SIMULACRUM – Genesis

Simulacrum
Titolo: Genesis
Autore: SIMULACRUM
Genere: Progressive Metal
Anno: 2021
Voto: 7

Visualizzazioni post:251

I Simulacrum ritornano, dopo dieci anni, con il terzo album in studio e il primo per l’etichetta italiana Frontiers Music, che ha visto in questi ragazzi un importante potenziale artistico: una grande opportunità da sfruttare per raggiungere un pubblico ampio e provare a fare un salto di qualità, uscendo così dall’underground. La nuova opera, intitolata “Genesis”, è una grande riconferma attraverso un metal progressivo melodico che rende omaggio ai grandi gruppi prog degli anni ’70 e ‘90. Fondati nel lontano 1999 dal tastierista Christian “Chrism” Pulkkinen, i finlandesi debuttano con “The Master And The Simulacrum” nel 2012 ricevendo tanti elogi dalla critica ma poco successo tra i metalheads; nel 2015 esce “Sky Divided”, un concept album che ruota attorno alla classica storia di una razza aliena che attacca il pianeta Terra per attingere alle sue risorse: l’album è un buon passo per la band, con un miscuglio di brani thrash uniti a interessanti song di puro prog metal.

Dopo l’uscita di questo secondo platter accadono molte cose: va via lo storico batterista Henri Kallio ed entra in formazione Tatu Turunen; in più, stranamente, gli scandinavi decidono di avere dietro al microfono un altro cantante oltre a Niklas Broman. I Simulacrum ingaggiano così Erik Kraemer che, rispetto all’altro singer, ha un’ugola capace di cantare linee vocali più alte e più difficili: questa scelta comunque ripaga perché le due voci riescono a dare più profondità e un migliore impatto uditivo. Anche le potenti chitarre e gli arazzi di tastiera sono protagoniste in canzoni articolate e con tantissimi cambi di tempo, per un album progressive metal davvero intrigante. Tuttavia, anche il bassista Olli Hakala dice la sua esibendosi in assoli elettrizzanti e tenendo benissimo il tempo insieme alla new entry dietro le pelli.

Entrando ad esaminare “Genesis” si nota che quest’opera divisa è in due parti, dove i Nostri cercano anche di essere originali utilizzando alcuni strumenti inusuali come l’arpa ad arco e il corno di corteccia: le prime cinque canzoni della scaletta sono di power e prog metal, mentre le ultime quattro fanno parte del concetto Genesis e rappresentano, in verità, un’unica traccia divisa in quattro parti. “Traumatized” rompe il ghiaccio con il suo suono moderno, con un grandissimo basso che introduce un riff vivace suggellato dai sintetizzatori e dalle voci melodiche ed aggressive dei due vocalist, dove Broman canta con un tono più duro e Kraemer si esibisce in quelli più bassi e armoniosi. La successiva “Nothing Remains” è il primo singolo lanciato sul mercato, è uno dei brani più orecchiabili e allo stesso tempo complessi del disco. L’introduzione melodica di “Arhythmic Distortions” è un grande momento poiché la song è impressionante: alti toni di voce, un’armonia accattivante e i suoni di synth che continuano imperterriti mentre i musicisti si concedono dei tirati assoli di chitarra e di basso in pieno stile Symphony X; la quasi ballata “Like You, Like Me” è una canzone particolare, dove all’inizio la stuzzicante unione del basso, della chitarra e del pianoforte creano un suono trascinante e robusto con i due cantanti che si alternano bene in tutta la composizione.

Infine, “Genesis” è l’epica titletrack in quattro parti che dura più di trenta minuti ed è divisa, come scritto in precedenza, in quattro titoli: la composizione è intesa come un unico e lunghissimo pezzo, poichè ogni porzione si allaccia con continuità alla successiva. In “The Celestial Architect” – precedentemente pubblicata nell’album di debutto della band – si comincia con un breve e potente intro death metal che evolve in un classico prog metal ma con tanti elementi singolari, come alcune sezioni jazz e passaggi strumentali particolari, accompagnati sempre da un grandissimo basso. “Evolution Of Man” mostra una destrezza strumentale quasi irrefrenabile con la musica che rimane sempre appassionante, soprattutto per l’aiuto di un leggero pianoforte e una precisa sezione ritmica. Lo stesso piano riprende soavemente in “The Human Equation”, dove la veloce tecnica strumentale dei musicisti è sostituita solo dal suono drammatico del pianoforte e dalle corde vocali stratificate dei due cantanti. Nell’ultima e conclusiva “End Of Entropy” si raggiunge l’apice del sound degli scandinavi perché si ode tutto ciò che ha caratterizzato le canzoni precedenti: un basso sempre in primo piano, una tastiera progressiva, delle chitarre robuste e tecniche che si alternano a volte in brevi momenti acustici, circondati dalle voci intercambiabili dei due singer. Sinceramente, mi aspettavo una chiusura diversa, magari riprendendo un refrain di una traccia precedente, ma va bene così: la composizione risulta essere un buon pezzo di metal alternativo.

La sensazione finale è che il disco riesca a sprigionare una musica intensa che non si ferma mai , piena di stili diversi e a tratti spigolosi, meritevole di essere ascoltata più volte per essere apprezzata in pieno. I Simulacrum sanno suonare benissimo, sono tecnicamente impeccabili, dei buoni compositori con tantissime possibilità di crescita e per i quali si può scommettere in futuro.

 

Tracce:
1. Traumatized
2. Nothing Remains
3. Arrhythmic Distortions
4. Like You, Like Me
5. Scorched Earth
6. Genesis Part 1: The Celestial Architect
7. Genesis Part 2: Evolution Of Man
8. Genesis Part 3: The Human Equation
9. Genesis Part 4: End Of Entrop

Formazione:
Christian “Chrism” Pulkkinen – tastiere ed arrangiamenti
Nicholas “Solomon” Pulkkinen – chitarra, Arpa e Corno
Niklas Broman – voce
Erik Kraemer – voce
Tatu Turunen – batteria e percussioni
Petri Mäkilä – chitarra
Olli Hakala – basso

https://www.simulacrum.fi/
https://www.facebook.com/simulacrumofficial
http://www.frontiers.it

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