GREENLEAF – Echoes from a Mass

Greenleaf
Titolo: Echoes From a mass
Autore: Greenleaf
Genere: Stoner rock / Hard Rock
Anno: 2021
Voto del redattore HMW: 7/8
Voto dei lettori: 8.0/10
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Una delle cose più belle della musica è che, al pari di un buon libro, essa permette di ritrovarsi in diversi luoghi rimanendo tranquillamente seduti sul divano di casa propria. Capita perciò a volte di gettarsi nell’ascolto di un gruppo che arriva dalla Svezia, non propriamente il luogo più tiepido sul nostro pianeta, e avvertire l’atmosfera e il calore di un deserto bruciato dal sole e spazzato dal vento.
Già, perché “Echoes From a Mass” porta in dote la possibilità di recarsi in quell’America bollente dove il blues si reincarna in una forma più primitiva di sé stesso, più sporca e più acida, diventando Stoner (o, se volete, per attinenza geografica, Desert rock).

Non si poteva d’altronde chiedere altro ai Greenleaf, ormai dei veterani, giunti all’ottavo album in venti anni di carriera nel segno di sonorità che pescano a piene mani dagli anni ’90. I riferimenti a quel decennio e, soprattutto, ad una band seminale come i Kyuss, si presentano all’ascoltatore lungo tutto il fruire del disco, con la tripletta di brani centrale, composta da “Love Undone” – “Bury Me My Son” – !A Hand of Might” a farla da padrone con i trascinanti riff di chitarra di Tommi Holappa, musicista eccezionale del quale si avverte ancora la grande ispirazione in “Hang On”, canzone che trasuda groove da tutti i pori. Altrettanto buone le prove del cantante Arvid Hällagård, il quale garantisce espressività e unicità ai pezzi grazie ad una voce piena e calda, e quella della sezione ritmica, con il duo Olsson/ Fröhlich chiamati a rifinire il tutto.

Il grande pregio dell’opera è quello di proporre un lotto di tracce accessibili e piacevoli ad ogni tipo di pubblico e adatte ad ogni momento anche per merito del loro carattere radiofonico e “commerciale”: parliamo, in sostanza, di un album che non farà gridare al miracolo né comporterà stravolgimenti nell’ambito Hard rock e Stoner, ma che comunque si guadagna un piazzamento in alto nella (personale) classifica delle migliori uscite di questa prima parte del 2021.

Tracce:
01. Tides
02. Good God I better run away
03. Needle in my Eye
04. Love Undone
05. Bury me my Son
06. A Hand of Sight
07. March on Higher Grounds
08. Hang On
09. On wings of gold
10. What have we Become

Formazione:
Arvid Hällagård: Voce
Tommi Holappa: chitarra
Sebastian Olsson: Batteria
Hans Fröhlich: basso

Greenleaf:
https://www.instagram.com/greenleafband/
https://www.facebook.com/greenleafrocks
https://greenleaf-sweden.bandcamp.com/

Napalm records:
https://napalmrecords.com/deutsch/?SID=r5o4qbkpletub6oi688q3a3moa
https://www.instagram.com/napalmrecordsofficial/

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