JOEL HOEKSTRA’S 13 – Running Games

Joel Hoekstra's 13
Titolo: Running Games
Autore: JOEL HOEKSTRA'S 13
Genere: Hard Rock
Anno: 2021
Voto: 7,5

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Joel Hoekstra, attuale chitarrista dei Whitesnake e della Trans-Siberian Orchestra, torna sulle scene con il suo secondo album “Running Games” legato al suo progetto solista chiamato Joel Hoekstra’s 13. Il suono proposto da Joel è un classico hard rock tipico degli anni ’70 e ’80 con una produzione moderna gestista benissimo dall’artista americano che si occupa anche del processo creativo, affidando il mixaggio all’esperto Chris Collier.

Hoekstra è un guitar hero di alto spessore, tecnico e innamorato della sua sei corde che, con le sue note, conquista il cuore e l’anima di ogni rockers di rispetto. Umile musicista che dopo la laurea, si trasferisce a Los Angeles dove frequenta il GIT (Guitar Institute Of Technology), luogo in cui continua ad apprendere tecniche di esecuzione avanzate.  Fa la gavetta per anni lavorando come insegnante di chitarra a Chicago, mentre suona di notte in una vasta gamma di band locali senza mai perdere la fiducia di essere sulla strada giusta.

La sua caparbietà lo porta in un cast di Broadway nello spettacolo chiamato “Rock Of Ages”, per poi trascorrere diversi anni nella band dei Nightranger, suonando per Cher e infine entrando nei Whitesnake e nella Trans-Siberian Orchestra: è, quindi, uno dei migliori chitarristi in circolazione e con un grande curriculum alle spalle. “Running Games” presenta un cast di musicisti stellari come il cantante Russell Allen, il bassista Tony Franklin, il batterista Vinny Appice, Derek Sherinian alle tastiere e il fantastico Jeff Scott Soto che aiuta l’amico nei cori. Il disco ha anche coinvolto Lenny Castro (Toto) alle percussioni, Chloe Lowery (Trans-Siberian Orchestra) ai cori, Dave Eggar  al violoncello e Katie Kresek  al violino e alla viola.

I testi, afferma Joel, non riguardano temi comuni ma l’essere sempre in viaggio: “Il viaggiare si ricollega profondamente alla mia vita e a chi sono. Da qui il titolo, Running Games. L’anno prima che la pandemia COVID-19 colpisse, sono stato in viaggio per 285 giorni su 365. Penso che in definitiva il disco parli di come cercare di andare avanti ed essere produttivi ogni giorno”. Ironia della sorte, la pandemia è ciò che ha effettivamente permesso al bravo guitar hero di finire questo buonissimo lavoro: il risultato è una esplosione di puro rock and roll melodico che spazia dall’hard rock all’heavy e che emana una grande adrenalina.

Si parte con il singolo “Finish Line”, un intenso pezzo rock nel senso classico della parola, dalla forte atmosfera e con un buon ritornello melodico; qui la sei corde di Joel e la splendida voce di Russell riescono a realizzare una grande composizione. La magia continua con l’up-tempo melodico, “I’m Gonna Lose It”, solido rocker con un azzeccato ritornello e dove Joel mette riff di qualità, un potente assolo e alcune parti di chitarra armonica che sono estremamente gustose. “Hard To Say Goodbye” alza l’intensità melodica ed è una perfetta combinazione di tocchi duri e armonici: il pre-ritornello, con un eccellente lavoro vocale, lascia il posto a un bellissimo assolo di chitarra, abbinato alla convincente tastiera di Sherinian, che fa venire la pelle d’oca.

Le capacità di scrittura dello statunitense sono sempre più evidenti e, con la sua esperienza, fa in modo che ogni parte della canzone e dell’arrangiamento portino sempre a un buon risultato. La successiva “How Do You” è un esempio di come il musicista addolcisca, senza sforzo, una canzone robusta con la sua chitarra acustica e con la bellissima voce del singer, gli incredibili riff sono mescolati con delle fantastiche percussioni e da azzeccati cambi di tempo creati dall’ottimo Vinny Appice.

Emotivamente, questo è il punto più alto della raccolta con suoni che ricordano l’immortale sound di Jimi Hendrix. “Heart Attack” è caratterizzato da potenti riff e un Allen più incisivo del solito con le sue magnifiche corde vocali. Il ritornello è all’altezza dei fondamentali e seminali anni settanta per un amore travolgente, descritto nei versi, che può anche essere distruttivo. Colpisce in positivo anche la song “Lonely Days” simpatico mid-tempo con un ritornello raggiante, un possente lavoro di chitarra di Hoekstra, un preciso basso di Toni Franklin e una tastiera di classe.

Prima della bellissima traccia finale, segnalo il brano “Take What’s Mine” che con il sound cadenzato vanta il miglior momento strumentale dell’album, con un grande assolo che si avvicenda tra la chitarra di Joel Hoekstra e la magica tastiera di Derek Sherinian. Infine la conclusiva “Running Games” è una piacevole ballata dalle melodie soul, abbastanza diversa dalle song precedenti perché crea un’atmosfera molto intima, dove le percussioni dell’ospite Lenny Castro e le note della chitarra acustica di Hoekstra sono piuttosto particolari rispetto al resto dell’album. Il platter piace perché la produzione mette in evidenza l’intersezione tra la voce e la chitarra con un suono spettacolare farcito dagli assoli tecnici di Joel e gli emozionanti intermezzi strumentali che sono la ciliegina su una buonissima e gustosissima torta. Consigliato!

“Non ho mai voluto un piano B perché ho visto tutti i miei amici avere il loro piano B e il loro piano B è diventato immediatamente un piano A. Non appena avrai un altro tipo di opzione nella vita, sarà molto più facile della musica, perché la musica è uno sport sanguinario in cui cercare di guadagnarsi da vivere”. (Joel Hoekstra)

Tracce:
1. Finish Line
2. I’m Gonna Lose It
3. Hard To Say Goodbye
4. How Do You
5. Heart Attack
6. Fantasy
7. Lonely Days
8. Reach The Sky
9. Cried Enough For Your
10. Take What’s Mine
11. Running Games

Formazione:
Joel Hoekstra – chitarra
Russel Allen – voce
Vinny Appice – batteria
Derek Sherinian – tastiera
Tony Franklin – basso
Jeff Scott Soto – cori

Ospiti:
Lenny Castro – percussioni
Chloe Lowery – cori
Dave Eggar – violoncello
Katie Kresec – violino e viola

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