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I Karpenter nascono nel 2019 dagli ex membri dei Fightcast Filippo Tellerini, Francesco Vicini e Marco Biondi, insieme a Federico Conti (Creep), Manuel Nucci e Michele Mingozzi (Figure of Six). Il nome del gruppo è un omaggio al maestro del cinema horror John Carpenter così come i brani del loro full length di debutto Sleepless sono ispirati a temi e personaggi di classici dell’horror come “Shark” da Lo Squalo, “The Manor” da L’Armata delle Tenebre, “Perfection Valley” da Tremors e “No Vacancy” da Psycho di Alfred Hitchcock.
Il sound etichettabile come alternative metal in realtà risulta difficilmente classificabile in quanto ripercorre le diverse sfumature del metal proiettando le influenze old-school in canzoni dal sound moderno anche se apprezzabili sarebbero ulteriori cambi di registro.
Melodie cinematografiche fungono da intro alle canzoni, indimenticabile è l’intro di Shark che riproduce uno spezzone icona del film, tuttavia pur essendo un album incentrato su tematiche cinematografiche, quest’ultime non risultano troppo preponderanti a mio avviso, rendendo il sound più naturale e diretto.
In conclusione Sleepless trascina l’ascoltatore in un mondo astioso e travagliato disperso nel tempo, un incubo a occhi aperti dalle atmosfere cupe e introspettive. Per fan di In Flames, Amorphis, Machine Head, e Mercenary.



