LAKE OF TEARS – Ominous

Titolo: Ominous
Autore: Lake Of Tears
Nazione: Svezia
Genere: Rock Psichedelico/Progressivo, Epic/Doom Metal Nordico
Anno: 2021
Etichetta: AFM RECORDS

Formazione:

Daniel Brennare: chitarra, voce, sintetizzatore
Vesa Kenttäkumpu (ospite): basso, chitarra aggiunta
Lars Rapp (ospite): contrabbasso
Christian Silver (ospite): batteria
[non dichiarato]: programmazioni


Tracce:

01.  At The Destination
02.  In Wait And In Worries
03.  Lost In A Moment
04.  Ominous One
05.  Ominous Too
06.  One Without Dreams
07.  The End Of This World
08.  Cosmic Sailor
09.  In Gloom


Voto del redattore HMW: 8 -
Voto dei lettori:
Ancora nessun voto. Vota adesso!
Please wait...

Visualizzazioni post:264

… e non dimentichiamoci dei Lake Of Tears e del loro corposo contributo ad un certo modo di sentire il rock. Né che costoro incisero a lungo per la fondamentale e parsimoniosa Black Mark né, in ultimo, di annotarci di tradurre al singolare le desinenze del caso, presa nota della semi-recente monarchia di Daniel Brennare, avvenuta presumibilmente non per via di dispotismi di sorta, data la paciosità del personaggio, ma più verosimilmente come naturale conseguenza di naturali mutamenti nelle priorità.

Va ammesso che dopo il discutibile Black Brick Road non fu scontato conservare fiducia e interesse per i Lake Of Tears, smarriti in universi ai quali a posteriori ci si chiede spesso – vero? – se invece non valesse, o valga tuttora, la pena di concedere un’ulteriore possibilità. In presenza di affetto od irrefrenabile curiosità, è un comportamento finanche auspicabile ma va pur detto che il rischio è di perdonare ciò che non dovrebbe esser perdonato. In attesa di venire, forse un giorno, a patti con sé stessi ed avendo però poi saltate a piè pari anche le sortite successive della sigla, è con aspettative sin troppo neutre che questa penna si è accostata al disco.

Non necessariamente un album tematico – il doloroso flusso di emozioni di Daniel si snoda lungo nove anse che, alla luce del suo lungo periodo buio, hanno auspicabilmente funto da catarsi e condottolo a qualunque luogo egli si fosse prefisso. Giù per rapide dark/gotiche (“At The Destination”) e stranianti (“The End Of This World”), affluenze di malinconici crescendo à la Anathema (“Ominous Too” e “In Wait And In Worries”) e tesi sberrettamenti al Bathory epico (“Lost In A Moment” e “Ominous One”), è infine dolce e crudele esser cullati dal meandro acustico (“In Gloom”) che sigilla un tragitto di grande intensità. Lungo il percorso, vi è forse capitato di intravvedere, a due passi dal greto, i Pink Floyd sbracciarsi a ricambiare il saluto?

Molto evocativa la copertina, come da tradizione. Stampa la AFM.

https://lake-of-tears.bandcamp.com/
https://www.afm-records.de/
https://www.reverbnation.com/thelakeoftears

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.