STARLIGHT RITUAL – Sealed In Starlight

Titolo: Sealed In Starlight
Autore: Starlight Ritual
Nazione: Canada
Genere: Heavy Metal
Anno: 2021
Etichetta: Temple Of Mystery

Formazione:

Damian Ritual – voce
J. F. Bertrand – chitarra
Dan Toupin – chitarra
Mat Forge – basso
Louis Lecomte – batteria


Tracce:

1. The Bell
2. Marauders
3. One For The Road
4. Burning Desire
5. Sealed In Starlight
6. Civilization Lost
7. The Riddle Of Steel
8. Lunar Rotation
9. Righteous Ones


Voto del redattore HMW: 7/10
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Che il Canada offra un terreno particolarmente fecondo per il seme dell’heavy metal non è certo una novità e, tralasciando i gruppi storici e limitandoci agli ultimi dieci/quindici anni, lo sconfinato Stato della foglia d’acero ha prodotto un gran bel numero di valide band dedite alle sonorità tradizionali: Cauldron, Skull Fist e Striker sono i primi nomi – e tra i più noti, almeno per me – che mi vengono in mente, ma basta scavare un pochino più a fondo ed ecco emergere dall’underground ottime compagini come Antioch (recentemente transitati su queste pagine), Smoulder, Traveler, Gatekeeper, Possessed Steel.. e ce ne sarebbero molte altre, ma rischieremmo di andare per le lunghe, per cui aggiungo solo i valorosi Starlight Ritual, band che si è meritata uno spazio su HMW grazie al suo debut album “Sealed In Starlight”!

Originari di Montreal dove si formano nel gennaio 2014 e con un paio di EP alle spalle, i Nostri si accordano con l’etichetta Temple Of Mystery che ne pubblica l’album d’esordio in CD e vinile a tiratura limitata: descritto dalla band come il culmine di otto anni di sangue, sudore e lacrime d’acciaio, “Sealed In Starlight” rappresenta un solido e riuscito debutto per gli Starlight Ritual, autori di un heavy metal tradizionale profondamente eighties, dove energia britannica ed intensità americana – oltre ad un pizzico di hard rock che emerge a tratti – originano una proposta genuina ed accattivante, capace di solleticare le giuste corde in chi, come me, di questi incorruttibili suoni è fervido ammiratore.

I brani funzionano ed arrivano dritti al bersaglio senza perdersi in inutili orpelli: heavy metal sincero, veloce e poderoso, ma che paga dazio ad una produzione dai connotati fin troppo old school, fattore che smorza un poco la potenza complessiva delle canzoni.. intendiamoci, niente che possa fermare gli appassionati di queste sonorità, ma suoni un pizzico più puliti, a mio parere, avrebbero donato un’incisività ed un’efficacia globale ancora maggiore, soprattutto per quanto riguarda alcuni assoli e le vocals grintose di Damian Ritual.

Detto ciò, ci tengo a sottolineare la bontà di questo esordio firmato Starlight Ritual, autori di brani vigorosi e piacevoli come la travolgente “Marauders” (tra i pezzi più riusciti del lotto, introdotto dalle atmosfere di “The Bell”), la successiva e possente “One For The Road”, la sostenuta “The Riddle Of Steel” e la conclusiva “Righteous Ones”, anche se un po’ tutti i pezzi mi sembrano piuttosto riusciti. Non mi ha particolarmente colpito la lunga titletrack, dove la band alza il piede dall’acceleratore: il brano parte come una ballad per assumere consistenza durante il suo sviluppo, in un crescendo d’intensità che sfocia in una rabbiosa parte finale.. non posso dire che “Sealed In Starlight” non sia un pezzo riuscito, semplicemente trovo che gli Starlight Ritual rendano meglio su canzoni più dirette e d’impatto.

Tirando le somme, i canadesi Starlight Ritual meritano una promozione piena e convinta: “Sealed In Starlight” è un disco che mi fa sentire a mio agio, come quando ci si trova tra vecchi amici per scolarsi qualche birra e ricordare i “vecchi tempi”.. vero, sai già cosa aspettarti da una serata del genere, ma sai anche che starai benissimo e tornerai a casa con un sorriso che va da un orecchio all’altro! Ultima citazione di merito per la bella ed evocativa cover realizzata da Chris Undirheimar, tocco visivo di classe per un album ed una band che meritano di essere scoperti!

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