DENNIS DEYOUNG – 26East: Volume 2

Titolo: 26East: Volume 2
Autore: DENNIS DEYOUNG
Nazione: Stati Uniti d'America
Genere: AOR
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Voce: Dennis DeYoung

Batteria: Mike Morales, Ed Breckenfeld, Matthew DeYoung & The Late Khari Parker

Chitarra: Jim Peterik, Mike Aquino, August Zadra, Jim Leahey

Chitarra solista su Last Guitar Hero: Tom Morello “The Great Houdini”

Basso: Jim Peterik, Jim Majors, Dennis DeYoung  al basso sintetizzato.

Tastiere: Dennis DeYoung

Corni su Hello Goodbye, The Ides Of March: Tim Bales, Steve Eisen e Henry Delgado

Fisarmonica: Mr.Tacit

Voci di sottofondo: Jim Peterik, August Zadra, Kevin Chalfant, Suzanne Deyoung, Tito Gobi, Craig Carter, Mike Morales & Dennis DeYoung..

Michael Manson Gospel Group su Your Saving Grace


Tracce:

01. Hello Goodbye
02. Land Of The Living
03. The Last Guitar Hero (Featuring Tom Morello)
04. Your Saving Grace
05. Proof Of Heaven
06. Made For Each Other
07. There’s No Turning Back Time
08. St. Quarantine
09. Little Did We Know
10. Always Time
11. The Isle Of Misanthrope
12. Grand Finale


Voto del redattore HMW: 7,5/10
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Nel 2020 è stato pubblicato “26 East Vol. 1”, disco che, in teoria, avrebbe dovuto essere l’ultima registrazione di Dennis DeYoung: la nostra Frontiers Music ha suggerito all’artista americano di non pubblicare un doppio album, bensì due platter separati per celebrare degnamente la fine della sua lunghissima carriera discografica. Quindi, questa raccolta riprende da dove era stata interrotta la prima, con l’americano che offre, ai suoi irriducibili sostenitori, delle canzoni di hard rock melodico e di AOR imbevuti dalla sua bellissima e perfetta voce, grandiosi cori e meravigliosi assoli di chitarra. Inoltre, troviamo ospiti importanti come l’amico Jim Peterik (Survivor/Pride Of Lions) che torna in aiuto per assisterlo nella composizione delle canzoni, e suonare il basso e la chitarra; Tom Morello dei Rage Against The Machine, che invece suona l’assolo di chitarra su “The Last Guitar Hero”. Dennis è conosciuto dalla maggior parte degli amanti del puro rock melodico e soprattutto dai fans dei grandi Styx. È un cantante dinamico e drammatico, un tastierista eccezionale e il compositore di brani commerciali di successo. Il titolo dell’opera prende di nuovo spunto dall’indirizzo d’infanzia di DeYoung nel quartiere South Side di Roseland a Chicago: è qui che la band si è formata nel suo seminterrato nel 1962. Dall’altra parte della strada vivevano i gemelli Panozzo, John e Chuck, che insieme a DeYoung avrebbero formato il nucleo degli Styx. Ancora una volta DeYoung riprende giustamente lo stile rock degli Styx per un addio appropriato che arriva nel momento giusto consegnandoci un altro lavoro degno della sua eccezionale storia musicale che resisterà sicuramente nel tempo.

“L’ultimo album doveva essere il mio ultimo disco, ma c’erano così tante canzoni scritte che Serafino Perugino, Presidente di Frontiers, ha suggerito di dividerlo in due album anziché in uno”, afferma DeYoung.

Il processo che ha portato a scrivere questi ultimi due platter è iniziato quando Jim Peterik, ha inviato una canzone a Dennis. Se non fosse stato per l’incoraggiamento, il talento e la provocazione di Jim Peterik, non avrei registrato questa musica”, afferma DeYoung. “Una volta mi ha detto che il mondo aveva bisogno della mia musica; a cui ho risposto: “fai che il mondo mi mandi un messaggio per la verifica”.

L’apripista “Hello Goodbye”, dimostra l’amore per i Beatles e un grande tributo ai leggendari inglesi che hanno avuto un enorme impatto sul musicista statunitense.  Non è una cover ma il sound è quello dei quattro scarafaggi anglosassoni per un pezzo tra il pop e il rock molto melodico. Il successivo “Land Of The Living” è adrenalinico rock and roll con chitarre cadenzate e bei cori vocali; lo stesso si può dire per l’hard rock di “The Last Guitar Hero” in pieno stile Styx, dove Tom Morello si esibisce abilmente con la sua sei corde, dando un grande contributo sonoro alla song e denunciando nella lirica come i grandi chitarristi rock del momento si siano fatti abbindolare dal business, mettendo da parte il talento. “Your Saving Grace” comincia la serie di stupendi lenti con una grande nostalgia verso il glorioso passato della sua ex band. DeYoung, poi ripropone il bel singolo “Proof Of Heaven” lanciato due anni fa, pezzo dal refrain memorabile e molto teatrale. Si prosegue con la romantica ballata “Made For Each Other” caratterizzata da una leggera chitarra, un sottile piano, un magnifico assolo di Peterik e la sublime ugola di Dennis che porta a sognare ad occhi aperti. Sulla stessa scia troviamo la discreta e stranamente prog “There’s No Turning Back Time”, la traccia meno riuscita dell’opera dove comunque le corde vocali di Dennis e la tastiera sono sempre sugli scudi. Segnalo la profonda “Little Did We Know” che è un ritorno alla drammaticità dei mai dimenticati Styx, con riff che si alternano alla keyboard, ai cori e alla voce operistica dell’esperto singer ma il clou si ottiene con il meraviglioso prog rock di “Isle Of Misantropo” dove la pacata ugola del vocalist canta lo stato attuale degli Stati Uniti per un suono alternativo che è destinato a diventare un classico del suo importantissimo e eccezionale repertorio. La fine di tutto è data dall’ultima canzone che chiude un percorso incredibile e che è intitolata correttamente: “Grand Finale” riprendendo la vecchia “Grand Illusion” dei sempre indimenticabili Styx. Momento commovente che cala il sipario su “26 East: Volume 2” ma anche sulla storia discografica di questo grande artista e uomo che dedica anche la traccia al compianto John Panozzo, l’originario batterista degli Styx, per una chiusura molto emozionante e sincera. Tutto ha un inizio e una fine ma la musica del genio DeYoung rimarrà per sempre nei nostri cuori. Grazie tantissime Dennis!

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