SECRET SPHERE – Lifeblood

Secret Sphere
Titolo: Lifeblood
Autore: SECRET SPHERE
Genere: Power Metal
Anno: 2021
Voto: 8

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La band italiana dei Secret Sphere di Aldo Lonobile (Death SS, Edge Of Forever, Archon Angel e Sweet Oblivion) con questo decimo nuovo album in studio intitolato “Lifeblood” ritorna alle origini del suono con cui si era fatta conoscere ai veri estimatori del metal più di vent’anni fa. Questo ritorno è confermato dalla reunion della band con il cantante originario Roberto Messina, con il combo dal 1997 al 2012, che riprende il suo posto dietro al microfono sostituendo l’altrettanto bravo Michele Luppi. Già dal primo singolo “Lifeblood” si sente come il gruppo si sia riorganizzato dietro al vocalist che offre, costantemente, un’esibizione molto ispirata. Canzone power meravigliosa, piena di melodia e con un ottimo ritornello per uno stile paragonabile al metal degli Helloween.

Sembrano lontani i tempi dell’eccezionale “The Nature Of Time” del 2017 con canzoni molto orchestrali, sempre melodiche ma meno heavy del solito: non fraintendetemi, perché non voglio giudicare male questo nuovo disco, peraltro bellissimo, ma il cambiamento di rotta mi ha colpito molto. Non mi aspettavo e non credevo che gli italici sarebbero tornati al sound degli esordi ma il bello della musica è proprio l’imprevedibilità e in questo caso anche la sincerità di Lonobile che si ritrova in casa il figliol prodigo Roberto Messina in straordinaria forma. La domanda sorge spontanea, ma questo ritorno alle proprie radici ne è valsa la pena? Si, perché il combo riesce a creare benissimo un mix di melodic metal, guidato dalla potenza del power e picchi di imprevedibilità tipici del prog.

Brani invitanti e trascinanti si alternano a parti un po’ più complicate, infarcite da sintetizzatori con il velato rischio di perdersi nei labirinti, a volte spigolosi, del progressive, ma gli artisti riescono a pieni voti a superare questo ostacolo. La produzione è semplicemente perfetta, con i riff e gli assoli di chitarra messi ottimamente in evidenza e le tastiere sempre presenti e brillanti. Ne è un esempio l’introduttiva “Shaping Reality” che sembra creata per una colonna sonora fantascientifica, dove spiccano i violini e dove l’epicità è presente in ogni istante per condurre all’ingresso trionfale della title track.

“Ho passato gli ultimi due anni a pensare al futuro dei Secret Sphere e mancava qualcosa. Avevo bisogno di riscoprire la gioia di scrivere musica per questa band che fa parte della mia vita da oltre 20 anni. E sono felice di dire che l’ho trovata. Lifeblood è la celebrazione della gioia di comporre musica”

Nel secondo singolo “The End Of An Ego”, la band presenta una canzone di groove rock con un inizio portentoso, dove i cinque musicisti uniscono il progressive al metal melodico, sfruttando le formidabili corde vocali del singer. Il mid tempo energico e melodico di “Life Survivors” è caratterizzato da una keyboard moderna che continua il percorso perfetto di questo album, con un refrain memorabile e scanzonato; qui i Secret Sphere mettono l’accento sulle loro qualità power melodiche, ma in canzoni come questa riescono allo stesso tempo ad inserire arazzi di tastiera accontentando gli amanti del prog. Si prosegue con la stratosferica “Alive”, song speed simile alla title track, con melodie vicine allo stilo degli Stratovarious e con un altro assolo fantastico di chitarra accompagnato da un altro assolo di tastiera dalle inconfondibili sonorità scandinave. Nonostante le chiare influenze di band importanti, i Secret Sphere ci mettono sempre del proprio lasciando l’ascoltatore sempre soddisfatto e appagato.

Segnalo l’orecchiabile “Against All The Odds”, brano dal gusto AOR con un bel ritornello radiofonico, a tratti ribelle, un coro interessante ed alcune spigolose parti di prog che, alla fine, la rendono molto graziosa. “Thank You”, con la sua cadenzata e pesante apertura ricca di armonie moderne e intermittenti, ricorda i primi Secret Sphere ma alla lunga delude un po’ perché sembra non decollare mai verso sonorità più heavy. Le tastiere propositive di Gabriele Ciaccia e il ritornello piuttosto orecchiabile la mantengono comunque piacevole. Per fortuna l’esplosiva “The Violent Ones” fa ripartire in quarta la raccolta con il bel miscuglio di metal melodico e la tendenza progressiva della band, dove la sezione ritmica si intreccia con i suoni della keyboard, la strepitosa voce del singer e un breve intermezzo di un imprevisto pianoforte.

“Solitary Fight” ha influenze scandinave nel suono, sostenuto da una tastiera cosmica, la batteria con la doppia cassa ed alcuni riff neoclassici che ne fanno una song velocissima e trascinante. Quasi alla fine, il combo piemontese, come da tradizione inserisce la classica ballata per attenuare il muro di suono costruito nei pezzi precedenti: “Skywards” è una canzone leggera ed acustica, guidata dalla pacata ugola di Roberto: forse il brano è, stranamente, il tallone d’Achille del disco, dove impressionano comunque l’eccezionale assolo di chitarra e i cori femminili in sottofondo. Per chiudere in bellezza ci pensano i tocchi iniziali del piano di “The Lie We Love”, per continuare poi con dei bei tocchi sinfonici, con gli strumenti che entrano a metà pezzo segnando un bel cambiamento di tempo e dove ogni musicista porta il meglio di sé.

La durezza del power metal si alterna al prog e a linee vocali più leggere, a cori sublimi, costruendo così passo dopo passo una traccia entusiasmante. In tutto il disco il guitar hero Aldo Lonobile è semplicemente mostruoso, con un fantastico lavoro da solista ed un ritmico elegante e tecnico, mai straripante o fuori luogo, ma sempre al servizio della composizione e dei suoi compagni di avventura. Tutti suonano bene e tutti sono protagonisti ma l’aspetto più importante per la band italica è la reunion con Roberto Messina che è riuscito a riportare la formazione ai famosi inizi con la stessa allegria e la stessa voglia di sfondare e condurre il metal italiano ad alti livelli.

Se fossero stati svedesi o, comunque, scandinavi, probabilmente oggi staremmo parlando di una carriera più rilevante e gloriosa rispetto a quella che hanno avuto: i Secret Sphere meritano più attenzione e un grande sostegno soprattutto da parte di noi italiani, sempre poco restii a seguire le band meritevoli del nostro Paese. “LifeBlood” è il risultato di un nuovo e vecchio potere ritrovato ma soprattutto è un classico della discografia dei cinque musicisti che a breve festeggeranno il loro venticinquesimo anniversario. L’orologio di Aldo e soci è stato portato indietro nel tempo in cerca della “linfa vitale” per un futuro ancora ricco di soddisfazioni e adesso spetta a voi regolarvi con i tempi dei nostri bravissimi italiani.

“Lifeblood è l’album che celebra il mio ritorno nella band, alle mie vecchie radici e a casa mia, dove mi sento ispirato e libero. Segna anche il ritorno della band ai suoi inizi, con quello stile unico, energico, creativo e melodico di puro power metal. Dieci canzoni composte da un team di veri amici, con un atteggiamento divertente, una produzione e performance incredibili. Iniziamo con la traccia solista diretta e aggressiva, che include composizioni più strutturate e atmosfere sognanti, tutte con il filo conduttore di riff e ritornelli orecchiabili che rimarranno impressi nella tua memoria. Quello che abbiamo iniziato più di vent’anni fa è più forte che mai oggi”!

Tracce:
1. Shaping Reality
2. Lifeblood
3. The End Of An Ego
4. Life Survivors
5. Alive
6. Against All The Odds
7. Thank You
8. The Violent Ones
9. Solitary Fight
10. Skywards
11. The Lie We Love

Formazione:
Roberto Messina – voce
Aldo Lonobile – chitarra
Andrea Buratto – basso
Gabriele Ciaccia – tastiera
Marco Lazzarini – batteria

https://www.facebook.com/secretsphere
http://www.frontiers.it

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