ANOTHER CROSS – Crawl

Titolo: Crawl
Autore: Another Cross
Nazione: Italia
Genere: Crossover
Anno: 2019
Etichetta: Autoprodotto

Formazione:

Biondo: voce
Doc: basso
Mitch: chitarra
Paolo: batteria
Antonio (ospite): cori in “We’re Back”


Tracce:

01.  We’re Back
02.  We Crawl
03.  Teufel
04.  Dream And Never Sleep
05.  Evil’s Walking
06.  Dog Day
07.  Seven
08.  My Dues
09.  My Politics
10.  Go Fast
11.  Deep Inside
12.  2017


Voto del redattore HMW: 6/10
Voto dei lettori: 8.5/10
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Visualizzazioni post:147

Se dovessi tentar di indovinare, direi che il bassista è il punk del gruppo, il batterista ha le orecchie piene di roba alternativa, dal rock al noise, e il cantante e il chitarrista quelli con collezioni di metalcore – quello vero, non il pop con le chitarre elettriche che ci assilla dai tardissimi Novanta – e dei due generi che esso fuse per definizione.
Quanto ad essere indipendenti, lo sono di sicuro; tutti e quattro. Talmente indipendenti e vecchio stile (ammesso che il nuovo ne abbia, di stile, ma ne parliamo un’altra volta) che il dischetto se lo sono fatto, se lo sono marchiato e se lo sono spedito con le loro manine callose. « Perché callose? »? Be’, un’occhiata alle foto ed è presto chiaro che sono teste pelate ed incanutite a fare gli onori di casa.

Le informazioni estratte faticosamente dalla rete riportano che negli Another Cross milita un nugolo di vecchie facce dai trascorsi hardcore presso svariate mini-realtà locali, disseminate geograficamente di qua e di là dai confini tra Basilicata e Puglie e cronologicamente lungo oltre due decenni. Molto bene. Mi piace la vecchia scena hardcore; incluse quella evoluto-sperimentale e quella contaminata di cui fu pieno l’ultimo decennio del secolo XX.

Disco difficile; per lo meno, lo è stato per la sottoscritta. Sì, ho digerito a fatica una voce con uno di quei timbri sforzati alla peggior G. L. Perotti e che rimbrottano linee spesso banalotte. Una volta riuscita a porla mentalmente in secondo piano – e, in fondo, ad affezionarmici un po’, son sincera – non han tardato le soddisfazioni e da lì è stato tutto un gioco di ricordi ed associazioni. Di quelli che sarebbe forse noioso veder snocciolati in ordine casuale. Passaggi preferiti: il punk di “We Crawl”, i giri di thrash evoluto su “Dog Day”, la schizofrenia di “Go Fast”, la a-tratti-quasi-hard-rock “My Dues” e il calderone stilistico di “Deep Inside”.

[Perdonate la somma idiozia del nome del genere che ho indicato lassù. Scelta fatta per non usare dieci parole].

Un commento su “ANOTHER CROSS – Crawl”

  1. Cara ZZ.

    Certo che ti perdoniamo. Noi siamo discepoli dei Bad Brains: predichiamo Pace & Amore …

    Doc

    Rispondi

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