CANNIBAL CORPSE – Violence Unimagined

Cannibal Corpse
Titolo: Violence Unimagined
Autore: Cannibal Corpse
Genere: Death Metal
Anno: 2021
Voto Redazione HMW: 8

Visualizzazioni post:169

Quindicesima prova in studio per i Cannibal Corpse che con questo nuovo “Violence Unimagined” mantengono di diritto la cintura di re del Death Metal.

Mi si perdoni il paragone sul wrestling, ma come sempre, con pochissime eccezioni, una nuova uscita del quintetto statunitense è sinonimo di “mazzate in faccia” e anche stavolta l’obiettivo è stato raggiunto, come se il titolo dell’album non fosse come sempre eloquente. La band non ha bisogno di presentazioni essendo parte integrante dei fondatori del genere e una delle compagini di metal estremo di più successo nel globo. E si potrebbe chiudere la recensione con un laconico “è un nuovo album dei Cannibal Corpse quindi ascoltatelo.” Ma in questo caso c’è di più!

La novità più significativa senza dubbio è l’aggiunta in formazione di Erik Rutan, sostituto alla chitarra di Pat O’Brien, invischiato in brutte faccende personali legali che lo hanno portato dietro le sbarre. Erik Rutan, noto come frontman chitarrista e mastermind degli Hate Eternal, non è un nome nuovo nel circuito dei Cannibal Corpse, essendo stato loro produttore per quattro album. La grossa notizia è che Erik non è solo un sostituto ma ha anche portato le sue idee contribuendo addirittura in tre canzoni complete di musica e testi e immergendosi completamente e naturalmente (come dichiarato dal bassista Alex Webster) nella visione sanguinaria della band.

C’è tutto in questo album, il growl gutturale monotono di George Fisher, Chitarre e basso pesanti all’inverosimile coadiuvate dal drumming chirurgico ma mai inumano di Mazurkiewicz.

“Murderous Rampage” apre l’album nell’unico modo in cui i Cannibal Corpse  sono soliti: facendo male, mietendo le carni dell’ascoltatore obbligato ad un headbanging brutale, mentre “Necrogenic Resurrection” dal ritmo thrash incalzante spicca nella sua parte centrale per il rallentamento pesantissimo spacca ossa. “Inhuman Harvest” l’abbiamo ascoltata come singolo è forse la canzone più rappresentativa dello stille dei cinque Americani. “Ritual Annihilation” ci rilascia la giusta dose di blast beat e doppia cassa necessaria al fabbisogno giornaliero umano (pre squartamento).

“Follow The Blood” è un highlight che presenta un mid tempo pesante con una vaga sensazione melodica delle chitarre nei lead centrali.

“Overtorture” una delle canzoni firmate da Rutan, è una mitragliata di death anni ottanta ignobilmente pesante e monoritmica, diretta e trita orecchie in tutti i suoi 2 minuti e mezzo.

Per chiudere va sempre fatta notare la produzione cristallina che riesce a rendere comprensibile e preciso il suono di natura caotico dei Deathster, ma nel contempo resta grezzo e primordiale, obiettivo spesso non raggiunto da molte band dello stesso genere e marchio di fabbrica riconoscibile dei Cannibal Corpse.

Vince Locke firma di nuovo l’artwork ricercando sempre il modo di catturare l’anima più rossa e splatter che fa storcere la testa anche ai più scafati.

I Cannibal Corpse si confermano come una certezza e in caso qualcuno di voi amati lettori di Heavy Metal Webzine non abbia mai visto dal vivo la band, ne approfitti (appena si potrà) perché le performance live sono sempre devastanti.

Tracce:
01. Murderous Rampage
02. Necrogenic Resurrection
03. Inhumane Harvest
04. Condemnation Contagion
05. Surround, Kill, Devour
06. Ritual Annihilation
07. Follow the Blood
08. Bound and Burned
09. Slowly Sawn
10. Overtorture
11. Cerements of the Flayed

Formazione:
George Fisher – voce
Rob Barrett – chitarra
Alex Webster – basso
Paul Mazurkiewicz – batteria
Erik Rutan – chitarra

http://www.cannibalcorpse.net/
https://metalblade.com/

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