CICCADA – Harvest

Titolo: Harvest
Autore: Ciccada
Nazione: Grecia
Genere: Prog Rock
Anno: 2021
Etichetta: Bad Elephant Music

Formazione:

Dimi Spela: Voce
Evangelia Kozoni: voce
Yorgos Mouhos: Chitarra acustica, Chitarra Elettrica, voce
Nicolas Nikolopoulos: Flauto, Clarinetto, Sax tenore/Baritono, piano, tastiere, organo Mellotron, Sintetizzatori
Marietta Tsakmakli: soprano, Sax Alto/Baritono
Aggelos Malisovas: Basso
Yiannis Iliakis: Batteria e Percussioni


Tracce:

1. Eniania (Keepers Of The Midnight Harvest)
2. Open Wings
3. The Old Man And The Butterfly
4. No Man’s Land
5. Who’s To Decide?
6. Queen Of Wishes
Durata totale: 46:47


Voto del redattore HMW: 7,5
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Credo si possa dire che esistano due principali fazioni all’interno del vasto pubblico degli appassionati o anche dei semplici e saltuari ascoltatori di rock progressivo: la prima, quella più “estrema” che giudica positivamente questa musica se essa si rivela complessa, con frequenti cambi di tempo e tonalità e che tende ad imbastire un contesto sonoro più simile a quello di un’opera teatrale, complessa e multi-sfaccettata, piuttosto che a forme più vicine alla musica popolare. L’altra fazione, alla quale appartengo, è quella dell’ascoltatore che preferisce opere, sì tecniche e originali ma più “semplici”.

I Greci Ciccada in questo senso si offrono alla platea dei “meno colti” con l’EP (dal minutaggio elevato) “Harvest”contenente Sei composizioni piacevoli e facilmente fruibili dove la grande epoca del prog settantiano rivive e si arricchisce di nuovi elementi derivanti dalle strutture del folk balcanico ed Est Europeo.

L’apertura è delegata a Eniania (Keeper of the Midnight Harvest), località della Grecia Antica, con un piacevole riff Di chitarra acustica, strumento onnipresente in tutto il fluire dell’Album. Open Wings, insieme alla conclusiva Suite Queen of Wishes, rappresenta uno tra gli episodi più meritevoli grazie alle due Voci Soliste, verosimilmente richiamanti memorie di Fairport Convention e Jefferson Airplane, ed alle belle combinazioni di tutti gli Strumenti a repertorio della Band. Il flauto Spicca e regala suggestioni di Jethro Tull mentre nelle vorticose fughe che avvengono in No Man’s Land e nella già citata apertura, si possono intravedere schizzi di Organi alla Yes e tastiere alla Banco del Mutuo Soccorso. L’intreccio di voci femminile e maschile dona grande efficacia e poesia a The Old Man and The Butterflies, mentre Who’s to Decide, brano più breve del lotto, sposta l’attenzione in aree vicine al Jazz.

Gli ellenici pescano indubbiamente a piene mani dal periodo d’oro del genere prog e sviluppano le loro influenze in maniera più che buona, confezionando un Disco in grado di essere apprezzato anche da chi solitamente non è aduso a certe sonorità. Ascolto consigliato!

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