AT THE GATES – The Nightmare Of Being

Titolo: The Nightmare Of Being
Autore: At The Gates
Nazione: Svezia
Genere: Melodic Death Metal
Anno: 2021
Etichetta: Century Media

Formazione:

Tomas Lindberg Redant – Voce
Martin Larsson – Chitarra
Jonas Stålhammar – Chitarra
Jonas Björler – Basso
Adrian Erlandsson – Batteria


Tracce:
  1. Spectre of Extinction (4:49)
  2. The Paradox (4:43)
  3. The Nightmare of Being (3:49)
  4. Garden of Cyrus (4:25)
  5. Touched by the White Hands of Death (4:07)
  6. The Fall into Time (6:45)
  7. Cult of Salvation (4:24)
  8. The Abstract Enthroned (4:26)
  9. Cosmic Pessimism (4:31)
  10. Eternal Winter of Reason (3:38)

Voto del redattore HMW: 7/10
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È il 2021 e sta uscendo un nuovo album degli At The Gates.

Come tutte le volte, dal 1995 in avanti, tutti, indistintamente, abbiamo pensato a “Slaugther…”. E tutte le volte lo abbiamo fatto con la presunzione di aver già definito che quello era lo standard minimo di figaggine che un nuovo album (o qualunque altra cosa targata ATG) avrebbe dovuto avere.

Comincerei intanto col dire che i Nostri sono molto di più di quel bellissimo, violentissimo, iconico e commerciale album. E che confrontarsi sempre con quella pietra miliare nella loro carriera è ingiusto oltre che parziale e fuorviante. Ma questo probabilmente lo sapete già.

Beh, ma che cosa sono gli ATG nel 2021?

È figo quest’album?

Saremo soddisfatti dalle struggenti note melanconiche degli svedesi?

Queste sono le domande cruciali.

La risposta è sempre: dipende.

Dipende. Se si parte coi presupposti di cui sopra, è certo che sarete insoddisfatti e sarete nel carrozzone dei detrattori, quelli che criticheranno l’album perché manca di “viulenza” e tiro.

Se invece avrete il coraggio di passare oltre (e siete tra quelli che i due dischi “postumi” li hanno anche apprezzati), potrete godere di questa nuova linfa.

Sì, perché in questa versione, in cui i chitarristi originali non ci sono più, la band sforna un album anche di mestiere ma anche molto genuino, vero e sentito; nonostante tutto. In cui si sente ancora la voglia di buttare lì qualche elemento che possa inquadrare la voglia di comporre un disco di spessore, senza per questo snaturare il suono e il marchio di fabbrica che è stato forgiato in anni di death metal e di sofferenza. Il tutto è fatto in maniera molto naturale e con la consapevolezza di avere una piena libertà compositiva e di espressione.

The Fall Into Time è un esempio perfetto di quanto sopra. La band confeziona il pezzo più lungo del disco e mette in mostra un lato prog rock inaspettato ed in cui si allargano gli orizzonti sonori verso altre destinazioni mai viste per gli At The Gates. Cosmic Pessimism ha un approccio molto rock, quasi kraut, dove, per quasi metà pezzo, la distorsione delle chitarre è relegata a “colore” di un riff in pulito che riempie una ritmica martellante e ripetitiva. O, ancora, l’utilizzo consapevole e importante delle orchestrazioni.

Il tutto, lo ammetto, è fatto in modo molto ben bilanciato. Quasi a cercare di voler stupire, senza per questo sconvolgere l’ascoltatore. Questo sì, è forse un po’ troppo di mestiere.

Però i pezzi girano bene, la voce di Tompa è ancora un marchio di fabbrica che vale il prezzo del biglietto, le chitarre hanno mantenuto intatto il loro inconfondibile sound e le armonizzazioni che hanno reso gli At The Gates quello che sono, il basso dell’unico Björler rimasto e la sua vena compositiva sono sempre le stesse, la batteria di Adrian è un altro caposaldo.

L’intento era far uscire un disco molto dark, in cui gli aspetti progressive sarebbero potuti uscire e fluire senza limiti e, devo dire, il risultato è sicuramente riuscito. I pezzi scorrono bene, sono il giusto mix tra il presente e il passato della band, in cui i nuovi elementi gettati nella ricetta si amalgamano bene e si sente coesione e unità d’intenti. Un album che poteva uscire ora e non prima e che mostra l’evoluzione di una band che, in fondo, non vuole restare ancorata a quell’album del 1995 che tanta fortuna portò.

Quindi, per rispondere alle domande poste in apertura:

  • gli ATG sono (ancora) una band di melodic death metal navigata ed esperta;
  • sì, è figo. Ma non come potremmo facilonamente pensare;
  • assolutamente sì!

Evolutivamente parlando e a livello di innovazione, non si può certo dire che questo The Nightmare Of Being ne sia la massima espressione. Per quello ci sono molti altri gruppi che potranno soddisfare la vostra ricerca.

Qui troverete solo del sano Swedish death metal, con Tompa alla voce. Probabilmente manca quel qualcosa, il quid, la scintilla che rese i lavori fino a “Slaughter…” ognuno un capolavoro per propri motivi. Ma non fatevi scoraggiare, c’è ancora tanto valore qui.

Gli At The Gates di oggi sono questo e ci piace.

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