SAVE THE WORLD – Two

Titolo: Two
Autore: SAVE THE WORLD
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Hard Rock
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Dan Tracey: voce, chitarra elettrica, chitarra acustica, pianoforte, sintetizzatori, Si3, cori e percussioni.

Robert Wright: batteria, percussioni, basso, voce, sintetizzatori analogici, cori, chitarre aggiuntive e archi.


Tracce:

1. Camera Obscura
2. Bones
3. Miss Muse
4. Defenders Of The Faith
5. Daphne Blue
6. When Amanda Hits The Stage
7. Man On An Island
8. Longer
9. Denslow Park
10. Automaton
11. Illuminati
12. Who’s That Girl


Voto del redattore HMW: 7/10
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I Save The World sono, essenzialmente, dei musicisti affermati che si ritagliano spazio e tempo dai loro frenetici programmi per suonare in una nuova band la musica che amano. Dan Tracey è molto apprezzato per le sue capacità di scrivere canzoni, cantare e suonare la chitarra, ha composto musica per importanti programmi televisivi e film e si è esibito e registrato con una varietà di musicisti affermati; attualmente suona la chitarra e canta con gli Alan Parsons Live Project. Robert Wright è un famoso polistrumentista, produttore e cantautore ed ha collaborato con diversi artisti scalando più volte la classifica di Billboard per gli album di musica country e vincendo molti premi come dischi d’oro e di platino.

Con l’album di debutto “One” del 2017 si sono fatti conoscere nel mondo del rock underground e con questo nuovo disco intitolato “Two” vogliono imprimere saldamente la loro impronta nel rock che conta. La nuova opera è incentrata su sonorità a cavallo tra la westcoast americana, l’alternative rock e l’AOR ottantiano, arricchito da piccole venature progressive. Rispetto al disco precedente sono coinvolti nell’incisione solo Tracey e Wright, con quest’ultimo che gestisce anche la batteria.

La prima sensazione è un allontanamento dalle sonorità del primo disco, perché adesso il sound è più diretto e più sperimentale: qui, a distanza di quattro anni, il combo punta su un hard rock melodico con spunti AOR più tradizionali. I riff sono puliti seguiti da un groove e un ritmo più solido con piacevoli ritornelli che però, onestamente, non fanno gridare al miracolo: sotto questo punto di vista, personalmente ho preferito le song del precedente lavoro discografico.

Il cambio di direzione si avverte subito dalle prime battute con l’apri pista “Camera Obscura”, song cinematografica con un misto di hard rock e prog che trasuda tanta originalità nel connubio tra chitarra e tastiera. Le successive “Bones” e “When Amanda Hits The Stage” sono dei brani radiofonici di puro AOR molto semplici con dei bei cori e un ottimo ritmo ma nella norma. La stessa cosa si può dire anche per le tracce “Illuminati”, che è il punto debole del disco perché tenta di scimmiottare gli intoccabili Ten, nella super melodica “Miss Muse” e nell’ultima in scaletta la rock spensierata “Who’s That Girl”.

Il combo appesantisce per fortuna il suo suono in “Defender Of The Faith” che è un robusto pezzo di hard rock ma sempre melodico e nella spedita “Man On An Island” dalle influenze bostoniane. Sempre in stile Boston e Toto evidenzio la carina “Automan” caratterizzata da ottimi cori ma ridimensionata purtroppo dall’assolo di synth che non da quel tocco in più. Segnalo le classiche ballate che in un platter come questo sono quasi obbligatorie: la vivace e pop “Daphne Blue” e il lento strappalacrime “Longer” con dei cori fantastici per un classico brano dove il refrain e l’armonia degli arrangiamenti porta a sognare a occhi aperti. Gli americani, a livello stilistico sono cresciuti intrigando l’ascoltatore con melodie e cori piacevoli ma manca l’effetto sorpresa che tanto aveva colpito e entusiasmato al debutto.

Il gusto AOR degli anni ’80 è rimasto presente e predominante con l’aggiunta di un pizzico di elettronica ma con meno idee, rispetto all’esordio, che davano alla musica degli statunitensi quel quid in più e che adesso li fa assomigliare a tantissime formazioni che hanno fatto la storia del rock melodico. Non so se i due artisti riusciranno a salvare il mondo dalla musica spazzatura ma almeno, con coraggio, ci stanno provando.

 

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