RIAN – Twenty-Three

Titolo: Twenty-Three
Autore: RIAN
Nazione: Svezia
Genere: AOR
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Richard Andermyr – voce e chitarra

Jan Johansson – batteria

Jonas Melin – basso

Tobias Jakobsson – chitarra solista


Tracce:

01. In The Dark
02. Where Do We Run
03. Twenty-Three
04. For Your Heart
05. We Belong
06. My Ocean
07. Body And Soul
08. The Passenger
09. Stranger To Me
10. Your Beauty


Voto del redattore HMW: 7,5/10
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Gli svedesi Rian, dopo quattro anni d’attesa, tornano in pista con un nuovo e bellissimo disco intitolato “Twenty Three” e con un contratto nuovo con la nostra Frontiers. Al gruppo scandinavo si è aggiunto un altro chitarrista dando più slancio al sound melodico in pieno stile americano: la new entry è Tobias Jakobsson, conosciuto in band death metal come i Netherbird e i Riket ma, in questa nuova avventura, calatosi perfettamente nelle sonorità armoniche dei Rian. Il leader del combo, il cantante e chitarrista Richard Andermyer è poi accompagnato dal batterista Jan Johansson e dal bassista Jonas Melin, alla produzione troviamo il bravissimo Daniel Flores (Find Me, The Murder Of My Sweet) che fa un ottimo lavoro dando spazio a tutti gli strumenti e a un sound che sprigiona tanta energia positiva.

“Siamo davvero lieti di firmare con Frontiers Music. Ci sentiamo a casa con il supporto che abbiamo ricevuto finora e non vediamo l’ora di utilizzare questa relazione per fornire ai nostri fan tanta musica di qualità per gli anni futuri. Il nostro suono, nel modo più semplice, può essere spiegato come una versione moderna della musica rock melodica classica, nel modo in cui è stata prodotta nella seconda metà degli anni ’80. Il suono è americano, ma le melodie e le progressioni di accordi hanno radici svedesi molto forti; nel nostro sound si possono sentire influenze legate ai Bon Jovi, ai Dokken, agli Europe, ai Queensryche, ai Survivor e ai Winger. Inoltre, ci sono anche vibrazioni più moderne come quelle tipiche degli Alter Bridge”, spiega Richard Andermyr.

Tutte le undici canzoni sono frutto di idee scritte da Richard Andermyr, poi trasformate in canzoni che la band ha arrangiato insieme. I Rian hanno pubblicato il loro album di debutto “Out Of The Darkness” nel luglio 2017, che è stato ben accolto dai fan e dalla critica in generale. La band ha poi fatto il suo esordio dal vivo l’anno successivo dimostrando di essere una grande band live. Le tracce in scaletta sono tutte trascinanti e ben arrangiate anche se, a tratti, sembra di sentire forti influenze dei gruppi leader in questo genere. La prima e elettrizzante “Stop” è un buon inizio per rompere il ghiaccio e per addentrarsi nel mondo Rian caratterizzato da puro AOR statunitense molto coinvolgente e dalle radici ottantiane.

Parlando del primo singolo dell’album, “Stop”, Andermyr continua: “Ho scritto la canzone Stop nel mio salotto, passando dalla chitarra acustica al mio vecchio pianoforte verticale. Con la band, Janne ha dovuto solo aggiungere un campanaccio, Jonas ha inventato questo fantastico riff di basso e Tobbe è impazzito con la parte iniziale. In studio, Daniel ha riempito gli spazi vuoti con la tastiera. Scherzi a parte, tutto questo ha portato la canzone da una bella traccia rock al primo singolo dell’album”.

Le successive “In The Dark” e “Where Do We Run” sono pezzi stupendi che sembrano usciti dalla mente del connazionale Erik Mårtensson o dagli One Desire, tutti basati sul tradizionale rock melodico grazie alla tastiera e alla sei corde di Tobias sempre in evidenza. La band è sincera e trasparente sull’ approccio musicale utilizzato per le composizioni perché oltre al classico rock melodico introduce arrangiamenti moderni e freschi anche se troppo legati a band famose come gli Harem Scared per esempio. La conferma sono brani ultra emozionanti come la ballata “For Your Heart” e la roccheggiante “Body And Soul”, curate nei minimi dettagli e molto orecchiabili.

“La musica è tutta una questione di creare sentimenti. In questo album abbiamo voluto dare credito alla sensazione disperata che abbiamo avuto ascoltando la musica quando eravamo troppo giovani per capirla”, afferma il cantante/chitarrista Richard Andermyr.

In effetti la missione è riuscita perché anche il resto dell’opera ha un grande groove con dei riff chitarristici forti e strepitosi, sottili ritornelli e una buona interpretazione vocale come nell’hard rock orecchiabile della title track “Twenty-Three” o nell’heavy metal atmosferico di “Stranger To Me”. Entrambe sono caratterizzate da armonie trascinanti e grandi assoli di chitarra che dimostrano tutta la bravura del quartetto vichingo. Segnalo “My Ocean”, che ha un inizio più leggero grazie alla chitarra acustica e alle soavi note della keyboard. Qui Andermyr fa un grande lavoro vocale accompagnato da uno coro strepitoso e da un indovinato refrain, che alla fine diventa improvvisamente più pesante senza però perdere la melodia di base. Chiude in bellezza la calorosa “Your Beauty”, una gemma di classico AOR che fa toccare il cielo con un dito facendo venire i brividi. Ritornello e cori passionali ed ipnotici si stampano in mente al primo ascolto senza uscirne più.

“Twenty-Three” è un disco seducente, allegro, romantico e sorprendente che merita attenzione e supporto per chi ama questo fantastico genere musicale. Un pizzico di personalità in più e i Rian saranno in futuro uno delle migliori band di rock melodico al mondo.

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