KONKHRA – Sexual Affective Disorder

Titolo: Sexual Affective Disorder
Autore: Konkhra
Nazione: Danimarca
Genere: Death Metal
Anno: 1993 / 2021
Etichetta: Hammerheart Records

Formazione:

Anders Lundemark: voce, chitarra
Johnny Nielsen: batteria
Claus Vedel: chitarra
Lars Schmidt: basso


Tracce:

SEXUAL AFFECTIVE DISORDER
01.  Center Of The Flesh
02.  Seasonal Affective Disorder
03.  The Dying Art
04.  Visually Intact
05.  Evilution (Exordium Expired)
06.  Lucid Dreams
07.  Blindfolded
08.  Thoughts Abandoned
99.  Chaos To Climb
10.  Empty Frames


Tracce:

STRANDED, EP
01.  Time Will Destroy
02.  Day-Break
03.  Stranded

MALGROWTH, DEMO
04.  The Dead Moon
05.  Black Sun
06.  Lustration Of The Need
07.  Spread Around
08.  Deathwish

THE VICIOUS CIRCLE, DEMO
09.  Web Of Nemesis
10.  The Vicious Circle
11.  Hunger
12.  Living Savages


Voto del redattore HMW: 7/10
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La Hammerheart Records ripropone in questo 2021 di fine pandemia (si spera) il primo album dei danesi Konkhra, dal titolo di Sexual Affective Disorder e datato 1993.

Il quartetto danese ha calcato i palchi del death metal sul finire degli anni ottanta, inglobando ciò che stava nascendo negli Stati Uniti da band come Death e Morbid Angel e fondendolo con sonorità europee alla Entombed e Carcass. Dei membri originali presenti sul primo album, restano attivi nel gruppo oggi solo il mastermind alla voce e chitarra, Anders Lundemark, e il batterista Johnny Nielsen. Sexual Affective Disorder è stato registrato al Sunlight, in Svezia, da Tomas Skogsberg e pubblicato originariamente da Progress Red Label.

Questa riedizione gode di una nuova masterizzazione, ad opera di Tue Madsen (che ha curato lavori di Moonspell e Meshuggah, fra i mille), e soprattutto di una nutrita sezione di demo provenienti dalla primissima era della band danese. Ed in virtù del fatto di essere una riedizione di un primo album, è proprio la parte che racchiude la matrice sonora che ha portato poi i Konkhra ad essere il gruppo che è oggi, dopo oltre trent’anni di carriera, a rendere molto interessante ed appetibile il lavoro. La differenza fra le canzoni prese dal primo demo, “The Vicious Circle” (che era anche il nome originale della band), e le canzoni di Sexual Affective Disorder non sono eclatanti ma l’approccio vocale di Lundemark era inizialmente più vicino al growl/scream un po’ alla Chuck Schuldiner, rispetto al growl gutturale di Chris Barnes dei Cannibal Corpse presente nel demo “Stranded”. Anche ritmicamente, l’evoluzione nella complessità delle parti è evidente ascoltando in sequenza cronologica le canzoni: a mano a mano che scorrono i demo fino all’album, vengono introdotti elementi quasi technical thrash. Si parla sempre di finezze, ma è interessante nell’analisi degli albori di una band importante nella scena.

In questo periodo in cui i gruppi sono vessati dalla mancanza di guadagni, questa sembra ovviamente una mossa commerciale operata dall’etichetta per cercare di monetizzare qualcosa, ma sicuramente i fan più sfegatati dei Konkhra avranno di che gioire con queste chicche.

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