HEAVEN & EARTH – V

Titolo: V
Autore: HEAVEN & EARTH
Nazione: Stati Uniti d'America
Genere: Hard Rock
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Gianluca Petralia – voce
Stuart Smith – chitarra
Lynn Sorensen – basso e cori
Simon Wright – batteria
George Barabas – tastiera
Mike Mangan – tastiera aggiuntiva


Tracce:

01. Drive
02. Beautiful
03. Never Dream Of Dying
04. Ship Of Fools
05. Poverty
06. Flim Flam Man
07. One In A Million Men
08. Little Black Dress
09. Big Money Little Man
10. Running From The Shadows
11. Nothing To Me
12. At The End Of The Day


Voto del redattore HMW: 7/10
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Grandi novità in casa Heaven & Earth: la band ritorna in pista con il quinto lavoro in studio, intitolato giustamente “V”. Il leader e fondatore Stuart Smith cambia per l’ennesima volta formazione ed anche la casa discografica rincasando in Frontiers. Tra le novità all’interno del combo troviamo l’esperto Simon Wright alla batteria (Dio, AC/DC), dall’Ungheria George Barabas alla tastiera e dall’Italia il nostro Gianluca Petralia dietro al microfono che sostituisce l’ottimo vocalist Joe Retta. L’unica cosa rimasta invariata, a parte il moniker del gruppo, è il sound che si rifà sempre ai leggendari Rainbow e ai Deep Purple, dato che il guitar hero inglese Stuart Smith, nonostante viva da tantissimi anni negli USA, è un discepolo del leggendario Ritchie Blackmore.

“Sento che questo è il nostro miglior album finora. Ha il vantaggio di essere molto più duro rispetto ai dischi precedenti e la chimica tra i nuovi musicisti è incredibile”, afferma Smith.

“Sono stati cinque mesi incredibili di scrittura e registrazione impulsive con musicisti eccezionali che ora sono onorato di chiamare amici”, conferma Petralia. “Fin dall’inizio, sembrava che questo album fosse già lì, aveva solo bisogno di essere consegnato. Era come un urlo per esorcizzare la triste realtà che stiamo vivendo in questo momento”.

La nuova opera offre dodici canzoni e quasi un’ora di buona musica rock ben prodotta e creata da Smith, che di base è un chitarrista rock classico e prog, amante della musica anni ‘70. Un esempio del suo stile è senza dubbio la terza in scaletta “Never Dream Of Dying”, song progressive settantiana, con tanti cambi di tempo, un formidabile assolo di chitarra e infarcita da elementi AOR ma soprattutto da atmosfere cupe. L’apripista “Drive” invece è un bel pezzo di hard rock classico aperto dalla precisa batteria di Simon, dalla tirata sei corde di Stuart e dall’ugola graffiante del nostro Gianluca. Nella successiva “Beautiful” i ritmi si abbassano per un pezzo lento made in Rainbow, dove i protagonisti sono la voce melodica del singer e la keyboard del magiaro Barabas. “Ship Of Fools” delude un po’ perché, nonostante sia una traccia molto ritmata, non riesce ad esplodere nel ritornello, pur con i suoi sorprendenti cambi di tempo, lo stupefacente assolo tastieristico e le rauche tonalità vocali di Petralia. L’infuocato suono dell’hammond di George Barabas, accompagnato da un’ossessiva chitarra elettrica, guida invece benissimo la vivace e roccheggiante “Flim Flam Man”, che sembra uscita da un disco dei grandi Deep Purple o degli intramontabili Whitesnake. Si prosegue con la troppo commerciale “One Of A Million Men” dalle venature AOR ma con un refrain troppo pop per una band come gli Heaven & Earth. Interessante il rock and blues dell’intensa “Little Black Dress”, sostenuta sempre dalle note blues di Barabas per una traccia che sembra uscita dal cilindro magico di Alice Cooper. Quello che piace della band è l’attaccamento all’hard rock melodico con il bel lavoro di chitarra di Smith che non disdegna di aggiungere piccoli momenti prog e blues, come in “Big Money Little Man”: qui il suono rock and blues è guidato da forti linee di batteria e basso, aiutato dall’organo hammond dell’ottimo Barabas che spesso è in primo piano con i suoi funambolici assoli. Alla fine il sufficiente rock and roll di “Running From The Shadows” e di “Nothing To Me” non entusiasma più di tanto nonostante le corde vocali del siciliano Gianluca siano portate a raggiungere degli acuti quasi impossibili da eseguire e gli assoli di Smith siano sempre tecnicissimi. Peccato perché l’ultima e memorabile traccia in scaletta “At The End Of The Day” chiude con il botto per le grandi emozioni sprigionate dai cinque artisti. L’estensione vocale di Gianluca Petralia è da brividi ed è la vera sorpresa, insieme all’amico George Barabas, del combo e dell’intero disco per un grande cantante lanciato meritatamente alla ribalta internazionale. Gli Heaven & Earth sono un grande e sofisticato gruppo rock, con tanta classe e qualità ma ancora con poca personalità e originalità. Solo il tempo e forse gli album futuri ci daranno delle risposte concrete sulla crescita artistica di questi bravissimi musicisti.  

“Sono contento di aver l’opportunità di suonare in questo album degli Heaven and Earth. Musicisti incredibili e un cantautorato di classe”, afferma Wright.

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