TURBULENCE – Frontal

Turbolence
Titolo: Frontal
Autore: TURBULENCE
Genere: Progressive Metal
Anno: 2021
Voto del redattore HMW: 8
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“Frontal”, è la seconda fatica discografica della progressive metal band libanese Turbulence: proprio così, avete letto bene! I cinque musicisti arrivano dal lontano Libano, fatto poco comune in ambito metal ma il combo asiatico, nonostante lo scetticismo generale merita il massimo rispetto perché suona molto bene e soprattutto ha un suo stile. La band viene fondata nel 2013 grazie al chitarrista Alain Ibrahim e al tastierista Mood Yassin. Omar El Hage alla voce, Sayed Gereige alla batteria e Anthony Atwe al basso completano la formazione. Il quintetto si è esibito agli inizi come cover band dei mitici Dream Theater ma, in generale, i cinque musicisti hanno una loro personalità che in minima parte è influenzata da sonorità derivanti principalmente dal progressive metal statunitense. L’album è un concept che racconta una storia vera accaduta nel 1848 ad un operaio edile americano, Phineas Gage, sopravvissuto miracolosamente a un incidente sul lavoro dove un’asta di metallo gli si infilza accidentalmente in testa. Il disco mostra la capacità dei Turbulence di combinare una narrazione musicale realistica e interessante con suoni pesanti e una produzione curatissima e moderna. Oltre al prog si ascolta anche del jazz fusion che viene combinato sapientemente con il metal in molti solchi del disco.

“All’inizio della nostra carriera musicale, trovare un’etichetta che ti ingaggia sembra quasi impossibile, per non parlare del fatto che si tratta di una grande etichetta mondiale. Noi siamo cresciuti ascoltando molte delle band del loro roster e questo rende la cosa ancora più eccitante. Siamo certi che questo sia l’inizio di un rapporto musicale molto prolifico e che Frontiers farà un lavoro straordinario per aiutarci a portare il nostro prog nel mondo “, dice la band.

L’obiettivo dei Turbulence è portare il loro stile dal Medio Oriente, poco restio alle sonorità occidentali, in tutto il resto del mondo: obiettivo fattibile poiché la miscela di elementi tecnici tra cui poliritmi, complesse strumentazioni, ritmi e cambi di tempi sono davvero piacevoli, alternandosi a parti più tranquille, più rilassate e più scorrevoli. “Frontal” è soprattutto uno scontro sonoro emotivo, che incuriosisce dalla prima all’ultima traccia lasciando una buona impressione perché si lascia ascoltare senza fatica anche se dura un po’ troppo ma nel prog questa prolissità è comunque un fattore prevalente e giustificabile. L’opera ha anche alcuni momenti pesanti, ma sempre ricchi di qualità e spunti creativi, come le melodie brillanti e rilassanti della malinconica “Faceless Man”, il pezzo più lento della raccolta, più emotivo e molto simile a una ballata. La canzone più lunga è l’iniziale “Inside The Gage”: undici minuti di pura adrenalina sprigionata da massicci riff, ritmi spigolosi e cadenzati. La keyboard di Yassin sviluppa un’atmosfera calda, creando dei passaggi sonori inebrianti completati dal vocalist Omar El Hage che impressiona positivamente con le sue corde vocali acute e emozionanti. La melodia e le continue varianti strumentali sono ben collegate tra loro, rallentando e poi riprendendo l’armonia dei ritornelli. Questa formula si sente in tutta l’opera, come anche nella frenetica e infuriata “Madness Unforseen”, trascinata da una robusta batteria e da riff devastanti di chitarra e intermittenti di tastiera. Il pianoforte e la chitarra aprono dolcemente  la breve Dreamless” emanando un’atmosfera calorosa, grazie anche alle soavi note elettroniche della tastiera e alla melodia passionale del pezzo, per poi prendere forza con le sei corde cadenzate di Ibrahim fino ad arrivare all’apice con l’ugola gutturale del singer. Musica unica e fantastica che prepara il terreno in modo sinfonico per il solco successivo. “Ignite”, sembra infatti il continuo sonoro del brano precedente, ma è solo un’impressione che dura pochi secondi perché la song si orienta con sprazzi di chitarre acustiche verso un leggero e intimo prog metal, farcito da incantevoli melodie avvolgenti, che fanno da contrappunto a tecnicissimi assoli di tastiera e chitarra elettrica. Poi è la volta del quasi intro funky di “The Place I Go To Hide”, dove si ascolta il coraggio o la pazzia di inserire un miscuglio di idee che vanno oltre il canonico metal progressive perché i synth ossessionanti, i riff stravaganti e le parti ritmiche in pieno stile jazz prendono il sopravvento. Il tutto va sommato ai repentini cambi di tempo e agli effetti vocali interessanti, che portano a chiudere la traccia inaspettatamente con chitarre elettriche graffianti, arazzi di tastiera fulminanti e udite, udite con una musica orchestrale, allegra e carnevalesca. Qui il vocalist mostra altre tonalità della sua bellissima voce, più delicate ma allo stesso tempo anche più dure. Formidabile! Le note iniziali del piano di “Crowbar Case” illudono sulla sonorità del brano che frena e accelera in riff taglienti di puro prog, contrapposti a parti più dolci guidate dalla caldissima e melodiosa voce di Omar, dove la tastiera fa sempre la parte della padrona. La chiusura è affidata all’eccezionale “Perpetuity”, che completa alla grande la conclusione del concept. I riff sono cadenzati, vari e accompagnati divinamente da una propulsiva keyboard e da una sezione ritmica precisissima che riesce a innalzare un massiccio e melodico muro di suoni: anche qui si possono apprezzare pazzeschi cambi di tempo e tecnica da vendere, per una delle canzoni più riuscite dell’opera. Se amate il prog metal e cercate qualcosa di fresco e originale allora “Frontal” è il disco che fa per voi perché l’opera, pur basandosi sulle attuali e grandi band americane, guarda al futuro con un sound moderno e di qualità, ricco di sentimento e voglia di sperimentare. Gli asiatici sono al momento la vera e grande sorpresa di questo speranzoso anno musicale, pronti ad entrare tra i migliori gruppi prog mondiali. I Turbulence rappresentano il futuro e sono sicuramente sulla buona strada meritando senza pregiudizi il nostro importantissimo sostegno. Platter da non perdere!

Tracce:
1. Inside The Gage
2. Madness Unforeseen
3. Dreamless
4. Ignite
5. A Place I Go To Hide
6. Crowbar Case
7. Faceless Man
8. Perpetuity

Formazione:
Alain Ibrahim – chitarra
Mahmoud Yasine – tastiera
Omar El Hajj – voce
Anthony Atoui – basso
Sayed Gereige – batteria

https://turbulenceprog.com/
https://www.facebook.com/turbulenceofficial/
http://www.frontiers.it

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