HELLOWEEN – Helloween

Titolo: Helloween
Autore: Helloween
Nazione: Germania
Genere: Power Speed Metal
Anno: 2021
Etichetta: Nuclear Blast

Formazione:

Markus Grosskopf: basso
Michael Weikath: chitarra
Kai Hansen: chitarra e voce
Michael Kiske: voce
Andi Deris: voce
Sascha Gerstner: chitarra
Dani Löble: batteria


Tracce:
  1. Out for the Glory              07:19
  2. Fear of the Fallen             05:39
  3. Best Time                          03:36
  4. Mass Pollution                 04:15
  5. Angels                                 04:42
  6. Rise Without Chains       04:56
  7. Indestructible                   04:43
  8. Robot King                        07:08
  9. Cyanide                              03:29
  10. Down in the Dumps        06:01
  11. Orbit                                   01:05
  12. Skyfall                                12:11

Voto del redattore HMW: 8,5/10
Voto dei lettori: 7.7/10
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Visualizzazioni post:729

Io vi giuro che avrei voluto stroncarlo quest’album.

Ero qui che li aspettavo al varco, ero pronto a sparare a zero sul fatto che la reunion avrebbe prodotto una pacchianata incredibile, senza ispirazione, senza né arte né parte nel 2021 metallico. Ero sicuro che non avremmo dovuto discutere di niente, che noi vecchi lupi di mare che gli Helloween ce li siamo goduti sin da principio (o alla peggio nel primo periodo Deris, post scisma) saremmo stati tutti concordi : “si stava meglio quando si stava peggio” oppure “non faranno mai più niente come i due Keeper” etc etc etc…

E invece no! Invece c’è tutta un’altra storia da raccontare.

Il nostro incappucciato eroe, il “tenitore” delle sette chiavi, ha girato le terre in lungo e in largo, ha vagato per il mondo, ripassando davanti a tutti i mari in cui aveva lanciato le chiavi per salvare la Terra e l’umanità.

Tra il 1991 e il 2015 ha fatto il giro per ben due volte (sono 14 gli album pubblicati, due volte i sette mari), ha accumulato storie, esperienza, saggezza e oggi torna dopo aver riportato gli amici all’ovile ed aver sparso la notizia per il mondo con una tournée memorabile.

Nel 2021, i “ragazzotti” di Amburgo, raccolgono le idee di questi giri infiniti fatti e della rinnovata energia ed amicizia e sfornano ciò che ogni adolescente con almeno una ventina d’anni di troppo sulle spalle, avrebbe voluto sentire.

Un disco (ovviamente) maturo, ruffiano, “à la Helloween”, anche divertente in molti passaggi, con la giusta dose di mestiere, con le melodie che ci erano mancate, con gli assoli, con i contraltari di voce di Kai rispetto ai due (incredibili) cantanti, con la magia…

Esatto : la magia.

Basterebbe fermarsi alla traccia 3 (“Best Time”) per riconoscere questo. E chi dice il contrario mente. Perché si possono dire tante cose di queste canzoni, ma chi vi dirà che non funzionano, che non emozionano, che non ti farebbero cantare a squarciagola, che non sono quello che mancava sentire da troppi anni sta mentendo. Spudoratamente.

Non mi piacciono le recensioni track by track (lo dissi già in un’altra recensione) e non voglio entrare nel dettaglio, ma ognuna delle canzoni andrebbe analizzata con molta attenzione. Perché tutte le tracce, in qualche modo, sono capaci di risvegliare nell’ascoltatore un sentimento diverso, di ricordarti qualcosa delle vecchie fatiche dei nostri, senza per questo risultare trite o far storcere il naso per un “dejà entendu” che deluderebbe. Ci sono momenti più melodici (“Best Time” 0 “Angels”) o i razzi terra terra che ti arrivano in faccia (“Mass Pollution” o “Robot King”), ma sempre con dei ritornelli che ti si stampano in testa e non ne escono più.

Non hanno voluto farci mancare nemmeno la strumentale intro, ma l’hanno piazzata come introduzione della suite “Skyfall”.

Che era poi l’antipasto che avevano offerto al mondo, facendoci subito capire che cosa stavano facendo ribollire nel calderone. “Skyfall” non è altro che la versione moderna e aggiornata di quello che “Keeper of the Seven Keys” (la canzone) fece nel 1988 : farci viaggiare con la fantasia e con la magia di melodie sognanti e con la leggerezza e la spensieratezza che solo gli Helloween sono riusciti ad avere nella storia dell’heavy metal.

In una scaletta abbastanza lunga, solo “Cyanide” mi sento di dire che sia “fuori contesto”, nel senso che è il meno riuscito tra i pezzi proposti. Rimane una bella canzone, ma che purtroppo si distingue in negativo rispetto alle altre.

Giunti alla fine di questa recensione, mi rendo conto che dia un po’ troppo per scontate tutte le storie e i fiumi di parole spesi per questa band nell’arco dei decenni in cui hanno composto musica. Forse, se dovessi descrivere questo album ad un giovane adolescente, digiuno della storia, gli direi che non può fare a meno di divertirsi e che deve godersi il fatto di poter ancora vedere live una delle band storiche del nostro genere. E poi che deve recuperare tutto il passato, perché è un passato incredibile e per cui si innamorerà ancor di più.

A tutti gli altri, a tutti quelli che “Keeper…” lo sanno a memoria, dico di chiudere gli occhi e di ascoltare questo album senza pensare che oggi siamo nel 2021 e di ascoltarlo con animo leggero e vi assicuro che non potrà non piacervi.

A quelli che diranno che è brutto, beh… ascoltatevelo da soli a casa quando non vi vedono. Piacerà anche a voi! Ssttt… non lo diremo a nessuno!

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