CROWNE – Kings In The North

Titolo: Kings In The North
Autore: Crowne
Nazione: Svezia
Genere: Melodic Hard Rock
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Alexander Strandell – voce
Jona Tee – chitarra, tastiera e cori
John Leven – basso
Christian “Kicken” Lundqvist – batteria

Ospite:
Love Magnusson – chitarra solista


Tracce:

1. Kings In The North
2. Perceval
3. Sharoline
4. Unbreakable
5. Mad World
6. One In A Million
7. Sum Of All Fears
8. Set Me Free
9. Make A Stand
10. Cross To Bear
11. Save Me From Myself


Voto del redattore HMW: 7/10
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Amo la Svezia. Paese civilissimo e, soprattutto, amante della musica, la Svezia che sforna tantissime band ogni anno e artisti di enorme talento in qualunque genere musicale, particolarmente il rock e il metal. In questa nuova uscita discografica scandinava e in questo nuovo gruppo hard rock melodico, abbiamo cinque musicisti eccezionali che si sono uniti insieme per dimostrare di essere i “Re Del Nord”, proprio come il titolo dato al loro album di debutto. L’etichetta è la nostra Frontiers Music.

Troviamo dunque, nel super gruppo dei Crowne, il cantante Alexander Strandell (ex Art Nation), il chitarrista, tastierista e produttore Jona Tee (H.E.A.T.), il bassista John Leven (Europe), il batterista Christian “Kicken” Lundqvist (The Poodles) e il chitarrista dei Dynazty, Love Magnusson, che esegue, nelle vesti di ospite, tutti gli assoli di chitarra.

Forse il termine “super-gruppo” è eccessivo, ma i musicisti coinvolti non sono certamente dei principianti né nomi sconosciuti al grande pubblico, tranne che per Alexander Strandell (conosciuto soprattutto in patria). Con gli Art Nation ha pubblicato, dal 2015, tre album di successo in Scandinavia con la Gain/Sony Music, rivendicando la propria posizione di giovane band emergente nella scena dell’hard rock melodico svedese. Jona Tee è sicuramente un pezzo da novanta e non ha bisogno di presentazioni agli amanti del rock melodico svedese e dell’hard rock melodico in generale. Qui il musicista apporta non solo la propria bravura come produttore ma anche una certa abilità nel suonare la tastiera e la chitarra. Lo stesso si può dire di John Leven: la fama lo precede, dato che milita nei notissimi Europe. Il batterista dei The Poodles, Christian “Kicken” Lundqvist, fa parte di un’altra band molto apprezzata in Svezia e, insieme a J. Leven, è la spina dorsale della sezione ritmica.

La musica dei Crowne è il risultato della fusione di questi straordinari talenti, che si sono uniti per condividere la stessa visione musicale, fatta di un hard rock moderno dalle grandi melodie e proiettato verso il futuro. La title track, “Kings In The North”, è una buona lettera di presentazione per il combo: sound molto accattivante, culminante in un potente ritornello che si scaglia sui timpani dell’ascoltatore grazie ai magnifici riff di chitarra e ai soavi arazzi di tastiera. Magnusson e Kicken, superlativi alla sei corde e alla batteria, sperimentano una riuscita fusione tra l’hard rock tradizionale e il power metal melodico per un up-tempo spavaldo e dai suoni ruffiani, che catturano subito l’attenzione, e dall’ugola energica di Alexander Strandell, sempre sugli scudi.

La successiva “Perceval” è un’altra bella canzone dal magnetico ed epico ritornello: un inizio da semi-ballata che poi si trasforma in un pezzo di classico hard rock carico di giri di chitarra ossessionanti e melodici. “Sharoline” sperimenta magicamente un suono rock più moderno e robusto, sostenuto benissimo dalle perfette ed emozionanti corde vocali di Alexander, il quale regala un refrain adrenalinico e un coro mieloso. Fino a questo punto, i vichinghi offrono pezzi orecchiabilissimi, eleganti ed equilibrati, con parti metal che si alternano a momenti di puro AOR. Il prosieguo, il singolo “Unbreakable”, denota però poca personalità e il suono rockeggiante del pezzo si rivela poco originale, per un risultato che risulta inferiore a quanto sentito fino ad ora. Si salvano la splendida voce del vocalist, i bei cori e le magiche tastiere del formidabile Jona. La stessa cosa si può dire per il discreto e simpatico “One In A Million”, dominato dalla straordinaria tastiera di Tee, in pieno stile Creye, e nel quale emerge prepotentemente l’assolo di chitarra di Love Magnusson.

Sirene della polizia e suoni distorti della chitarra introducono “Mad World”, canzone potente e con uno strepitoso assolo di chitarra, abbellita da un breve spazio concesso al pianoforte e un ritornello ipnotico che si stampa da subito in testa. “Sum Of All Fears” è una song che in parte si discosta da tutto quanto ascoltato fino ad ora per via delle sue piccole venature prog, che spariscono nel super-melodico ritornello dal gusto AOR. Alla fine la composizione però si trasforma in un robusto hard rock melodico, grazie ai possenti riff, alla battente sezione ritmica e all’assolo della chitarra elettrica del bravissimo Magnusson. Segnalo poi l’interessante refrain pop di “Set Me Free”, brano ricco di pathos e caratterizzato da un travolgente assolo di tastiera e un grande utilizzo di sintetizzatori, che non fanno però mai dimenticare l’orecchiabilità del ritornello, tipicamente AOR.

Segnalo il metal ombroso di “Mad World”, dal tocco cinematografico e con cori e ritornelli tra i più belli del disco, infine completato da un assolo sfolgorante. Fantastica canzone in pieno stile Evanescence, che riesce ad unire brillantemente malinconia e gioia di vivere, pur sapendo che la paura della morte ci attende. Alla fine dell’opera, l’hard rock americano anni ’90 di “Cross To Bear” assomiglia ad una canzone degli H.E.A.T. o dei Whitesnake: pezzo senza infamia e senza lode. Per fortuna, la ballata “Save Me From Myself”, ultimo atto del lavoro, rimette tutto a posto e mostra il lato romantico dei Crowne, dando un brusco cambiamento di ritmo e un nuovo aspetto al rock melodico dei nordici, per una canzone sentimentale e patinata di sofferenza.

“Kings In The North” è un album ben prodotto, costruito con abilità, tecnica e melodie piacevoli. Se adorate il classico hard rock melodico condito da un pizzico di heavy metal, allora amerete anche questo lavoro. Ma attenzione perché non è tutto oro quello che luccica. I cinque hanno talento da vendere e suonano divinamente, tuttavia alcuni brani suonano ripetitivi e sinceramente, in questo momento, in vetta al genere ci sono gruppi superlativi come W.E.T., H.E.A.T., Ten, FM e Defiants; per non citarne che alcuni dei tanti. Nonostante tutto, ci sono i presupposti affinché i Crowne possano diventare una band importante. Speriamo che il progetto non si fermi qui.

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