MARK SPIRO – Traveling Cowboys

Titolo: Traveling Cowboys
Autore: MARK SPIRO
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: AOR
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Mark Spiro

Tim Pierce

Gia Sky


Tracce:
  1. Traveling Cowboys
  2. Rolls Royce
  3. Vanderpump
  4. Going
  5. 7 Billion People (Featuring Julian Lennon)
  6. Someone Else
  7. Kingdom Come
  8. I Ain’t Leaving
  9. Between The Raindrops (Revisited)
  10. Dance
  11. Feel Like Me
  12. Let The Wind Decide
  13. Nothing In Between Us
  14. The Fisherman 3 2020
  15. Still

Voto del redattore HMW: 7/10
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Prima di ascoltare questo disco, mettete la sella sul vostro cavallo, naturalmente se ne avete uno, saliteci sopra e con le dita della mano destra abbassate leggermente in avanti il vostro cappello di cowboys e partite al galoppo verso il mondo musicale dello yankee Mike Spiro. L’americano è un artista famosissimo, oserei dire un genio del classico AOR a stelle e strisce che è riuscito a creare canzoni senza tempo e memorabili. Spiro è un iconico cantautore americano e un affermato pluripremiato produttore, un grande scrittore di canzoni e un musicista affermato, con una carriera lunghissima e ricca di trionfi: tra i suoi numerosi successi ci sono dischi d’oro, di platino e nove album da solista, e le sue canzoni e produzioni sono state rappresentate in dischi che hanno venduto oltre cento milioni di copie in tutto il mondo. Quest’album solista intitolato “Travelling Cowboys” arriva circa un anno dopo la raccolta “Best of” pubblicato dalla nostra Frontiers Records per celebrare la carriera di questo importantissimo cantautore. Qui Spiro scrive e canta ancora una volta canzoni sulla vita reale: amore, sacrifici, ostacoli e problemi di tutti i giorni, avvolgendoli in una morbida coperta di rock melodico.

“Non avevo davvero un obiettivo diverso da quello che ho sempre avuto”, dice Spiro del suo processo di scrittura per l’album. “Quando scrivo voglio riflettere il mondo che mi circonda in un modo unico. Sia il mondo esterno che quello interno. Voglio dipingere un’immagine con le parole in modi che non sono mai stati usati e circondarle con melodie che aggiungono o cambiano la loro intensità”.

Mark è scortato in questo suo nuovo tragitto, ancora una volta, dal fido e bravo Tim Pierce che lo ha quasi sempre accompagnato in carriera. Come ospite troviamo il figlio del leggendario e compianto John Lennon, ovvero Julian Lennon. Il primo singolo è proprio “7 Billion People”, dove Spiro duetta al microfono con Julian in una grandiosa fusione vocale e dove spicca il bel lavoro della sei corde di Tim, autore di un fantastico assolo chitarristico conclusivo.

“Sono sempre stato attratto dai viaggi nello spazio e dalle possibilità del nostro universo”, spiega Spiro. 7 Billion People, parla della nostra Terra che diventa inabitabile e la nostra unica speranza è colonizzare Marte. La canzone è una specie di tragicommedia. Suggerisce che ripeteremo semplicemente i nostri avidi ed enormi errori. Penso molto a questi argomenti, come il suolo arido, il cambiamento climatico, l’oppressione e l’avidità. Penso che valga la pena scriverne. Ho anche lavorato con persone sull’agricoltura rigenerativa, sui senzatetto e su altre sfide che dobbiamo affrontare su questo pianeta”.

“Avendo co-scritto nel 1991 Saltwater con Julian Lennon, questo duetto è stato naturale per noi. Julian è uno dei miei amici più cari, al di là della musica. Ci siamo divertiti tantissimo online a girare il video con lui a casa in Francia e io a Los Angeles. Spero davvero che alle persone piaccia”!

L’opera mostra ancora una volta un cantautore dal grande talento nello scrivere canzoni orecchiabili, melodiche, impegnate e riflessive, che ogni appassionato di buona musica – ed in particolare di rock melodico – amerà sentire. Sicuramente ricorderete canzoni memorabili come “Mighty Wings”, dal film “Top Gun” e registrato dai Cheap Trick o i suoi lavori nelle colonne sonore per film come: “True Romance” (“In Dreams” song registrata da John Waite), “Selena” (“Only Love” registrato da Selena) e “Music From Another Room” (“Day After Day” registrato da Julian Lennon). Le canzoni di Mark sono state anche presenti in diverse serie televisive come “One Tree Hill”, “Marker” e “Fame”. È anche riconosciuto come uno dei principali cantautori rock melodici negli Stati Uniti, con canzoni registrate da artisti classici come Heart, Cheap Trick, Giant, Bad English, John Waite, Kansas, Reo Speedwagon, Winger, Mike Reno (LoverBoy) e Julian Lennon. Inoltre, ha scritto composizioni per l’artista country multi-platino Lila McCann e per artisti latini, come Luis Miguel ed Emmanuel. Inoltre, ha prodotto canzoni di Anne Murray, Laura Branigan, John Berry, Mike Reno (Loverboy), Maria Conchita Alonso e Ruby Summer per Lyric Street Records.

“Penso che ogni canzone sia direttamente ispirata da ciò che provo in questi giorni. È vulnerabile e un po’ rischioso dire alcune di queste cose altamente personali. Ma, penso che senza vulnerabilità e rischio, non sei un artista, sei semplicemente un sistema di consegna. Devi avere qualcosa da dire”!

In quest’ultima fatica discografica, in effetti, sembra esserci più intimità e sincerità da parte di Mark che ormai non deve dimostrare niente a nessuno, sentendosi così libero di scrivere song su ciò che è veramente importante dell’esistenza. Il sound è un rock melodico più leggero incentrato sulle sue stupende tonalità e sulla profondità dei suoi testi; il pianoforte, la chitarra acustica e la sua voce sono in primo piano come nel lento pop AOR “Going”, ultra orecchiabile, dolce e melodico o nella rasserenante “Someone Else”, dove il pianoforte di Mark ci invita a riflettere e a curare le ferite del cuore. L’apripista ottantiana “Travelling Cowboys” introduce l’ascoltatore nelle note mormoranti di Spiro che allegramente ci fanno intuire l’allegria di questo uomo e artista maturo in questa nuova fase della sua vita; la chitarra melodica di Tim Pierce, i cori, i tappeti di tastiera e l’elettrizzante ugola del singer suscitano emozioni da pelle d’oca. Segue l’eleganza di “Rolls Royce”, che con il suo refrain e i magici arrangiamenti, creano un’atmosfera di serenità e sensibilità, amarcord sonora sugli anni migliori del cantautore che con un piano e una chitarra elettrica riesce a trasmettere delicatezza e speranza. “Vanderpump” è la traccia di rock and roll acustico che non ti aspetti avvolta dalle corde vocali scatenate e a tratti filtrate di Mark, con Pierce che con la sua sei corde emana riff infuocati e bollenti. Con la positiva “Kingdom Come” ripiombiamo nei suoni della Westcoast e nell’AOR più leggero e soave che possa esistere con cori e riff superbi. La successiva ballata “I Ain’t Leaving” ha un ritornello e un arrangiamento nostalgico che non si toglie facilmente dalla testa e sa molto di sonorità tipiche della fine degli anni ’80. Il malinconico “Between The Raindrops” viene ripescato dall’enorme collezione di Mark e ripresentato in versione elettronica, in modo più dinamico anche se nel contesto dell’album non porta nulla di particolare sembrando l’anello più debole dell’intera scaletta. In questo pezzo però la sorpresa è l’utilizzo di campionatori vocali relativi alla voce del cantante spagnolo Danny Daniel. Lo stesso vale per “Dance” dal ritmo commerciale e sempre elettronico che stona con il contesto e con il clima musicale creato fino a questo momento. “Feel like me” è invece quella ripresa di ossigeno e quel sospiro che carica di energia lo spirito e l’anima: eccezionale melodia e grande ritmo dato dal basso e dalla batteria per un brano melodicissimo che ricorda il Bryan Adams dei tempi d’oro. Verso la fine troviamo un altro lento strappalacrime, “Let The Wind Decide”, che ci accompagna verso la fine di questa lunga cavalcata con la delicata voce di Spiro sostenuta da un leggerissimo piano e dalla sensuale chitarra elettrica dell’amico Tim. L’ultima tappa è nella riposante locanda di “Still”, dove il nostro cowboy siede con un whisky in mano cantando sotto voce di voler continuare “ancora” la sua avventura musicale e con l’aiutante Pierce seduto a canto, che spegne la sua sigaretta sotto gli stivali strimpellando lentamente la sua chitarra acustica e congedandosi così anche lui da questo faticoso ma piacevole percorso musicale. Possiamo adesso scendere dal nostro puledro e assaporarci, in questo platter ricco di accordi di chitarra e una magnifica voce, le sonorità AOR dove il cantautore di Seattle manifesta egregiamente tutta la sua maturità artistica fatta di sentimento e gioia, aprendo sinceramente il proprio cuore e la propria anima ai fans in un periodo non facile per tutti.

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