MAYANK feat. Gui Oliver – Mayank

Titolo: Mayank
Autore: Mayank feat. Gui Oliver
Nazione: Brasile
Genere: AOR
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Gui Oliver – voce

Rolf Nordstorm – chitarra

Alessandro Del Vecchio – basso, tastiera e cori

Nicholas Papapicco – batteria


Tracce:

01. Destiny Calling
02. Billy Is On The Run
03. Miracle Mile
04. We Are One
05. Long Live The Soulless
06. Julia’s Smile
07. Sign Of Love
08. Hold On
09. From The Heart
10. Eternal Dream
11. Road To Paradise


Voto del redattore HMW: 6,5/10
Voto dei lettori:
Ancora nessun voto. Vota adesso!
Please wait...

Visualizzazioni post:286

I Mayank sono un altro nuovo progetto musicale messo in piedi dalla Frontiers per portare in auge il bravo cantante brasiliano Gui Oliver (Landfall), al quale vengono abbinati il chitarrista svedese Rolf Nordström (Perfect Plan), il tastierista/produttore Alessandro Del Vecchio e il batterista Nicholas Papapicco. Questa nuova band di rock melodico, come prevedibile visti i componenti, si orienta al suono di band come gli scandinavi Perfect Plan, i brasiliani Landfall e i famosi Hardline dell’onnipresente Del Vecchio. Da un lato un bene, perché Alessandro è una garanzia sia nella produzione che nella composizione ma, dall’altro, sembra di ascoltare sempre le stesse cose; non dico che le canzoni siano brutte, anzi sono abbastanza piacevoli e di qualità, ma manca l’iniziativa o il coraggio di provare a fare qualcosa di diverso e meno sdolcinato.

Nei solchi del disco spicca la buonissima ugola del Carioca, un cantante il cui tono sembra essere fatto per questo tipo di rock: le sei corde di Nordström arrivano dritto al cuore con armonia e passione e gli arazzi della tastiera del nostro musicista trascinano la melodia mettendo in risalto la voce e la chitarra dell’abile Vichingo, mentre la sezione ritmica sembra un gradino sotto ma rimane abbastanza riconoscibile. Il nome di Gui Oliver è conosciuto agli amanti dell’AOR perché nel 2010 ha pubblicato l’album di debutto dei suoi Auras, intitolato “New Generation”; disco sul quale la voce del frontman (che ricorda pezzi da novanta come, per esempio, Steve Perry e Jimi Jamison) si è messa bene in mostra ricevendo un grande apprezzamento da parte della critica. Sfortunatamente, il gruppo si è sciolto dopo l’uscita e dopo aver suonato alcuni spettacoli in Brasile. Gui non è stato con le mani in mano e si è unito ai connazionali Landfall, altro buon gruppo di hard rock melodico brasiliano che è presto finito sotto contratto con l’etichetta Frontiers, grazie alla segnalazione di Alessandro Del Vecchio, e ha pubblicato il debutto “The Turning Point” nel 2020. I Mayank sono nati quindi con l’intento di costruire un combo di talenti che fossero musicalmente sulla stessa lunghezza d’onda e in piena sintonia: Alessandro e Gui si sono così scambiati idee musicali e progetti per fare un disco insieme durante il lockdown, invitando pure l’ottimo Rolf Nordström (Perfect Plan) che ha portato le sue eccellenti abilità chitarristiche in seno alla nuova formazione.

“Sono stato davvero ispirato dalle canzoni che Ale Del Vecchio mi ha inviato per questo album, scrivendo le melodie e i testi”, afferma Oliver. “Le idee sono arrivate con naturalezza, come se le avessi già nella testa e nel cuore, specialmente alcuni testi che sono una sorta di redenzione per me. Le mie passioni musicali sono band classiche come Strangeways, Giant, FM, Signal, Survivor e Journey e penso che si possa sentire in queste canzoni”.

“Destiny Calling” è il biglietto da visita dell’opera e mostra le capacità artistiche dei quattro rocker e l’amore per i Journey. Pezzo d’apertura perfetto con delle ruffiane note di tastiera che portano ad un bel ritornello e ad un buon assolo di chitarra. Lo stesso si può dire nella successiva, “Billy Is On The Run”, che mantiene lo stesso ritmo. Interessanti sono le classicamente rock-melodiche “We Are One” e “Long Live The Souless”, sulle quali le linee sono impressionanti; le corde vocali in vena soul di Gui sono superlative. Nella prima la tastiera di Del Vecchio guida prepotentemente la composizione mentre la seconda è guidata dai riff cadenzati di Nordström, che si esibisce in un assolo meraviglioso.

Il puro AOR continua con la lenta e romantica “Julia’s Smile”, canzone dal ritornello orecchiabile che ricalca il sound caratteristico degli Hardline. Segnalo poi l’attraente mid-tempo “Sign Of Love”, dove il singer brasiliano si mette in mostra con la sua pacata voce che ricorda il grande Steve Perry. Sul piano vocale siamo ad altissimi livelli ma le canzoni sono prevedibili, sanno di già sentito e non decollano. Un grande Rolf poi conferma tutte le sue doti sulle sei corde in “Hold On” e in “Road To Paradise”: senz’altro un musicista che non è più una sorpresa.

In conclusione, i Mayank con questo debutto riescono a sfornare qualche gemma di rock e hard rock melodico dallo stile ottantiano, che fa piacere ascoltare e gustare alla fine di questa calda estate. Progetto riuscito e meritevole, grazie ad un cantante bravo ed eclettico, capace di lasciare il segno in ogni traccia, e ad un contorno di valenti musicisti.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.