FALSE MEMORIES – The Last Night Of Fall

Titolo: The Last Night Of Fall
Autore: FALSE MEMORIES
Nazione: Italia
Genere: Gothic Metal
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Rossella Moscatello – voce
Francesco Savino – chitarra
Moreno Palmisano – chitarra
Gianluca Zaffino – basso
Emanuele Cossu – batteria


Tracce:

1. Black Shade
2. Rain Of Souls
3. Voices
4. Hysteria
5. The Illusionist
6. Erased
7. White Crows
8. Unfaithful Dream
9. Sea Of Nothingness
1o. Deep Breath
11. Don’t Forget


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 6.5/10
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“The Last Night Of Fall” è il secondo album in studio dei connazionali False Memories ed il primo pubblicato sotto le ali protettrici della nostra Frontiers Music, con la quale i ragazzi lombardi hanno firmato grazie alla nuova iniziativa dell’etichetta, “Frontiers & Beyond”, che ricerca nuovi talenti da inserire nel proprio roster. Il combo offre uno stile musicale fatto di grandi atmosfere gotiche, prog e doom metal che i cinque artisti riescono a plasmare perfettamente. Aggiungo poi, che il suono del quintetto è anche un heavy metal melodico con alcune sfumature dove prevale lo stile symphonic ma dove l’elemento gotico è predominante in tutte le canzoni  pervase da una forte presenza malinconica. Non nascondo che questa unione di sottogeneri è molto attraente e avvincente, grazie a un ottimo songwriting curato egregiamente da Francesco e Rossella emanando emozioni profonde e riflessioni importanti sui segreti della mente umana.  La storia della band inizia nel 2015, fondata a Milano dal chitarrista Francesco Savino il quale, con il suo nuovo gruppo, l’anno successivo pubblica un EP omonimo che include quattro tracce originali e una cover. Con il tempo, il suono si evolve verso un metal più gotico che sfocia nella creazione del primo platter “Chimerical”, originariamente pubblicato in modo indipendente. Nell’ottobre 2018 la cantante Rossella Moscatello entra in formazione e la band pubblica una nuova edizione del disco, incluse tre bonus track cantate da Rossella. In questo nuovo lavoro i compositori  Francesco Savino e Rossella Moscatello sono accompagnati dal nuovo batterista Emanuele Cossu, dal secondo chitarrista Moreno Palmisano e dal bassista Gianluca Zaffino.

“Ci piace inserire elementi prog in un contesto dark/goth ma mantenendo le composizioni strutturate in modo tradizionale. Questo è l’album che abbiamo sempre voluto fare, grazie a una formazione che ha raggiunto un grande equilibrio. Siamo ispirati dalla scienza e dalla psicologia e abbiamo scritto The Last Night Of Fall come un modo per tradurre l’anima umana in musica in tutte le sue emozioni, disturbi e sensazioni. L’ascoltatore può intraprendere un intenso viaggio verso la propria coscienza, un viaggio ricco di emozioni forti e talvolta contrastanti, ma che insieme convivono negli undici brani”, racconta la band. “Ci auguriamo che gli ascoltatori vivano un viaggio intenso pieno di emozioni forti e talvolta contrastanti”, dice Rossella Moscatello.

La chitarra aggiuntiva di Palmisano conferisce all’opera un tono più pesante ma lasciando sempre una sensibilità melodica prevalente per la musica, anche quando alcune tracce si allontanano un po’ dal territorio del prog metal. Non esistono song epiche dall’eccessivo minutaggio o aventi riff pesantissimi e piatti, l’unica eccezione è data dalla penultima “Deep Breath” dove gli italici rallentano e appesantiscono la composizione rispetto ai brani precedenti, ma senza mai andare a finire nel puro doom metal. L’apripista “Black Shades” è una traccia di puro gothic metal per la sua decadenza sonora ed è anche caratterizzata  da una lentezza ritmica accompagnata da una splendida voce, un pianoforte ricco di melodia e dei riff chitarristici che creano un’atmosfera mistica alla Nightwish. L’unione tra basso e batteria è precisissima, mettendo le basi per dare supporto a uno sfondo fatto di melodie vocali accompagnate da riff penetranti e cupi. La stessa cosa si può dire per l’altrettanto gotica “The Illusionist”, anche questa ricca di emozioni per via delle chitarre cadenzate e delle acutissime corde vocali della singer. Entrambe le song sono costruite da liriche impegnate a descrivere la condizione umana, soprattutto in questo triste momento che stiamo vivendo: dal pessimismo si passa a un senso di identità ma è veramente difficile parlare di cose belle in alcuni momenti duri della vita come questo. La seconda in scaletta “Rain Of Souls” offre una grande esibizione vocale della nostra Rossella e una bellissima melodia, ma il pezzo è solo uno spartiacque di quello che i False Memories sono in grado di fare e che fanno sentire nello stupendo primo singolo dell’album, “Voices”, che lascio descrivere alla bravissima cantante: “E’ un vortice di emozioni contenute in una canzone. Descrive un’anima nel dolore, costantemente tormentata dalle sue insicurezze, paure, rabbia e paranoia. Incarna ciò che molti hanno dovuto combattere in questi tempi difficili per andare avanti”. Questa è una delle prime canzoni che Francesco ed io abbiamo scritto perché era necessario visualizzare la direzione che doveva prendere l’intero album. È la canzone che incarna al meglio tutto ciò che siamo in termini di ricerca musicale e capacità emotiva, dettaglio non trascurabile in un genere come il nostro”.

Le successive “Hysteria”, e “Unfaithful Dream” strizzano tutte l’occhio al genere prog, con note dissonanti e a volte sperimentali: nella prima l’iniziale arrangiamento del piano è fenomenale e l’ugola pulita della vocalist combatte per prevalere sui rudi e agghiaccianti riff delle due sei corde in uno scontro sonoro interessantissimo, indirizzato da un coro soprannaturale e moribondo che descrive perfettamente la tragedia dell’ultimo anno di pandemia. Nella seconda invece si comincia con un’armonia vocale prima di esplodere in un riff energico, che preannuncia un grande ritornello ricco di adrenalina e forza: qui si può sentire, ancora una volta, l’agitazione e il malessere della Moscatelli dietro al microfono che sussurra un canto intimo e un coro drammatico, le carte vincenti degli italici. L’interpretazione della cantante dona un grande effetto anche a “White Crows”, dove spinge ancora di più la sua estensione vocale per una song che richiede un po’ di tempo per essere assimilata, ma che poi rimane in testa come un macigno di granito. Nella successiva “Erased” l’introduzione è affidata a pacate note elettroniche che seguono la vellutata e altissima voce di Rossella, per poi accelerare con i riff chitarristici in un vortice di melodia culminanti in uno dei migliori assoli di chitarra ascoltati fino a questo punto. Infine, il pianoforte introduce l’ultima in scaletta, “Don’t Forget”, avvolta da una chitarra scandita e ossessionante dove la voce dell’affascinante cantante italiana domina ancora una volta la scena. I False Memories sono una band made in Italy con una fantastica voce femminile attorniata da bravissimi e talentuosi musicisti, che si rivelano tutti una vera sorpresa: gli italiani offrono una miscela di suoni gotici e progressivi che creano atmosfere toccanti, dove la pesantezza e la melodia vanno brillantemente a braccetto, accompagnate da un’ottima e possente produzione. Un nuovo gruppo da non sottovalutare che ha tutte le chance per entrare nell’olimpo del genere insieme a band importanti e famose come gli Evanescence, i Delain, i Within Temptation  i Katatonia e i The Gathering di un tempo. Consigliato!

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