TERRA ODIUM – Ne Plus Ultra

Titolo: Ne Plus Ultra
Autore: TERRA ODIUM
Nazione: Norvegia
Genere: Progressive Metal
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Bollie Fredriksen – chitarra ritmica e solista
Asgeir Mickelson – batteria
Øyvind Hægeland – voce e chitarra solista
Steve Di Giorgio – basso
Jon Phipps – orchestrazione e sintetizzatori


Tracce:

01. Crawling
02. The Road Not Taken
03. Winter
04. The Shadow Lung
05. The Thorn
06. It Was Not Death
07. The Clouded Morning


Voto del redattore HMW: 7,5/10
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I Terra Odium sono uno di quei supergruppi targati Frontiers che, a differenza dei progetti creati all’interno della label dal Presidente Serafino Perugino, non sono stati messi insieme dalla stessa etichetta italiana ma sono il frutto di un processo più organico che ha portato a una line-up interessantissima e potentissima. Questa è una nuova formazione di prog metal composta da noti musicisti provenienti in gran parte dalla scena metal norvegese, come l’ex duo degli Spiral Architect, Øyvind Hægeland (chitarre e voce) e Asgeir Mickelson (batteria), creatori ventuno anni fa di un disco interessantissimo per la scena del prog metal, intitolato “A Skeptic’s Universe”; purtroppo la band è scomparsa dopo quell’ottimo disco, anche se alcuni dei componenti hanno continuato in altri gruppi metal. In seno a questo nuovo combo norvegese troviamo poi il grande Steve DiGiorgio (Testament) al basso fretless, il chitarrista Bollie Fredricksen (Manitou) e il tastierista Jon Phipps, responsabile dei sintetizzatori e dell’orchestrazione (Angra, Moonspell, Dragonforce).

“Ne Plus Ultra” è un platter di qualità, molto potente, pesante, tecnico e meticolosamente prodotto nei minimi dettagli come per esempio per il basso di Steve che si sente benissimo in tutti i solchi del disco, la batteria di Mickelson è energica, la chitarra assordante e tecnica quanto basta per colpire nel segno e l’orchestrazione di Phipps è ben inserita in tutte le composizioni. Se voglio trovare il pelo nell’uovo ammetto che, in generale, le song non rimangono impresse in mente e non generano le emozioni che un disco prog deve emanare nei suoi continui cambi di tempo. Manca calore, non c’è molta melodia perché la padronanza strumentale e la tecnica prevalgono su tutto, lasciando una sensazione di freddezza come nel caso dell’ugola di Hægeland che canta comunque bene ma senza entrare in simbiosi con le complesse e oscure sonorità del combo nordico. Come ospite, Kjetil Nordhus dei Tristania contribuisce comunque alla riuscita del lavoro con tonalità operistiche e profonde che aumentano e approfondiscono l’atmosfera delle canzoni. La copertina dell’album rappresenta benissimo la musicalità dell’opera che è possente e sofferente, raffigurando un uomo comune che entra nel labirinto gigante e musicale dei Terra Odium, dove sarà impossibile venirne fuori tanto facilmente. L’apripista “Crawling” è uno straordinario brano suonato magistralmente e carico di cadenzato thrash con riff incantevoli, magnetici e accompagnato in sottofondo da sontuosi synth. La successiva ed assillante “The Road Not Taken” è più cupa, martellante ed aggressiva ma abbellita da sussulti orchestrali, dalla convincente ugola del singer e da cori epici. Apprezzabili sono anche i riff chitarristi più melodici all’interno di “Winter”, quasi commerciali all’inizio, che si uniscono quando l’orchestrazione è al massimo della sua forza. Gli assoli melodici rendono perfetto il concetto generale e così questo brano offre il primo momento clou assoluto del disco: la traccia cambia anche tempo, rallentando prima, dando così modo a Di Giorgio di suonare pazzescamente le sue quattro corde e a Hægeland dopo, di alternare bene il suo cantato, aumentando anche la velocità sonora della chitarra di Fredriksen. “The Thorn” presenta un riff davvero singolare creando un’atmosfera tenebrosa, sinistra e cinematografica nel sound. Il tempo più lento del pezzo è completamente teatrale e drammatico grazie anche all’ottimo Jon Phipps che riesce a creare delle parti particolari, così come nella parte finale di “It Was Not Death”. Sia “The Shadow Lung” che la ribelle e poetica “The Clouded Morning” offrono una marea di suoni distorti, riff irregolari e una sezione ritmica precisa come un orologio svizzero. “It Was Not Death” rallenta la forza e la violenza del combo per una elegante e semi acustica song, dove la chitarra acustica dal suono lugubre e la voce devastante di Hægeland fanno la differenza.

Se amate gruppi geniali come i Voivod e i Psychotic Waltz, o se siete fan dei primi Queensrÿche e Dream Theater, i Terra Odium sono quello che fa per voi perché seguono fieramente la scia singolare e sperimentale degli esordi di queste super band, introducendo cinici e potenti riff, ottime sinfonie, tantissima personalità e originalità artistica.

Spiegando l’approccio musicale Hægeland afferma: “Poiché la scena musicale progressiva è cambiata nel tempo con l’aggiunta di più tastiere, influenze classiche, ecc., volevamo tornare ai vecchi modi di concepire questa musica e concentrarci maggiormente sui riff di chitarra. Allo stesso tempo, abbiamo cercato di esplorare diversi paesaggi musicali, ma suonando comunque pesanti e melodici. Terra Odium è un progressive metal vecchio stile guidato dalla chitarra.”

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