21 e 22 febbraio del 2017 (sic), ad esclusione di qualche seconda voce, gli effetti/rumori e una scarsa manciata di sovraincisioni di chitarra.

Siamo di fronte a un death metal quadrato ed immoto, dal primevo retrogusto thrash metal, con dentro i Master da Faith Is In Season in poi e gli Unleashed col loro piglio da scorribanda navale. Lungo tale registro, trovano posto inserzioni alla bisogna: vedansi quel che di sabbathiano in “Leviathan” e quella sinistra melodia in “Great Whore Of Babylon”. In ultima sintesi, il disco lascerà interdetti i più, in prima battuta, ma è la classica situazione nella quale trovarsi a proprio agio lentamente, sempre più, a mano a mano che gli ascolti procedono. Peccato per i suoni un po’ in antitesi col sentire antico; in ogni caso, sempre meglio della pletora di raccoltine mono-frequenza di oggidì.

Senza pretesa di immortalità, un disco diverso da tanti.

Tracce
01.  Might Is Right
02.  Witches’ Sabbath
03.  Vengeance Is Mine
04.  Black Sun Rising
05.  Leviathan
06.  Driven By Demons
07.  Love Is A Demon
08.  Sol Invictus
09.  Hymn To Satan
10.  Great Whore Of Babylon
11.  Litanies To Satan

Formazione
Kristian Kjelsberg: basso, voce
K. A. Lieberknecht: batteria
Vegard Michalsen: chitarra

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