BLIND GOLEM – A Dream Of Fantasy

Titolo: A Dream Of Fantasy
Autore: Blind Golem
Nazione: Italia
Genere: Hard Rock
Anno: 2021
Etichetta: Andromeda Relix

Formazione:

Simone Bistaffa: organo; pianoforte; sintetizzatore
Francesco Dalla Riva: basso; cori; voce in “The Ghost Of Eveline”, “Carousel” e “Living And Dying”; chitarra classica e chitarra acustica in “A Spell And A Charm”
Walter Mantovanelli: batteria
Andrea Villardo: voci
Silvano Zago: chitarra elettrica; chitarra acustica; chitarra slide
Ken Hensley (ospite): Hammond B3 e chitarra slide in “The Day Is Gone”
Fabio Serra (ospite): cori


Tracce:

01.  Devil In A Dream
02.  Sunbreaker
03.  Screaming To The Stars
04.  Scarlet Eyes
05.  Bright Light
06.  The Day Is Gone
07.  The Ghost Of Eveline
08.  Night Of Broken Dreams
09.  Pegasus
10.  The Gathering
11.  Star Of The Darkest Night
12.  Carousel
13.  Living And Dying
14.  A Spell And A Charm


Voto del redattore HMW: 7 / 8
Voto dei lettori: 9.2/10
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Missione anni Settanta? Necessità sottopelle di legno e valvole? Una manciata scarsa di note è lo stringato preavviso concesso dal fiume di hard rock britannico, con Uriah Heep in netta evidenza, che in un attimo sovrasta testa e cuore. Si chiudano gli occhi e la magia di quegli anni, di quelle canzoni – di quel gruppo – si farà palpabile quanto la durezza della pietra. Non parliamo di tristi calzette che passeggiano per la ribalta nascondendo nel cassetto le loro carte carbone, bensì di strumentisti che, a forza di condividere il palco con Ken Hensley, si sono assicurato un ulteriore ricordo-per-la-vita grazie al cammeo di questo gigante sul loro disco d’esordio. Per chi fosse facile alla distrazione: KH è solo uno dei due ex The Gods portati via in quello che è stato probabilmente uno degli anni storicamente peggiori in termini di eminenti trapassi rock. Macabro tempismo.

A Dream Of Fantasy è un trionfo di quelle dure sonorità, tra brani più incalzanti – propulsi da una sezione ritmica implacabile, scaltra sia nell’erezione di monòliti à la Glover-Paice sia nell’arabescare pavimenti più debitori ai citati UH –, altri trascinati e rotondi, altri in forma di ballata. È interessante notare come persino il tipico stile minimale degli a-solo di Mick Box sia calcato con cura in più di un’occasione; idem circa il suo ricco uso di wah-wah.

“Devil In A Dream”, “Scarlet Eyes” e “The Ghost Of Eveline” sono pezzi sinceramente entusiasmanti. Hensley è all’acustica e alla melodia slide che guida “The Day Is Gone”, sorta di inno di matrice “Lady In Black. “A Spell And A Charm” è una deliziosa finestra sul vecchio folk d’oltremanica. “Pegasus” e “Sunbreaker” inarrestabili vagoni scagliati attraverso la frontiera tra hard rock e NWOBHM. Una dedica e una reverenza.

Per chi crede di poter fare di meglio, la sfida può dirsi aperta.

 

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