MalaFest: Metal Day Vol. 2


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Quindici giorni dopo il day one, torna a Palosco, in località Mulino, ci apprestiamo a vivere il Metal Day Vol. 2 .

L’organizzazione è sempre a carico di Malamusica che, anche in questa occasione, si rivela ottima. Declinato al thrash ed al metalcore, il bill raccolto da Stefano Zanotti annovera anche una band dedita all’alternative metal che di primo acchito uno penserebbe: “Ma che c’azzecca?” Ed invece c’azzecca eccome, tanto quanto il cacio sui maccheroni. Ma bando alle ciance e cominciamo il racconto.

Si parte quindi con gli Eveline, band bergamasca guidata da Elisa Mologni. La scaletta presenta una buona varietà di scrittura e, elemento di vitale importanza per il vostro cantore. Nessuna cover. E non è un dettaglio da poco! I brani sono tratti dalle produzione più o meno recente ed inoltre ci regalano un paio di chicche come anteprima del nuovo album, Voce ben modulata e presenza scenica sono i punti di forza di Elisa, sezione ritmica precisa e ricca di quelle variazioni sul tema che danno continuità ai brani senza renderli monotoni ed una chitarra solista che lascia il segno. Una citazione a parte la meritano le tastiere che sono perfettamente inserite nelle trame musicali del combo, senza mai soverchiare con eccessi o inutili fronzoli le parti melodiche che ci rimandano verso lidi symphonic metal. Un ottimo inizio, non c’è che dire.

La seconda band a presentarsi sul palco del MalaFest  si propone con un metalcore potente e compatto, vengono da Brescia e rispondono al nome di “Last Falling Rose”. Il cantante ha una buona potenza vocale, la chitarra vive di buone intuizione basso e batteria pompano alla grande. Come siano riusciti a completare il set, resta un mistero poichè l’outfit indossato prevedeva anche dei giubbotti antiproiettile piuttosto pesanti. Purtroppo di loro non ho potuto scoprire granchè, inclusa la scaletta che ho scoperto essere non contemplata sul palco. Il trittico finale è formato da un combo in piena ascesa come i Bloodline Rebellion, Terbiocide e, per non farci mancare nulla, gli Alkemy.

Ma procediamo con ordine. Un cambio di palco tutt’altro che rapido ci dà l’occasione di sciacquarci il gargarozzo con della birra fresca e riappropriarci per tempo dello spazio davanti al palco. Comincia ad arrivare la frescura serale, la luce scende e, di riflesso, aumenta quella che illumina il palco dove i quattro alfieri del Death/Thrashcore si scatenano fin dalle prime note. Anche in questo caso i brani proposti sono tutti scritti dalla band che, a dispetto dei caratteri indistinguibili che  li rappresentano sul merch, dall’alto del palco danno vita ad un set infuocato e ben sostenuto da una potenza di fuoco della sezione ritmica di elevatissimo livello. Voce e chitarra sono all’altezza, anche se trovo il vocalist, sebbene dotato, un pò monocorde. Il parterre comincia a scaldarsi e si vedono i primi timidi tentativi di scatenare la danza metal per eccellenza. Sotto i colpi dei Bloodline Rebellion resistere al pogo diventa molto, molto difficile… Quando poi, il bassista, si getta nella mischia, evitare il mosh diventa impossibile. In definitiva un’esibizione eccellente che serve a prepararsi mentalmente alla band successiva i Terbiocide! arrivano da Crema ed il furore sonoro con il quale ci investono è da brivido. Potenza bruta, voce piena e potente con un growl spettacolare, sezione ritmica instancabile e due chitarre che sanno il fatto loro e ci stendono con un thrash  metal sparato a raffica nonchè ricco di tecnica. E qui il pubblico diventa assoluto protagonista quando Samuele Di Giglio chiama tutti al Wall of Death! Alessandro Lera, molla la chitarra e partecipa attivamente alla rappresentazione del muro della morte che va in scena sotto il palco, salvo uscirne indenne di li a poco e riprendere a scavallare sulle assi del MalaFest armato delle sua fida sei corde. Diciamo pure che, se pure questo fosse stato l’epilogo della serata nessuno avrebbe potuto lamentarsi di nulla ma… come già anticipato, manca la ciliegina.

E la ciliegina su questa torta targata Malamusica questa sera risponde al nome di un combo bergamasco: ALKEMY.

Metalcore di inaudita violenza si mescola a parti melodiche di grande spessore. La band orobica si conferma in costante ascesa grazie ad una miscela esplosiva e sorprendente per ricchezza compositiva. La voce di Mats passa con naturalezza dal growl più profondo all’incitare il pubblico esortandolo a partecipare alla festa sotto al palco mentre la voce clean di Daniel rinforza i concetti espressi in musica. Le chitarre incidono come lame di un bisturi grazie a riff veloci e potenti. Le linee di Basso di Luca sono molto ben definite e strutturata e lui si dimostra, oltre che un ottimo bassista, un vero animale da palco! Dietro le pelli, a distruggere sticks, c’è Filippo che oltre a non perdere un colpo fornisce supporto a non finire. Una band che non ti dà modo di respirare, ti colpisce con un cazzotto allo stomaco e passa oltre. Ai loro piedi ormai nessuno più si sottrare al pogo, partono un paio di circlepit e, tanto per non esser da meno rispetto ai predecessori, un nuovo wall of death. Si termina in un crescendo di emozioni, di rabbia repressa finalmente liberata dalla morsa che ci ha attanagliato in questi lunghi mesi di lockdown, ed è stato bellissimo.

Eveline:

 

Last Falling Rose:

Bloodline Rebellion:

Terbiocide:

ALKEMY:

   

Scaletta Eveline:
Intro/Poison
Moving On
Doomed
Old tree Dance
Day by Day
Wash the Pain Away
Hunters
Eveline

Scaletta Bloodline Rebellion:
Stimmling
Invano
All You Can Hate
Burn
Il Boia
Bianco/Nero
Beetwen Life and Death
Tutto Uguale
My Own Brave

Scaletta Terbiocide:
Isolation Disease
Necropolityc/Divine Hypocrisy
Mutand Kind
Brutal Decay (cover Cronosphere)
Iron Will
Rage on You

Scaletta ALKEMY:
Guilt/Debris of a Smile
Chrisantemum
After Midnight
Horror Vacui
Desecrating March
The Cave of Sober Minds
Damn Dynamic
Neverending

 

 

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