KREEK – Kreek

Kreek
Titolo: Kreek
Autore: KREEK
Genere: Hard Rock
Anno: 2021
Voto: 6

Visualizzazioni post:98

La scommessa di questo nuovo progetto nasce dalla Frontiers Music: l’etichetta italiana ha contattato il cantante Antony Ellis dopo la sua dipartita dai Bigfoot perché convinta delle sue enormi qualità aiutandolo, con un altro contratto, a formare un nuovo gruppo hard rock and blues insieme al chitarrista Nick Clarke, al chitarrista solista Dan Collict, al bassista Lee Andrews e al batterista Seb Sweet.

“Mi sono divertito molto con la mia ex band, ma poiché avevo obiettivi personali e volevo far crescere le mie capacità di scrittura, ho capito che questo nuovo sbocco era necessario. Con i Kreek io sono la forza trainante dietro la musica e i membri della band sono ragazzi che ho scelto in modo da poter veramente flettere i miei muscoli musicali”.

Non vi nascondo di aver molto apprezzato il debutto dei defunti Bigfoot ma, sfortunatamente per il vocalist inglese, i Kreek al momento non hanno la passione e l’attrattiva della vecchia band. Il primo punto debole di questo disco è che Ellis non canta alla Ellis, ovvero con quel tono e quell’energia con i quali aveva colpito positivamente con la sua ex band: in questa sua nuova avventura usa, a volte, la voce con tonalità basse, cupe e rauche. Dulcis in fundo, non ho trovato in questa raccolta delle canzoni singolari o tali da far impazzire di gioia. La delusione è attenuata dal sound proposto e che rimanda agli anni ’70 e ’80 con un tocco moderno ed una produzione curata egregiamente al cantante e chitarrista Dan Rosall (ex Night By Night e Passion).

I riff delle due chitarre sono comunque schiaccianti, gli assoli elettrizzanti e a tratti anche devastanti, sostenuti da un’ondata di basso e batteria, dove Anthony Ellis si esibisce bene ma senza incidere più di tanto. Bello l’artwork dove i cinque artisti aprono il cancello della loro musica al mondo in modo da far conoscere i loro talenti e la loro voglia di sfondare: forse manca un po’ di affiatamento tra i ragazzi, forse non hanno avuto il tempo di creare un loro feeling ma cercano di rimediare mettendo in mostra tutto il loro valore e la loro voglia di provare a far bene. Il risultato finale sono dieci canzoni orecchiabili e melodiche in cerca di personalità; nelle prime due tracce la voce è ricca di energia, il sound è melodico ma poco coinvolgente, per dei pezzi normali che non lasciano il segno.

Da “Meet Your Maker” invece cambia qualcosina: è come se il disco cominci in modo interessante proprio dal terzo solco dove si sente un groove molto heavy e adrenalinico, ma è superando l’insipido rock di “Million Dollar Man” e passando alla traccia “One Voice” – costruita sulle fondamenta del basso di Lee Andrews – dove si comincia a sentire la qualità e la forza compositiva del gruppo anglosassone. Le corde vocali del singer si riappropriano di un pizzico di armonia e il risolutivo assolo di Nick Clark, nella sezione centrale della composizione, si abbina perfettamente ad un’atmosfera orientaleggiante che rende il brano molto convincente e vicino allo stile dei primi Saigon Kick. Per fortuna i pezzi “Man On My Shoulder” e “Stand Together” continuano su questa strada: nella prima canzone Antony è libero di sbizzarrirsi con la sua interessante ugola, accompagnata da un coro carino e dalla abilità dei due chitarristi Collict e Clarke per un AOR di qualità.

Nella seconda il singer britannico perde potenza e la sua voce sembra bloccata, come se non dovesse superare un certo limite: peccato, perché il rock’n’roll proposto è massiccio e duro quanto basta per dimostrare una buona individualità. Nella successiva e fumante “Down’n’Dirty” il suono emana delle emozioni crescenti, facendo salire il calore dei riff e dei tirati assoli. L’ottimo arrangiamento di “Get Up” mette in evidenza lo stile glam del pezzo con dei cori tipici di quel genere, dove riff forti, una sezione ritmica spessa, un ritmo cadenzato e assoli di chitarra vibranti sono la peculiarità di questo fantastico brano.

Con l’ultimo brano i britannici ci fanno alzare gli smartphone in aria nel buio della sera, per una romanticissima ballata dalle venature blues intitolata “Girl, You’re On Your Own” ed influenzata fortemente dai maestri Aerosmith, dove Ellis canta con sentimento e passione. In generale “Kreek” è un album solido, con un buon hard rock melodico, anche se l’inizio del disco non entusiasma più di tanto; molto meglio la seconda parte, con tracce più convincenti e trascinanti che emanano grandi emozioni e mettono in luce la ricerca di uno stile ancora più personale. I Kreek sono comunque da rivedere nel prossimo disco per capire se riusciranno a trovare un loro posto nell’affollatissimo mercato discografico di gruppi che suonano dell’ottimo rock melodico.

Tracce:
1. At The Bottom Of Hell
2. Missiles
3. Meet You Maker
4. Million Dollar Man
5. One Voice
6. Man On My Shoulder
7. Stand Together
8. Down ‘N Dirty
9. Get Up
10. You’re On Your Own

Formazione:
Antony Ellis – voce
Nick Clarke – chitarra
Dan Collict – Chitarra solista e ritmica
Lee Andrews – basso
Seb Sweet – batteria

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http://www.frontiers.it

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