PAPEROGA – Santa

Titolo: Santa
Autore: Paperoga
Nazione: Italia
Genere: Grind/Noise
Anno: 2021
Etichetta: Subsound Records

Formazione:

Larry Luminari: Chitarra e voce
Alessandro Guerri: Batteria ed elettronica


Tracce:

01. I Got $kill$
02. Arab Stellina
03. Ear Cleaner n.1
04. Solero 3000
05. Farmhouse Russian Fuck
06. Cristo
07. Er Cleaner n.2
08. Agnello Marinaretto Imbizzarrito
Durata Totale: 18:02


Voto del redattore HMW: S.V
Voto dei lettori: 10.0/10
Please wait...

Visualizzazioni post:247

Certo non si può dire che, terminato l’ascolto, qualcosa non sia cambiato in me. In positivo o in negativo? Lo ignoro. Nel cuore, nell’animo o nello stomaco? Ignoro anche questo. Una cosa che so è che per un periodo complessivo inferiore ai 20 minuti le mie orecchie sono state subissate di impulsi ai limiti dell’indefinibilità analogica ed elettronica. Connubio non sempre gradito, ma spesso godibile, almeno negli intenti.

Parlando di intenti, non molto chiari dall’esterno, ma sicuramente raggiunti dall’ottica interna, dubito di potervi presentare questo Santa con termini desueti e giurassici (che poi giurassico non è un termine giurassico? Loop logico innescato) come “Musica”, “canzoni”, “riff” e quant’altro. Non mi esimo però dal dire che ciò non sia un male dato che un po’ di sana follia può aiutare ad esternare nuovi modi di intendere i suoni o, perché no, i rumori.

Il trio marchigiano Paperoga, attivo da svariati anni, rientra senza effettivi limiti, in quella categoria di gruppi considerabili di nicchia. Forzando i sillogismi, creiamo un ragionamento: il Metal è un genere di nicchia, il genere suonato dai Paperoga è ancora più di nicchia, i Paperoga rappresentano l’inizio, il riempimento e la fine della nicchia, perlomeno in Italia, dalle informazioni in mio possesso. Nietzsche levati proprio.

Nomino due tracce dell’album per tentare di chiarire queste considerazioni. “I got $kill$” apre il disco con una sorta di nenia furiosa subito accompagnata dalla fusione ultradistorta degli strumenti a corda e da una batteria semi-tribale o semplicemente inspiegabile, giungendo ad un livello di furore difficilmente udibile altrove. “Ear Cleaner n.2” invece ci ripulisce con un brano a cappella ricco di Auto-tune ben (de)costruito e piacevole. I Paperoga sono in grado di fare perciò qualsiasi cosa? Continuo ad ignorare molte risposte, ma sicuramente sono curioso di conoscerle.

La conclusione è che anche dopo alcuni replay sul lettore, non posso considerarmi in grado di quantificare un’esperienza di questo calibro con un numero. A scuola cercano di farlo perché è il mestiere del professore inquadrare ciò che non comprende, ma qui non siamo a scuola. Qui siamo nel mondo del suono e nel mondo del suono ciò che è extraterrestre non va ancorato al terreno.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.