INFINITE & DIVINE – Silver Lining

Titolo: Silver Lining
Autore: INFINITE & DIVINE
Nazione: Svezia
Genere: Hard Rock
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Tezzi Lead – voce e cori
Jan Åkesson – chitarre, basso, tastiera, cori e programmazione

Musicisti aggiuntivi:
Jens Westberg – batteria


Tracce:

1. I Feel Alive
2. Infinite And Divine
3. Keep Moving On
4. Not Too Late
5. Wasteland
6. Burn No More
7. We Are One
8. Off The End Of The World
9. You And I
10. While You’re Looking For Love
11. Perplexed Perfectio


Voto del redattore HMW: 6,5
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Gli Infinite & Divine sono un duo svedese formato dal cantautore e produttore Jan Akesson e dalla cantante Terese Persson – detta Tezzi Lead – che è la vera sorpresa di questa nuova band made in Frontiers. Jan non è nuovo nel mondo della musica perché ha fondato la band degli StoneLake (sette album in studio), scrivendo anche canzoni per altri artisti e interpretando diversi stili musicali.

Nel 2017 ha pure dato alle stampe l’album “Ascension” del suo progetto solista chiamato Shadow Rain, ma è la Sig.ra Tezzi che suscita interesse perché ha una voce convincente e ben equilibrata. La giovane vocalist non è molto conosciuta in ambito musicale, ma ha fatto parte dello gruppo svedese Between The Silence (ora sciolto) ed è apparsa nel secondo album degli Epysode nel 2013 (“Fantasmagoria”, con Mike Lepond dei Symphony X, Simone Mularoni dei DGM e Tom Englund degli Evergrey): adesso, con gli Infinite & Divine, è la grande e sorprendente protagonista dell’opera.

Nell’estate del 2019, Jan e Tezzi si incontrano e subito dopo decidono di unire le forze per creare quello che ora è il loro album di debutto “Silver Lining”, aiutati dal batterista Jens Westberg (StoneLake): i Nostri propongono un sound fatto di rock e metal melodico, accompagnato da robuste chitarre e arazzi di tastiere.  Le canzoni sono scritte dal chitarrista e produttore vichingo che sprigiona dalla sua sei corde dei riff taglienti, portando a dei soddisfacenti assoli di chitarra spinti da una sezione ritmica molto precisa.

Naturalmente, l’ugola sentimentale di Tezzi è qualcosa di spettacolare ed è giustamente messa in primo piano nel mixaggio di tutta l’opera.

“Siamo entusiasti di condividere questo album con tutti voi. È stata una grande esperienza creativa realizzarlo, condividere e conoscere i reciproci punti di forza e influenze, dall’hard rock degli anni ’80 al metal moderno. La nostra collaborazione è sembrata naturale e rilassata sin dall’inizio e tutti i tasselli sono andati al loro posto. Ci siamo divertiti molto a creare il disco e non ci fermeremo qui”, afferma la band.

Si comincia con il symphonic metal di “I Feel Alive”, una cavalcata dai riff martellanti caratterizzata da tastiere avvolgenti, che sono poi il punto di forza di tutti i solchi del disco. Le tonalità vocali della bella singer sono allo stesso tempo potenti e soavi, con la brava Tezzi che riesce ad alternarle tranquillamente. La successiva e commerciale titletrack “Infinite And Divine” è del puro rock melodico dal suono ottantiano alla Vixen, mentre la successiva “Keep Moving On” rallenta gli entusiasmi iniziali, frenando nel ritmo e nell’acutezza della voce: il tono della singer scandinava si abbassa notevolmente quasi smorzandosi e, in un certo senso, deludendo.

Lo stesso avviene purtroppo in tutte quelle song dove gli arrangiamenti sono più pesanti e lenti, come per esempio nella traccia anni ’90 “Not Too Late” che ha, comunque, un bel ritornello. I punti salienti del platter sono la sinfonica “Wasteland” e la tenebrosa “We Are One”, contenente uno stupendo refrain e  un assolo distruttivo dove i due musicisti dimostrano di dare il meglio di sé. Un altro momento clou è la semi ballata sentimentale “You And I”, capace di trasmettere emozioni e tanta passione.

Con la penultima “While You’re Looking For Love” si passa di nuovo all’AOR tradizionale, mentre con la conclusiva e gotica “Perplexed Perfection” Jan torna a spingere sull’acceleratore della sua guitar con dei riff veloci e robusti che concludono così un discreto debutto. “Silver Lining” tocca molti sottogeneri del metal, con molti riff e assoli interessanti che dimostrano tutta la bravura di Akesson: un altro aspetto importante sono le ottime corde vocali di Tezzi, melodiche e a tratti soul ma sempre accompagnate da una buona interpretazione. Il punto debole dell’opera è la presenza di troppi mid-tempo che fanno perdere attenzione soprattutto verso la fine del lavoro.

Bel matrimonio artistico e inizio promettente, destinato a crescere nel tempo e magari già dal secondo disco, con un suono meno vario e forse più sperimentale.

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