WYTHERSAKE – Antiquity

wythersake
Titolo: Antiquity
Autore: Wythersake
Genere: Symphonic Blackened Death Metal
Anno: 2021
Voto: 7

Visualizzazioni post:222

Probabilmente sconosciuti ai più, i Wythersake arrivano come (quasi) un fulmine a ciel sereno nel 2021 metallico.

Disco di debutto per questi ragazzi americani, che arrivano alla pubblicazione di questo full length, dopo 3 anni di attività in cui hanno deciso di approcciarsi al mercato tramite la forma dei singoli, rilasciati in maniera indipendente. Scelta, questa, che potrebbe sembrare controtendenza, ma che sta generando parecchie riflessioni e riscontri da parte di artisti e addetti ai lavori (e che meriterebbe, probabilmente, di essere trattato in altra sede).

Il lavoro si apre con una traccia che, di fatto, introduce allo stile della band e al canovaccio dei pezzi seguenti. Monumentali tastiere avviano l’ascoltatore al mondo di Antiquity : evocativo, frenetico, fiero, epico.

Si perché sono le tastiere a farla da padrone in quest’album.

Già dalla traccia di apertura vera e propria si delineano i punti di forza della band, capace di mixare perfettamente le lezioni apprese dai maestri scandinavi della scena Black e Death, con la ruffianaggine tipica del metal a stelle e strisce.

Ed è così che si sentono influenze tra le più variegate, dai Dimmu Borgir (nello stile e per l’utilizzo delle tastiere) ai Nevermore (per i riff sparati alla velocità della luce e alcune soluzione melodiche), fino ad aperture quasi gothic (il ritornello della title track) o ad un gusto quasi “classic heavy metal” in alcuni assoli.

Così, nel racconto di come dall’apostasia e l’esaltazione dello gnosticismo si possano elevare le proprie anime, questi ragazzi sono riusciti a confezionare in maniera egregia una scaletta, che scorre molto agevole, senza trovare alcun episodio veramente “skippabile”. Sia dal lato della composizione, che da quello della produzione.

Forse mancano dei momenti in cui poter togliere il piede dall’acceleratore e godersi il viaggio con passaggi più riflessivi, che il mood dei pezzi suggerirebbe anche. Poiché, pur avendo ottenuto una ricetta molto ben amalgamata, si rischia di ritrovarsi con la sensazione che alcune delle soluzioni utilizzate, siano un po’ ripetitive o comunque figlie dello stesso stampo. Solamente gli assoli danno quella sensazione di pausa da un flusso ininterrotto di furia metal. E nemmeno sempre.

Uniche note che mi sento di portare riguardano la prevalenza della funzione caratterizzante delle tastiere rispetto al resto degli strumenti e il cantato.

Le prime, se da un lato sono uno dei pregi del gruppo, dall’altro rischiano addirittura di oscurare le chitarre in fase compositiva e di arrangiamento, facendo diventare sinfonico praticamente ogni angolo del disco, che invece sembra avere un approccio più diretto e propriamente death, almeno nelle intenzioni. Ciò, se risulta molto d’effetto in tante parti, potrebbe far storcere invece il naso in altre.

Il secondo invece è, purtroppo, un po’ monocorde nelle scelte, sia per quanto concerne il growl che il pulito. Si sente chiaramente la cura che è stata messa nel cercare di dare quanta più variabilità possibile con doppie (triple) voci, ma è proprio il timbro che, sulla lunga distanza, si rivela un po’ piatto.

Comunque un lavoro molto positivo per gli americani che, con l’esperienza e la spinta di una produzione ancor più ficcante (il mixing meriterebbe un po’ di pulizia in più), hanno tutte le carte in regola per emergere nei prossimi anni come un act importante di death/black made in U.S.A.

Tracce :
Prediluvian
Antiquity
The Advent
From A Serpent Spoken
Iniquity
Through Ritual We Manifest
Lamentations
Feast Upon The Seraph Within
Unto Light
My Profane Goddess

Formazione :
Gabriel Luis – Vocals, Guitars
James Siegrist – Guitars
Cody Bowen – Bass
Daniel Salamanca – Drums

https://www.facebook.com/wythersake
https://wythersake.bandcamp.com/
https://scarletrecords.it/

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