DISTANT PAST – The Final Stage

Titolo: The Final Stage
Autore: Distant Past
Genere: Heavy metal
Anno: 2021

Formazione:

Jvo “JAY JAY” Julmy – Voce
Adriano Troiano – Basso
Ben Sollberger – Chitarra
Lorenz Laederach – Chitarra
Remo Herrmann – Batteria


Tracce:

01. Kill the Dragon
02. Staring at the Stars
03. Queen of Sin
04. Fall from Glory
05. I am Omega
06. The Power of Evil
07. The Final Stage
08. Dawn City
09. World of Wires
10. Path of Fate
Durata totale: 41:00


Voto del redattore HMW: 6,5
Voto dei lettori: 9.5/10
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Direttamente dalla Vicina Svizzera, ecco a voi i Distant Past!

The Final Stage fa salire il numero di pubblicazioni di questa band di veterani al quarto capitolo della loro già considerevole storia cominciata nel 2008. Veterani, già, poiché tutti i membri hanno alle spalle una carriera ultradecennale nel settore specializzato dell’Hard Rock e del genuino heavy metal “di una volta”, come si può anticipatamente intuire dalla prima occhiata alla copertina, opera di James Beveridge, la quale ci getta in un paesaggio distopico con in primo piano un guerriero alla Mad Max, illustrazione che sarebbe stata sicuramente all’altezza dei paesaggi schizofrenici della pellicola animata “Heavy metal” del 1981 (pellicola imprescindibile oserei aggiungere), così come d’altronde la musica dell’album.

Adriano Troiano e Jvo Julmy sono sicuramente i personaggi più conosciuti nel circuito metallico dati i loro trascorsi negli Emerald ma i due chitarristi Laederach e Sollberger e il nuovo batterista Herrmann non sono certo da meno e già dalle battute iniziali di “Kill the Dragon” si comprende che i Nostri non vogliono reinventare la ruota ma solo farla correre dannatamente veloce, come gli Dei dell’Olimpo Iron Maiden e Judas Priest.

E’ proprio dalla musica fondamentale di questi e in piccola parte da quella degli Helloween che gli elvetici vanno a costruire le loro trame, canoniche nella forma ma efficaci nel risultato ambìto, ovvero creare canzoni dinamiche e piacevoli.

Se “Staring at the Stars” è un grido di denuncia contro i cambiamenti climatici e i danni compiuti dall’uomo, la lunga “Dawn City”, la LemmyanaWorld Of Wires” e “The Power of Evil” rappresentano un’energica critica alla società odierna e alla volontà dei potenti di asservirci. Ci sono anche canzoni con temi fantascientifici (“Fall From Glory”), ispirati a romanzi (“I am Omega”) o scabrosi (“Queen of Sin”) ma sempre con la stessa matrice di Heavy metal Classico a farla da padrone.

Siamo perciò di fronte ad un’opera non certo imprescindibile, ma sicuramente ideata con passione e con la volontà di suonare musica di un’altra epoca e con un piglio tutto sommato al passo coi tempi e scorrevole. Un ascolto consigliato agli amanti delle sonorità classiche.

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