WARKINGS – Revolution

Titolo: Revolution
Autore: Warkings
Nazione: Germania, Austria e Svizzera
Genere: Power Metal
Anno: 2021
Etichetta: Napalm Records

Formazione:

The Tribune – Voce
The Crusader – Chitarra
The Spartan – Batteria
The Viking – Basso


Tracce:

1. We Are The Fire
2. Sparta – Part II
3. Fight
4. Spartacus
5. Kill For The King
6. Deus Lo Vult
7. Ave Roma
8. Ragnar
9. By The Blade
10. Where Dreams Die


Voto del redattore HMW: 5,5/10
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Dopo Reborn e Revenge, la trilogia tematica dei Warkings si arricchisce con il nuovissimo Revolution, mostrando come i quattro mitologici musicisti siano sicuramente prolifici e in gran forma.

La nuova opera ricalca a grandi linee le precedenti, offrendo un roccioso power metal a tratti abbastanza moderno, anche se la sensazione perviene più per l’uso di strumenti ribassati di tono che non per effettive innovazioni ai canoni del sopra-citato genere.

“We Are The Fire” offre un’apertura potente e con un ritornello che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe scuotere l’ascoltatore tuttavia, purtroppo, risulta un po’ stanco nell’effettiva realtà delle cose. Non un inizio promettente, verrebbe da dire… Con “Sparta”, ispirata al film 300, la band ritorna all’uso di sonorità evocanti l’antichità, ma con meno freschezza rispetto a quanto fatto nei primi due album.

Forse grazie anche alla collaborazione, “Spartacus” appare un pezzo più ispirato e anche più pesante della media ed in cui le due voci maschili riescono a risultare incisive. Seguono “Kill For The King” e “Deus Lo Vult”, particolare per l’uso dei fiati nella prima e di un coro di stampo gregoriano nella seconda.

Paragrafo a parte per “Fight”, scritta sul tema di Bella Ciao ma naturalmente stravolta in nome di uno scialbo inno alla rivoluzione verso non si capisce bene cosa. Ormai questa ballata, anche a causa di una famosa serie televisiva di Netflix di dubbia qualità, ha acquisito uno status di canzonetta da utilizzare in ogni occasione. Non esprimerò giudizi di valore sulla questione per non uscire fuori tema ma posso sicuramente affermare che, no, non avevamo bisogno anche di questa banale versione.

Il problema di questo Revolution è che alla lunga non regala particolari emozioni né una scintilla che ne faccia il desiderio di un ascoltatore che li scopra casualmente. Vi è poi una progressione quasi meccanica all’interno delle canzoni e non sempre queste funzionano differenziandosi a dovere l’una dall’altra.

Molto carina l’idea dei vari membri della band bardati da guerrieri di differenti epoche e popoli ma forse, una volta terminato l’effetto sorpresa, potrebbe esserci il rischio di rimanere con poco contenuto da offrire al pubblico nel lungo periodo.

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