VULTURE LORD – Desecration Rite

Titolo: Desecration Rite
Autore: Vulture Lord
Nazione: Norvegia
Genere: Black, Thrash, Death
Anno: 2021
Etichetta: Odium Records

Formazione:

Sorath Northgrove – Voce
Malphas – Chitarra, basso
Enzifer – Chitarra
Uruz – Batteria


Tracce:

01 – Glorification Of The Dethronation
02 – Bloodbound Militia
03 – Stillborn Messiah
04 – The Vulture Lord
05 – Diabolical Intervention
06 – Prepare The Coffin
07 – Beneficial Martyrdom
08 – Burning The Kingdom Of God
09 – Perverting The Bible


Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 8.0/10
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Carissimi navigatori di Heavy Metal Webzine, eccomi pronto a darVi conto dell’ultima fatica discografica dei Vulture Lord, combo norvegese nato nell’A.D. 1995 dall’unione del cantante Sorath Northgrove (ex membro di Hagl, Ulvehyrde, Beastcraft, Eswiel, Coffin Of Lament, Energumen, Faun ed Okkultist), del chitarrista e bassista Diabolus (ex membro di Coffin Of Lament, Energumen, Bloodsworn, Endezzma e Faun) a cui si unì nel 1996 il secondo chitarrista Trondr Nefas (ex membro di Dim Nagel, Bloodsworn, Endezzma, Krypt, Angst Skvadron, Beastcraft, Kvist, In Lingua Mortua, Styggdom e Svartekunst). Siamo dinnanzi ad un’autentica icona del panorama thrash/black old-school che, a diciotto anni dal loro CD di debutto, riesce a regalarci il successore del fortunatissimo “Profane Prayer”. Durante questi anni, la band ha pubblicato l’EP “Blasphemy”, ha partecipato ad alcune compilation ed ha subìto, nel 2012, l’improvvisa morte del membro fondatore nonché storico chitarrista Trondr Bråthen, conosciuto come Nefas e noto per aver fondato gli Urgehal. L’unico membro superstite della formazione originale è il cantante Kat Ghil Northgrove, splendidamente affiancato al basso da sua maestosità Malphas, noto per la sua militanza nei Carpathian Forest, dal chitarrista Enzifer e dal batterista Uruz, entrambi ex membri degli Urgehal.

Questo secondo album è un vero e proprio tributo alla memoria di Nefas, considerato che tutti i brani sono stati composti da lui dieci anni fa. Siamo dinnanzi ad un concentrato di rabbia, violenza, ferocia, brutalità, assalti frontali e blasfemia senza compromessi; il tutto arricchito all’inverosimile da riff taglienti ed assassini e assolo in pieno e classico stile thrash/death, oltre che da ritmiche che richiamano alla mente i vecchi fasti del black metal di chiara matrice nordica. Sin dalla brevissima introduzione “Glorification Of The Dethronation”, l’ascoltatore sarà letteralmente travolto da un’aura terribilmente sulfurea, malefica, occulta ed esoterica che lascia il posto alla terrificante ed assassina “Bloodbound Militia”, caratterizzata da un roboante assolo iniziale, dai tempi inumani scanditi da quella macchina da guerra dietro alle pelli che risponde al nome di Uruz e dagli inni blasfemi in puro stile scream di Northgrave. Una citazione a parte la merita sicuramente “Stillborn Messiah”, uno dei brani più lunghi dell’intero lavoro e che tocca i lidi del black e del death. Gli amanti del thrash troveranno piena soddisfazione ascoltando le ottantiane “The Vulture Lord”, “Prepare The Coffin” e “Beneficial Martyrdom”, ma la vera ciliegina sulla torta la band ce la riserva per la chiusura in grande stile con la spettacolare e lunghissima “Perverting The Bible”, una cavalcata di oltre sei minuti caratterizzata da un’apertura in stile black/doom che lascia il posto a ritmiche thrash/black, riff di chitarra glaciali e dannatamente malefici ed un cantato scream che dà letteralmente i brividi.

Siamo di fronte ad un lavoro che può essere considerato la degna continuazione del CD di esordio: chiaramente, il gruppo non ha assolutamente variato il proprio stile e, soprattutto, ha conservato tutta la  blasfemia, la viuuulenz’ e l’oscura e sulfurea malvagità che sono diventati il loro trademark. Con questo album, i nostri demonietti hanno dimostrato ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, di essere ancora altamente cazzuti, di avere tutte le carte in regola per spaccare ancora e di essere ancora in grado di alimentare e tenere ben alta la “nera fiamma”.

 

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