CHALICE OF SIN – Chalice Of Sin

Titolo: Chalice Of Sin
Autore: Chalice Of Sin
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Heavy Metal
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Wade Black – voce
Martin Jepsen Andersen – chitarra
Alessandro Del Vecchio – basso e tastiera
Mirkko De Maio – batteria


Tracce:

01.  Chalice Of Sin
02.  Great Escare
03.  Whisky
04.  Miracle
05.  Sacred Shrine
06.  Ashes Of The Black Rose
07.  Through The Eyes Of A Child
08.  I Stand
09.  The Show
10.  The Fight
11.  Nightmare


Voto del redattore HMW: 6,5/10
Voto dei lettori:
Ancora nessun voto. Vota adesso!
Please wait...

Visualizzazioni post:278

Serafino Perugino, capo della Frontiers Records, è spesso a caccia di vecchi talenti del metal come nel caso del cantante americano Wade Black, che in passato è stato dietro al microfono dei Leatherwolf e dei Crimson Glory e che adesso, grazie al Presidente della label, italiana è il singer del nuovo gruppo metal dei Chalice Of Sin. In questo nuovo progetto, il cantante americano è in buona compagnia, supportato, come è, dal polistrumentista e produttore italiano Alessandro Del Vecchio e con il quale ha scritto i brani, dal chitarrista danese Martin J. Andersen e dall’italico batterista Mirkko De Maio. Del Vecchio, come al solito, ha svolto un buon lavoro dando grande importanza agli arrangiamenti, curati nei minimi dettagli. Lo stesso si può affermare per la possente voce di Wade, che interpreta benissimo tutte le composizioni di questo debutto discografico, caratterizzato dai tipici umori dell’heavy metal classicamente ottantiano e, in particolar modo, da gruppi che hanno fatto la storia del genere – come, per esempio, i Savatage e gli stessi Crimson Glory.

Wade Black è un nome conosciuto nell’heavy metal perché, oltre ad aver cantato nei citati Crimson Glory e nei Leatherwolf, è stato pure dietro al microfono dei Seven Witches, dei Leash Law e dei War Of Thrones. La sua formidabile ugola è presente anche in tanti album metal e gli ha permesso di girare il mondo ed esibirsi in numerosi festival. Per la cronaca, ha lavorato pure come insegnante in un conservatorio di musica a Tampa, in Florida (USA). Possedere un’estensione vocale di oltre tre ottave lo ha reso un maestro richiesto da aspiranti cantanti di tutti i generi musicali.

“Io e il mio compagno di scrittura, Rich Marks, avevamo una visione grandiosa di come volevamo affrontare questo disco”, spiega Black. “La nostra ispirazione è provenuta da diverse fonti e, soprattutto, dai fatti che hanno influenzato il mondo nell’ultimo anno, oltre che dalle sfide che affrontiamo, come umanità, e dalle difficoltà che ne derivano. Data l’opportunità di lavorare con questo gruppo di musicisti di talento, i pianeti si sono allineati e insieme abbiamo creato un disco stellare di cui siamo tutti molto orgogliosi di far parte. Speriamo che la gente apprezzi l’album almeno tanto quanto noi ci siamo divertiti a crearlo!”.

Dopo un’introduzione epica, “Chalice Of Sin” esplode in un formidabile power d’altri tempi con assoli velocissimi di chitarra, una tastiera molto melodica e un formidabile coro. Qui lo statunitense Wade Black interpreta benissimo, con la sua voce rauca, la composizione mentre il tastierista Alessandro Del Vecchio aggiunge tutta la sua maestria e esperienza. Su questo omonimo primo singolo, Black aggiunge: “Nel complesso, è più che altro un’affermazione che le persone di ogni livello nella vita attraversano momenti difficili, non importa se sei un re o un cittadino comune. La tentazione di fare la cosa sbagliata è sempre presente. È come l’analogia dell’angelo su una spalla e il diavolo sull’altra. Non è tanto il problema, quanto come lo risolvi”.

Sul brano successivo, “Great Escape”, i quattro sembrano rallentare ma in realtà la batteria martellante di Mirkko De Maio e il basso di Del Vecchio sono la base perfetta per la robusta chitarra di Martin Jepsen Andersen. Il guitar hero sciorina pure un assolo formidabile: questo e la piagnucolosa voce dei Black sono onestamente le colonne portanti del brano. Il glam metal invece fa capolino in “Whisky”, per una canzone che sembra uscire dalla Los Angeles degli anni ’80, caratterizzata da tonalità vocali bizzarre e sbronze.

Segue la profonda e oscura “Miracle”, mid-tempo contraddistinto da una chitarra dal suono cadenzato e robusto con in prima linea l’ugola lamentosa di Wade. Il prosieguo del disco, con la dura e coinvolgente “Sacred Shrine”, è uno dei momenti più interessanti, non per la melodia quanto per la tecnica esecutiva che vede soprattutto il chitarrista Andersen mostrare tutte le sue abilità artistiche. La parte debole del disco invece emerge con “Ashes Of The Black Rose”, dominata da arazzi inquietanti di tastiera e un assillante batteria. Lo stesso dicasi per “Through The Eyes Of A Child”, che non convince sotto nessun aspetto e sembra proprio un riempitivo.

Per fortuna, “I Stand” risolleva le sorti dell’opera con il cantante che stranamente passa in secondo piano, sacrificandosi nelle tonalità e per certi versi cambiando il proprio stile canoro. Forse troppi urli e il vocalizzare a squarciagola non gli rendono sempre giustizia però riesce sempre a esprimere il proprio talento, anche quando si esprime senza acuti e su tonalità più basse. La penultima, e medievale, “The Fight” è un altro punto importante della raccolta, per un viaggio orchestrale cupo ed agonizzante, mentre la conclusiva ed energica “Nightmare” sembra una canzone dei Rammstein più spietati e niente più.

In definitiva, sono poche le tracce che rimangono in testa. In generale, i Chalice Of Sin suonano un heavy, power metal anni ’80 e ’90 che segue la tradizione classica. Potenti riff chitarristici e la tastiera del bravissimo Del Vecchio ad aggiungere armonia e densità a tutti i pezzi. Mister Black è comunque in ottima forma e il suo stile si adatta abbastanza bene a tutti i solchi del disco, anche nelle tonalità più basse e meno appariscenti.

Si continuerà in futuro con questa band o siamo di fronte ad un progetto senza futuro? Spetta a voi deciderlo, cari lettori !

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.