ALIRIO – All Things Must Pass

Titolo: All Things Must Pass
Autore: Alirio
Nazione: Brasile
Genere: Hard Rock
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Alirio – voce

Felipe Andreoli – basso

Adriano Daga – batteria


Tracce:

01. All Things Must Pass
02. Let It All Burn (con Hugo Mariutti)
03. Here I Am
04. Back To The Roots
05. The First Time
06. Edinburgh
07. Back To The Light (con Andria Busic)
08. I’m Still Here (con Ivan Busic)
09. Grey (con Arnel Pineda)
10. You Hate (con Alberto Rionda)


Voto del redattore HMW: 6/10
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Alírio Bossle Netto, in arte Alirio – al debutto internazionale con la nostra Frontiers Records grazie al nuovo disco “All Things Must Pass” – è un bravo cantante rock ed un attore brasiliano molto conosciuto nel suo Paese. Il platter comprende brani rock e hard rock infarciti di grandi melodie e della sua potentissima ugola: i musicisti coinvolti nel lavoro sono il batterista Adriano Daga (anche produttore vincitore di un Grammy Award), il bassista Felipe Andreoli (Angra), in un brano il cantante dei Journey Arnel Pineda che appare per un duetto, il chitarrista spagnolo Alberto Rionda e tantissimi ospiti brasiliani.

“Sono entusiasta e sinceramente fiero di far parte della famiglia Frontiers. Questo album è molto speciale per me, non solo per la presenza di amici molto stretti che sono ben noti in tutto il mondo, ma soprattutto per la passione e l’onestà che ho messo in ogni nota di questo album. Devo dire che questo potrebbe essere il lavoro più vero della mia carriera. Avere un’etichetta discografica di questa portata, che crede nella mia musica in un momento così difficile per il mondo intero, è una grande benedizione”, afferma Alirio.

L’artista ha guidato i Khallice e gli Age Of Artemis con cui ha pubblicato due album, uno dei quali prodotto dal famoso cantante e produttore Edu Falaschi (ex Angra). Di recente, si è unito alla formazione degli Shaman in sostituzione del compianto Andre Matos ed ha pure partecipato a diversi programmi TV brasiliani, oltre che a delle produzioni di musical teatrali come principale protagonista, in “Galileo” e in “We Will Rock You” (spettacolo incentrato sulle canzoni dei mitici Queen). È diventato poi il nuovo cantante dei Queen Extravaganza, progetto che ha portato Roger Taylor a dire che “Alirio non è solo un cantante superlativo, è anche un grande uomo di spettacolo”: ha doppiato il personaggio “Lefu” nel film Disney “La Bella E La Bestia” e, inoltre, il sudamericano ha interpretato il ruolo di Gesù nella produzione ufficiale messicana di “Jesus Christ Superstar”.

In quest’opera, il cantante propone un rock semi-contemporaneo affidato alla produzione di Adriano Dega, il quale cura bene gli arrangiamenti e mantiene un piede nel passato e uno nel presente.

“Mi considero un cantautore molto eclettico quando si tratta di stili di rock. I miei cantautori preferiti, che hanno anche avuto una grande influenza su di me, sono Chris Cornell, George Harrison e i Queen”, afferma Alirio.

Il primo singolo “All Things Must Pass” è un hard rock robusto e complesso che Alirio interpreta in modo arrabbiato e incazzato. Del significato della title track, il frontman afferma: “Il potere passa costantemente di mano e bisogna cercare di sfruttarlo al meglio finché lo si detiene. Ma anche questo passerà e, quando succederà, sarai stato fedele a te stesso o sarai stato corrotto dal sistema?”.

La seconda in scaletta, “Let It All Burn”, rallenta un pochino e presenta più armonia con la chitarra sopraffina di Hugo Mariutti, ma è solo una breve apertura sul lento successivo e strappalacrime “Here I Am”, sul quale il pianoforte malinconico e la superba voce di Alirio sono ineccepibili ed al servizio di una ballata sdolcinata e senza pretese. Tracce invece come “Back To My Roots” cambiano drasticamente le carte in tavola, trasportandoci al rock horror del maestro Alice Cooper o al grunge dei tempi migliori dei Soundgarden con il ritmo ipnotizzante della famosissima “We Will Rock You” dei Queen, brano che il musicista sembra amare alla follia.. e chi può dargli torto? La zuccherosa “The First Time” cambia ancora registro e presenta un suono radiofonico dal bel ritornello, mentre l’ambiziosa e celtica “Edinburgh” conduce il cantante verso altre direzioni musicali armate di un suono moderno e pulito. La complessità compositiva ritorna in “Back To The Light” e in “I’m Still Here”, le quali spiazzano di nuovo l’ascoltatore col loro suono più duro ed un po’ melodico, benché non sproporzionato alla struttura dei brani: qui le corde vocali di Alirio sono spremute al massimo e dimostrano che cosa il cantante sia capace di fare. Segnalo, infine, il duetto tra Arnel Pineda (Journey) ed il cantante sudamericano in “Grey”, traccia sostenuta da un malinconico pianoforte e da un bel ritmo cadenzato: Pineda lascia in primo piano l’amico che si impadronisce, giustamente, di questa impetuosa ballata, uno dei punti forti della scaletta. Colpisce in generale la poca melodia dell’intero album, che presenta buoni ritornelli solo nei lenti, mentre la voce rabbiosa di Alirio si pone in evidenza in brani hard rock come l’ultima e graffiante “You Hate”. L’album presenta molti stili e generi diversi che, seppure ben amalgamati, non fanno emergere le vere intenzioni di Netto e, soprattutto, non mettono in luce delle song rock memorabili. L’onestà e la passione sono evidenti in tutti i solchi del disco, prodotto con cura e che fa ben sperare per il futuro: la speranza è che l’artista decida su quali sonorità puntare, se vuole affermarsi nel difficilissimo mercato discografico internazionale.

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