IN SOLITUDE – In Solitude

Titolo: In Solitude
Autore: In Solitude
Nazione: Svezia
Genere: Heavy Metal
Anno: 2008
Etichetta: Pure Steel Records

Formazione:

Hornper – voce
Niklas Lindström – chitarra
Mattias Gustavsson – chitarra
Gottfrid Åhman – basso
Uno Bruniusson – batteria


Tracce:

1. In The Darkness
2. Witches Sabbath
3. Kathedral
4. Beyond Is Where I Learn
5. 7th Ghost
6. Faceless Mistress
7. Temple Of The Unknown
8. The Monolith


Voto del redattore HMW: 8
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Se amate la musica di King Diamond e dei Mercyful Fate, non lasciatevi sfuggire l’omonimo debut album degli svedesi In Solitude, perché questo è il disco che fa per voi! Formatosi nel 2002 e con tre demo ed un 7” alle spalle, con questo disco omonimo il quintetto fa il proprio esordio su full lenght prima per mezzo della High Roller Records, che ne immette sul mercato una versione in vinile, e successivamente grazie all’accordo con la label Pure Steel Records, per la quale “In Solitude” esce su CD.

Devo confessarvi che l’iniziale scetticismo che mi aveva assalito, dopo aver letto nella bio allegata al disco l’accostamento ai grandi Mercyful Fate, ha rapidamente ceduto il posto alla constatazione che il sound del combo di Uppsala è, in effetti e con mia grande gioia, prevalentemente influenzato da quanto professato musicalmente negli anni ottanta dal Fato Misericordioso. Aggiungete ora una sana dose della NWOBHM degli Angel Witch, una serie di ottime melodie ben valorizzate dalle due chitarre ed otterrete “In Solitude”, un disco di old school heavy metal capace di affascinare grazie alle atmosfere oscure e sulfuree di cui è intriso, efficacemente evocativo e tagliente.

Meno tecnici rispetto alle illustri band citate, gli In Solitude incamerano un altro punto a loro favore proprio grazie a questo aspetto, risultando sicuramente più diretti ed orecchiabili e facilitando non di poco l’assimilazione della loro musica: la qualità dei brani è mediamente alta, ma meritano una citazione a parte l’oscura e malvagia “Witches Sabbath”, la cavalcata “7th Ghost” e la successiva “Faceless Mistress”, anche se il vero e proprio manifesto sonoro della band è, a mio parere, la splendida “Kathedral”.

Un ottimo esordio in conclusione, da cui spicca inoltre la convincente prova dietro al microfono di Hornper, vocalist dal timbro particolare capace di evocare nella mia mente il King Diamond più teatrale. Disco consigliatissimo se il classico heavy metal degli eighties è il vostro pane quotidiano: in questo caso rompete il salvadanaio ed acquistate una copia di “In Solitude”, sono soldi spesi bene!

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