VENI DOMINE – Material Sanctuary

Titolo: Material Sanctuary
Autore: Veni Domine
Nazione: Svezia
Genere: Doom Metal Epico e Progressivo
Anno: 1994
Etichetta: Thunderload Records

Formazione:

Fredrik Ohlsson – Voci, Chitarra Acustica
Torbjörn Weinesjö – Chitarra Elettrica, Acustica e Cori
Magnus Thorman – Basso
Thomas Weinesjö – Batteria
Mats Lidbrandt (ospite) – Tastiere
Maria Thunquist (ospite) – Flauto


Tracce:
  1. The Meeting 8:40
  2. Ecclesiastes 9:28
  3. Material Sanctuary 7:19
  4. Ritual Of The Sinner 7:27
  5. The Mass 5:28
  6. Behold The Signs 8:16
  7. Wrath Of The Lion 6:49
  8. Beyond The Doom 9:59
  9. Baroque Moderne 2:11 (Strumentale)

Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 8.5/10
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Anche una tenda appena scostata può far riemergere, dalle sabbie degli ascolti passati, un tesoro dimenticato, facendo sì che un raggio di sole s’infranga dove il vostro sguardo non si posava da tempo; ad esempio sul ripiano che ospita, in ordine alfabetico e cronologico, le discografie di Varga, Vast, Vauxdvihl, Vektor, Velvet Revolver e… Veni Domine. Nome evocativo quello degli ex Seventh Seal, epigoni di una tradizione che già annoverava, tra i suoi esponenti più rispettabili, Jerusalem e Leviticus, misconosciuti portabandiera del metal cristiano boreale. Hard rock e power metal restano però ai margini nelle invocazioni dei fratelli Weinesjö, intonate con fervore dal leonino Fredrik Ohlsson Sjöholm, tra i pochi eredi legittimi, assieme a Tom Mallicoat  (Lethal) e Chris Salinas (Power Of Omens, Zero Hour), dello scettro di Geoff Tate.

A due anni dal leggendario debutto, quel “Fall Babylon Fall” (1992) subito capolista tra i desiderata dei fanatici delle sonorità più ossianiche, la Thunderload Records di Stoccolma (chi ha detto Heavy Load?) rilascia “Material Sanctuary”, sfidando ghiribizzi alternativi e oltranzismi d’ogni sorta in uso a metà decennio. Affidandosi ancora una volta all’arte del maestro Rodney Matthews – già prodigo nei confronti dei confratelli Seventh Angel – gli svedesi abbassano ulteriormente le luci, tingendo di buio il doom metal progressivo dell’esordio.

La scelta grafica fantasy, in apparenza slegata dai contenuti del disco, ne profila in realtà i paesaggi lirico-musicali: l’antico simbolo monumentale di libertà, sfigurato da secoli di erosione, è il perfetto paradigma della finitezza mortale, santuario materiale eretto nel nome della beatitudine terrena dei popoli; la vera libertà è spirituale e i Veni Domine ribadiscono il concetto ispirandosi alle sacre scritture, alimentando un clima maestosamente apocalittico a dir poco asfissiante. Solo i Saviour Machine di “Legend”, viaggio senza ritorno nei tropi del Libro Della Rivelazione giovanneo, sapranno suscitare sentimenti di contrizione più profondi e schiaccianti.

I brani sono lunghi salmi dall’incedere solenne, costruiti sulla libera successione dei giri cadenzati e secchi di Torbjörn e sulle armonie lugubri esalate dall’organo di Lidbrandt, schiusi a frequenti inserti acustici e ad assolo penetranti come flagelli: a lasciare incavi vermigli sulla nostra pelle di peccatori sono però le staffilate di Fredrik, sovente accompagnate da parti corali monodiche da fremito garantito. Una accolta segreta tra Candlemass e Queensrÿche ? Così parrebbe. “The Meeting”, “Ecclesiastes”, “Ritual Of The Sinner” e “Beyond The Doom” sono ex voto destinati tanto alla divinità quanto alla comunità metal più conservatrice, sulla quale, in anni di vacche magre, un simile sposalizio di stili produce un effetto religiosamente salvifico.

La missione dei cinque proseguirà a fasi alterne sino al 20 settembre 2014, e il settimo (!) “Light”, su Massacre Records, sarà l’ultima testimonianza in studio della fede metallica degli scandinavi. Tor e Thomas si uniranno agli Audiovision di Christian Rivel (Narnia, DivineFire) – temi analoghi ma ben altra consistenza – mentre nessuna traccia resta a tutt’oggi di Magnus Thorman né del superbo Sjöholm… questo è un vero peccato!

Maledetto ripiano, benedetti Veni Domine! Dopo anni di dissidi interiori, liti transgenerazionali e letture proibite, rudimenti a supporto di una posizione (poco) spirituale da ostentare ad ogni possibile occasione di scontro dialettico, stavo quasi per ricredermi! Per fortuna, subito accanto, in rigoroso ordine alfabetico e cronologico, ci sono i Venom…

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