INNER STREAM – Stain The Sea

Titolo: Stain The Sea
Autore: INNER STREAM
Nazione: Argentina
Genere: Melodic Metal
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Inés Carolina Vera Ortiz – voce

Guillermo de Medio – Tastiere e programmazione

Nicholas Papapicco – batteria

Andrea Seveso – chitarra

Mitia Maccaferri – basso


Tracce:

01. Massive Drain
02. Fair War
03. Hunt You
04. Aftermath
05. Dance With Shades
06. Drown Me
07. If You Dare
08. Stain The Sea
09. The Bridge
10. Last Drink
11. Real


Voto del redattore HMW: 6,5/10
Voto dei lettori: 10.0/10
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La melodic metal band degli Inner Stream, è la gradita sorpresa di questa bollente estate per una giovane formazione nata nel 2008 a Buenos Aires, nella affascinante e lontana Argentina. Gli inizi della bravissima e bella Inés Carolina Vera Ortiz con il fratello Jorge partono da alcuni gruppi power metal locali e poi, dopo la separazione dal quest’ultimo, grazie alla sua determinazione, la ragazza riesce a soddisfare la sua passione per la musica e a costruirsi da sola un percorso nel mondo del metal. Ha pure continuato a lavorare su altri progetti per band sia argentine che internazionali, fino ad entrare in contatto con il talentuoso tastierista e produttore Guillermo De Medio (Tarja Turunen, Full Nothing, Barilari). Da qui, Inés e Guillermo uniscono i loro pensieri e le loro idee creando gli Inner Stream, rimescolando elementi di diversi sottogeneri e stili, come il metal sinfonico, l’elettronica e il gothic metal. “Stain The Sea”, è il loro singolare debutto con l’italiana Frontiers, dove vengono offerti undici buoni brani di melodic metal appassionato e a tratti emozionante.

“Sono molto emozionata e orgogliosa di far parte della famiglia Frontiers”, afferma Inés Vera-Ortiz. “Questa opportunità è arrivata nel momento giusto in cui il concetto del progetto ha raggiunto un picco di maturità e una chiara visione. Sebbene il mio modo di scrivere canzoni sia vario, il mio cuore è molto vicino al metal e non distoglierò mai lo sguardo da esso. Il primo album include canzoni scritte negli ultimi anni e sento che rappresentano bene questo lungo viaggio attraverso molti momenti diversi, importanti ed emozionanti della mia vita. Sono molto felice di poter condividere questi momenti personali con tutti”.

L’intelligente Presidente, della nostra etichetta, Serafino Perugino non si è fatto sfuggire l’occasione di assumere la talentuosa Ines, sostenendo lei e Guillermo de Medio nella produzione dal veterano produttore Alessandro Del Vecchio in modo da mettere in evidenza la melodia delle song e soprattutto la stupenda voce della sud americana.

“Band come Lacuna Coil, Evanescence e Within Temptation sono state per me delle influenze musicali”, afferma la cantante argentina. “Tuttavia, la mia lista di canzoni preferite è piena di cose diverse che mi hanno sempre ispirato, come: Korn, Deathstars, Disturbed, The Birthday Massacre, Portishead, Massive Attack, Symphony X, Angra, Sonata Arctica, Queensrÿche e Bring Me The Horizon“.

Sin da principio, l’opera presenta un sublime attacco sonoro. Si parte con “Massive Drain” stile Lacuna Coil, unendo egregiamente il symphonic metal e l’elettronica, con la bravissima Inés che emana, dietro al microfono, una gamma di tonalità medio-alte con una calma seducente e impressionante. La chitarra è robusta, la sezione ritmica battente e la tastiera un velo leggero che copre dolcemente tutta la composizione per un entusiasmante suono moderno.

“Il primo singolo “Massive Drain”, spiega Ortiz “è stata l’ultima canzone scritta per questo platter ed è avvenuta durante il lookdown. Come molti altri artisti, mi sono trovata in un momento estremamente introspettivo che ha coinciso con la registrazione dell’album. Il concetto, i testi e la musica si sono uniti mentre ero da sola a casa mia in Spagna. Il messaggio era chiaro fin dall’inizio e un gentile promemoria per me. Il dolore che porta il risveglio è una nascita, un sollievo. L’intuizione è una bussola che ti guida attraverso di essa”.

Tracce come “Fair War” danno punteggio ad un disco dove le canzoni sembrano tutte uguali perché qui il lavoro di tastiera guida l’armonia della composizione con allegri e sensuali strati sonori, con un basso profondo e dei riff fumanti. La successiva e gotica “Hunt You” è più delicata ed elegante in uno stile vicino agli Evanescence con la bella singer brava nell’interpretazione e nel bilanciare le tonalità vocali. Carine e profonde le symphonic metal: “Aftermath” e “Dance With Shades” che ipnotizzano e ammaliano per l’emozione trasmessa grazie a dei riff di chitarra robusti ed equilibrati. Ines guida abilmente la melodia con la sua soave ugola che all’occorrente sa anche essere aggressiva e acuta. In quest’ultima la keyboard, i riff e l’assolo della chitarra elettrica riescono a creare, sempre con la fantastica voce della Ortiz un ‘atmosfera unica e passionale.

“Drown Me” è il punto più basso del platter, una song che sembra un lento ma in realtà non lascia il segno e neppure sensazioni particolari. La forza del disco, stranamente, sta nel fatto che i brani si fondono perfettamente tra di loro, continuando un percorso sonoro interessante e per fortuna non ripetitivo.  “If You Dare” segue proprio la strada tracciata dalle prime tracce e lo stesso si può dire per la title track “Stain The Sea”, che ha in più un sound pop abbellito da un fantastico assolo dell’ottimo Andrea Seveso. Nelle ultime tracce dell’album come in “The Bridge” la band cambia qualcosa, aumentando la potenza dei riff che diventano grintosi e più energici, creando atmosfere rock energiche e spensierate. La gemma “Last Drink” ne è un altro esempio, così pure il buon finale di “Real”, prog metal sinfonico fatto di riff cadenzati, con cori rilassanti sovrastati dalla sorprendente e determinata ugola di Inés. In conclusione, l’unica pecca del disco è la mancanza di trascinanti melodie o di uno stile ben definito dove inquadrare il gruppo argentino. De Medio è protagonista di una grande produzione e fa in modo da rendere inclassificabile il bel suono degli Inner Stream in un determinato genere.

Il symphonic metal è riduttivo per questa band che presenta dei bei brani di hard rock melodico ma manca ancora qualcosa di entusiasmante nel songwriting che possa farli emergere. Per il resto la band è una lieta sorpresa con una grandissima potenzialità.

 

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