GO AHEAD AND DIE – Go Ahead And Die

Titolo: Go Ahead And Die
Autore: Go Ahead And Die
Nazione: Stati Uniti D'America (Arizona)
Genere: thrash, death, punk
Anno: 2021
Etichetta: Nuclear Blast

Formazione:

Max Cavalera – voce, chitarra
Igor Amadeus Cavalera – basso
Xsch Coleman – batteria


Tracce:

01 – Truckload Full Of Bodies
02 – Toxic Freedom
03 – I.C.E. Cage
04 – Isolated/Desolated
05 – Prophet’s Prey
06 – Punisher
07 – El Cuco
08 – G.A.A.D.
09 – Worth Less Than Piss
10 – (In The) Slaughterline
11 – Roadkill


Voto del redattore HMW: 7,5/10
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Ladies and gentlemen, preparateVi ad essere travolti da uno tsunami di pura brutalità. E mai frase fu più azzeccata per esprimere ciò che si prova ascoltando l’esordio discografico, sotto l’ala protettrice della Nuclear Blast, degli statunitensi Go Ahead And Die. Il mega progetto è stato fortemente voluto dall’eclettico, talentuoso e carismatico Max Cavalera (leader di Sepultura, Soulfly, Metal All Stars, Cavalera Conspiracy, Max And Iggor Cavalera e Killer Be Killed) splendidamente affiancato dal bassista e chitarrista Igor Amadeus Cavalera (nonchè secondo figlio di Max) e dal batterista dei Khemmis e dei Black Curse, Zach Coleman.

Il risultato di questa letale miscela è un album di pura violenza in pieno stile thrash/death, senza disdegnare dei richiami al punk. Se qualcuno avesse il coraggio di essere ancora dubbioso, gli basterà ascoltare “Truckload Full Of Bodies” e “Toxic Freedom”. Durante l’esecuzione della terribile e deflagrante “I.C.E. Cage” la band schiaccia a tavoletta il pedale dell’acceleratore della “viuuuulenz!”. Una citazione a parte meritano sicuramente le malefiche “Isolated/Desolated” e “(In The) Slaughterline”, delle autentiche perle di brutalità che mettono a durissima prova le orecchie del malcapitato ascoltatore.

Alla quadratura del cerchio ci ha pensato la maniacale produzione curata da sua maestà Arthur Rizk che è riuscito a donare al tutto quel quid di old school che lo ha reso ancora più malato e corrosivo.

Per concludere, non credo ci sia altro da dire se non fare i complimenti ai Cavalera per riuscire sempre a donarci dei capolavori inarrivabili, che non invecchiano mai e tengono sempre altissima l’asticella della brutalità.

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