THE TREATMENT – Waiting For Good Luck

Titolo: Waiting For Good Luck
Autore: THE TREATMENT
Nazione: Gran Bretagna
Genere: Hard Rock
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Tom Rampton – voce
Dhani Mansworth – batteria
Tagore Grey – chitarra
Tao Grey – chitarra
Andy Milburn – basso


Tracce:

1. Rat Race
2. Take It Or Leave It
3. Lightning In A Bottle
4. Vampress
5. Eyes On You
6. No Way Home
7. Devil In The Detail
8. Tough Kid
9. Hold Fire
10. Barman
11. Let’s Make Money
12. Wrong Way


Voto del redattore HMW: 7,5
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I rockers inglesi The Treatment, dopo il carino “Power Crazy” del 2019, ritornano con questo nuovo lavoro in studio, il quinto per l’esattezza, raggiungendo quella maturità e quella consapevolezza necessarie per provare a fare il grande salto. “Waiting For Good Luck” è una raccolta ricca di classici brani hard rock costruiti con dei bei ritornelli, grandi riff di chitarra e tanta passione per il rock melodico.

I The Treatment sono composti da Dhani Mansworth (Airrace) alla batteria (il padre è Laurie Mansworth, membro degli Airrace e co-produttore del disco), i fratelli Grey’s, Tagore e Tao alle chitarre, mentre dietro al microfono troviamo Tom Rampton, al suo secondo disco con la band, ancora una volta capace di lasciare un’impronta con la sua ottima timbrica simile a quella di Bon Scott, e la new entry Andy Milburn al basso. La melodicissima “Rat Race” inaugura questa nuova fatica con uno stile molto vicino agli AC/DC e agli australiani Airbourne: il pezzo è eseguito come se la band fosse su un palco, suonando a tutto volume e senza il minimo risparmio di energie fisiche. Nonostante la poca originalità questo album è un enorme passo in avanti per gli inglesi che riescono a confezionare un magnifico pacchetto di canzoni rock cariche di groove, mettendo in mostra una band affamata e piena di buone intenzioni, pronta a fare scintille soprattutto dal vivo.

“Saremo in tour non appena le circostanze lo permetteranno e non vediamo l’ora di vedere tutte le truppe dei Treatment ai nostri concerti il prossimo anno”, dice la band.

L’album è stato registrato in modo diverso rispetto alle loro versioni precedenti poiché il combo, per colpa del Covid, si è chiuso in casa ed ha registrato tutte le tracce dal vivo aiutato anche dall’ottimo mixaggio di Kevin Shirley (Iron Maiden, Led Zeppelin). La seconda traccia, “Take It Leave It”, segue lo stesso stile con un brillante lavoro di chitarra, riff contagiosi e cori impetuosi accompagnati da un superlativo ritmo impostato da Dhani Mansworth dietro le pelli e da Andy Milburn alle quattro corde; la grande voce di Tom Rampton fa il resto perché ha un’ugola adatta a questo stile musicale. “Eyes On You” è invece un robusto rock and blues con i toni armonici della chitarra sopra gli scudi e la possente batteria di Mansworth ancora una volta in evidenza.

La stessa cosa si trova in “Barman”, dove la formazione anglosassone esplora ancora più in profondità il blues, creando con alcuni tocchi di tastiera un’atmosfera fumosa e inebriante tipica dei pub inglesi o sporca e polverosa da saloon western. La caratteristica di questi giovani artisti è il fatto che riescono a plasmare con del sano e genuino hard rock, particolarmente accattivante, tutte le canzoni di quest’ultima fatica discografica. La migliore del lotto è comunque “Lightning In A Bottle” con sonorità miste tra il rock inglese e americano molto vicine agli Aerosmith, fatto alquanto strano per una band britannica. Tagore e Tao non si risparmiano con gli assoli e con i riff dando comunque un’impronta personale molto convincente, per un fantastico e positivo inno che aiuta a stare meglio soprattutto in questo maledetto periodo.

Segnalo la pazzesca “Vampress” con un sound e un ritmo vertiginosi e veloci dalle influenze glam metal a stelle e strisce. Prima di arrivare alla parte conclusiva dell’opera segnalo il rock alla The Doors di “No Way Home” impreziosito da assoli metal e da un suono cadenzato che porterà negli show i fans a muovere ogni parte del corpo e a gridarne a squarciagola il ritornello. Il basso di Milburn ci introduce poi alla magnifica “Tough Kid”, un succulento rock bluseggiante che sembra la colonna sonora di un locale notturno con una spogliarellista che ipnotizza con il suo corpo meraviglioso tutti i clienti.

Ci sono comunque altre canzoni alla fine del platter che meritano tanta attenzione come “Hold Fire” e “Wrong Way”, due song di puro hard rock: molto orecchiabili e dove nell’ultima è mischiata la potenza e l’adrenalina giovanile della band con il suono classico e tradizionale del rock melodico. “Waiting For Good Luck” è un allegro e movimentato disco di hard rock che allieta facendo evadere la nostra mente e la nostra anima per almeno quarantacinque minuti, confermando che la strada dei The Treatment è ormai tutta in discesa per una collaudata e matura band di rock and roll che aspetta tutto il nostro supporto per consacrarsi definitivamente.

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