PARANORM – Empyrean

Paranorm
Titolo: Empyrean
Autore: Paranorm
Genere: Progressive Thrash Metal
Anno: 2021
Voto: 7

Visualizzazioni post:241

Le teorie astronomiche ante rivoluzione copernicana ipotizzavano la presenza di 8 sfere concentriche attorno alla Terra, in quello che si configurava come il cosiddetto sistema geocentrico; oltre questi nove “cieli”, veniva situato l’Empìreo, luogo spirituale fuori dallo spazio e dal tempo deputato a dimora di Dio.

Certamente nell’accezione dei Paranorm esiste qualche differenza con quanto allegoricamente decantato da immortali scrittori in immortali poemi, e lo si intuisce da subito osservando la copertina del nuovo “Empyrean“, il debut album della band svedese con base a Uppsala, che giunge a ben 13 anni dalla sua nascita. Parliamo comunque di un ritorno discografico, dopo le precedenti “Demo 2010”, “Pandemonium’s Rise” (2011) e “The Edge Of Existence” (2014), che lasciavano presagire un roseo futuro per la formazione, saldamente ancorato al filone musicale che hanno scelto di percorrere, non scevro da difficoltà ma nel contempo capace di recare soddisfazioni.

La scommessa Paranorm viene raccolta dalla Redefining Darkness Records, che dà alle stampe l’album in una edizione limitata uscita lo scorso 26 febbraio; forse troppo limitata (200 copie), considerato che all’alba della sua sortita è risultata esaurita in prevendita, portando così l’etichetta a dotarsi di una successiva nuova tiratura un minimo più corposa, ma che allo stato attuale non sembra poter venire incontro ad una nuova insistente domanda. Ma lasciamo all’etichetta ed ai Paranorm “problemi” di questo genere, che più che grattacapi, sono la dimostrazione che il lavoro speso dietro alla realizzazione dell’album e l’aver creduto in esso sono stati ben ripagati, soprattutto nella nostra epoca di musica liquida per la quale troppe volte si pretende, senza fornire un contributo economico.

Una evoluzione costante in termini di affinamento della tecnica strumentale per tutti i membri del quartetto (che sono i medesimi dalla nascita del combo, eccezion fatta per il nuovo ingresso Samuel Karlstrand alla batteria), mentre le basi musicali su cui si fonda questa nuova e cospicua uscita discografica si intravedevano già con l’ultimo “The Edge Of Existence”, CDr autoprodotto dai Nostri che chi scrive accolse e comprò con interesse, intravedendo potenziale ed una certa tendenza a quel techno thrash, o progressive thrash come indicato dai soggetti stessi, che tanto strizza l’occhio ai Vektor, sia in termini di concezioni sonore che di liriche sci-fi. Limitante come paragone, ma calzante e certamente rispondente più d’altri alla realtà dei fatti; molti punti di contatto anche con i nostrani Vexovoid, che condividono la medesima linfa vitale, che si traduce in entrambe i casi in bordate speed metal contraddistinte da una cura continua negli arrangiamenti di chitarra, sempre nei solchi delle dissonanze (a)tipiche dei maestri Voivod, un’estasi melodica che i Paranorm infarciscono a pieno regime di continui inserti solisti.

L’album è un monolite, in termini di compattezza sonora, senza voler sottintendere pesantezza in senso lato. 54 minuti per soli 8 brani sono una durata cospicua, che in tutta franchezza poteva anche essere ridotta senza perdere una libbra di qualità, anzi, senza sbilanciarsi avrebbe giovato alla resa definitiva. I brani si muovono sulle medesime coordinate, la scrittura è decisamente inquadrata (ecco spiegato il termine monolite) e, per quanto varia in termini di riff, risulta omogenea per tutta la sua durata, al punto che avrebbe poco senso perdersi in descrizioni traccia per traccia. Basta davvero pensare ai nomi citati in precedenza per farsi un’idea del prodotto, e con tutte le anteprime cui siamo ormai abituati, è diventato davvero semplice focalizzare un gruppo, quantomeno per una prima impressione generale.

La nota dolente va ascritta alla prova vocale da parte di Markus Hiltunen, che ancora una volta non esalta e riesce nel rendere comunque faticoso arrivare alla conclusione dell’ascolto senza sperare in qualche variazione, in qualche guizzo che la allontani dalla monotonia su cui purtroppo si basa per l’intera durata del lotto, un growl che lascia il tempo che trova e non riveste caratteristica focale e spendibile per la band. Non un particolare da sottostimare, visto come coloro cui maggiormente si ispirano hanno basato la prima parte della carriera su una mina vocale vagante che ha caratterizzato profondamente tutto lo scibile musicale loro associato.

Un album che ha comunque buone speranze di resistere alla prova del tempo, sicuramente nella sfumatura musicale del termine, in un panorama mondiale che ogni giorno restituisce sempre più proposta rispetto a quanto il fruitore medio sia realmente in grado di assorbire e supportare. Ciononostante, nel frattempo siete comunque invitati a dare una possibilità ai Paranorm, non ve ne pentirete!

Tracce:
01. Critical Mass
02. The Immortal Generation
03. Edge Of The Horizon
04. Intelligence Explosion
05. Cannibal
06. Empyrean
07. Lost Cause
08. Desolate Worlds (Distant Dimensions)

Formazione:
Markus Hiltunen – Voce, Chitarra
Fredrik Kjellgren – Chitarra solista
Marcus Blom – Basso
Samuel Karlstrand – Batteria

Sito Paranorm: https://www.facebook.com/paranormband
Sito Redefining Darkness Records: http://www.redefiningdarkness.com/

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