VANDOR – On A Moonlit Night

Titolo: On a Moonlit Night
Autore: Vandor
Nazione: Svezia
Genere: Power Metal
Anno: 2021
Etichetta: Scarlet Records

Formazione:

Alve Bjerde – Basso
Jack L. Stroem – Chitarra
Vide Bjerde – Chitarra
Lova Krysell – Batteria


Tracce:

01 – … Darkness Looms
02 – Mountains Of Avagale
03 – River Of Life
04 – Endless Sea
05 – Future To Behold
06 – Fate Of Eltoria
07 – The Sword To End All Wars
08 – On A Moonlit Night
09 – Enter Twilight


Voto del redattore HMW: 6/10
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Ladies and gentlemen, eccomi pronto a recensire “On A Moonlit Night”, seconda fatica discografica – la prima sotto l’ala protettrice della Scarlet Records – degli svedesi Vandor, band nata nel 2015 dall’unione del bassista Alve Bjerde, dei cantanti e chitarristi Jack L. Stroem e Vide Bjerde, del tastierista Uno Rosengren e del batterista Robin Risander. Il gruppo si è votato, anima e corpo, alla ricerca di sonorità power. Dopo aver pubblicato due singoli ed aver affrontato un’intensa gavetta dal vivo e la defezione del batterista Risander, la band riesce a pubblicare, per l’etichetta Independent, il proprio disco di debutto (In The Land Of Vandor) senza avere un batterista in formazione. Dopo aver subito un’ulteriore defezione, stavolta del tastierista Rosengren, ed aver finalmente completato la formazione con l’arrivo del batterista Lova Krysell, i nostri sono riuscita ad entrare sotto l’ala protettrice della Scarlet Records e si sono rinchiusi in studio per dare vita al disco che mi accingo a recensire. Si tratta di un concentrato di power classico, senza fronzoli e che, pur non inventando nulla di nuovo, riesce quantomeno ad essere molto interessante e mai stucchevole né scontato, grazie anche a suoni e ritmiche che riportano alla mente i vecchi fasti dei demo auto-prodotti degli anni ’80 e ’90.

Sono convinto che adesso i soliti detrattori saranno pronti ad affermare che ogni singola traccia di questo album sembra una scopiazzatura dei grandi mostri sacri del calibro di Blind Guardian, Gamma Ray, Helloween, Rhapsody e Stratovarius. A tutti costoro mi sento di rispondere che, sebbene nelle ritmiche e nei riff di questo lavoro non ci sia nulla che faccia gridare al miracolo, quantomeno i nostri guerrieri cercano di inserire qualche variazione che eviti la semplice e noiosa replica dei cliché del genere, grazie anche alla presenza della suite “The Sword To End All Wars”, una vera perla caratterizzata da degli splendidi inserti che rendono omaggio ai Dream Theater ed ai Queensrÿche toccando addirittura i lidi del progressive.

Siamo dinnanzi ad un album ben suonato e degnamente prodotto e che, anche se non sarà ricordato come una delle migliori produzioni del 2021, mette in chiara luce tutte le abilità artistiche della band.

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