CIRCUS OF ROCK – Come One, Come All

Titolo: Come One, Come All
Autore: Circus Of Rock
Nazione: Finlandia
Genere: Hard Rock
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Mirka Rantanen – batteria

Cantanti e musicisti  che compaiono sull’album.

Jarkko Ahola
Rick Altzi (Masterplan)
Kimmo Blom (Leverage)
Johnny Gioeli (Hardline)
Marco Hietala (ex-Nightwish)
Erik Kraemer (Simulacrum)
Mark Quee
Antti Railio
Pasi Rantanen (Thunderstone)
Elize Ryd (Amaranthe)
Tommi “Tuple” Salmela
Riku Turunen
Danny Vaughn (Tyketto)

 


Tracce:

01. The Beat (Feat. Riku Turunen)
02. Desperate Cry (Feat. Johnny Gioeli)
03. Sheriff Of Ghost Town (Feat. Marco Hietala)
04. Never (Feat. Kimmo Blom)
05. In Times Of Despair (Feat. Elize Ryd)
06. Crossroads (Feat. Pasi Rantanen)
07. Caught In The Middle (Feat. Danny Vaughn)
08. Plywood Covered Windows And Crappy Shoes (Antti Railio)
09. Edge Of Love (Feat. Rick Altzi)
10. Set Me Free (Feat. Jarkko Ahola
11. Everafter (Feat. Tommi “Tuple” Salmela)
12. No Reason (Feat Marc Quee)
13. Tears Of The Clown (Feat. Erik Kraemer)
14. Burning (Bonus Track Digital)


Voto del redattore HMW: 7/10
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Signore e Signori, benvenuti nel circo finlandese del batterista Mirka Rantanen, che esordisce in Frontiers con il suo nuovo progetto artistico Circus Of Rock, attorniato da tantissimi ospiti internazionali che arricchiscono l’album con le loro ottime voci. Quindi un po’ di silenzio perché tra poco si aprirà il sipario musicale di questa nuova opera solista che promette tanto per il futuro di Mirka Rantanen (King Company, Thunderstone, Revolution Renaissance, Kotipelto).

Lo Scandinavo realizza finalmente il desiderio di creare un album tutto suo, focalizzato su belle canzoni rock con musicisti bravi e di talento: nel dettaglio, i cantanti Jarkko Ahola, Rick Altzi (Masterplan), Kimmo Blom (Leverage), Johnny Gioeli (Hardline), Marco Hietala (ex-Nightwish), Erik Kraemer (Simulacrum), Mark Quee, Antti Railio, Pasi Rantanen (Thunderstone), Elize Ryd (Amaranthe), Tommi ‘Tuple’ Salmela, Riku Turunen e Danny Vaughn (Tyketto). Un enorme progetto musicale con una formazione pazzesca di circa quaranta elementi.

“Ho registrato prima la batteria e poi ognuno ha aggiunto le proprie parti, registrando in studi diversi o a casa. L’album include quasi quaranta musicisti, quindi è stata un po’ una sfida tenere tutto in ordine, con dozzine di tracce che a volte arrivavano nello stesso giorno. Ho lavorato a stretto contatto, durante le fasi di mixaggio, con Kimmo Ahola in modo che entrambi fossimo sempre al corrente su ciò che stava accadendo. È stato un bel lavoro e devo ringraziarlo per aver messo insieme questo puzzle”. (Mirka Rantanen)

Il batterista Mirka Rantanen ha una lunga carriera all’interno della scena hard rock finlandese perché ha suonato in oltre trenta dischi durante i suoi trent’anni di carriera, includendo nel computo le pubblicazioni con i suoi King Company. Inoltre, dieci anni fa ha creato la band heavy rock per bambini chiamata Hevisaurus, per la quale ha ricevuto l’Emma Award nel 2011 (l’equivalente finlandese di un Grammy).

“Qualche anno fa ho iniziato a pensare di registrare un album solista. Tuttavia non volevo fare solo un album solista tradizionale, perché le persone spesso pensano che un album solista serva principalmente a consentire ai musicisti di mostrare le proprie fantastiche abilità e i loro magnifici strumenti. Volevo concentrarmi maggiormente su buone canzoni, senza inserire assoli di batteria. Ho voluto includere in questo album anche tanti fantastici colleghi con i quali ho suonato negli anni e in più un paio di cantanti ospiti. L’album sarà una sorta di pietra miliare nella mia carriera professionale, per un sogno che, finalmente, si sta avverando”, afferma Rantanen.

L’opera propone un hard rock melodico classico e pezzi di power metal con venature AOR che lo rendono accessibile e orecchiabile a una vasta platea di rockettari. Intelligentemente, Mirka non mette in primo piano il suono delle sue pelli ma si comporta come un semplice gregario che ha solo il fine di collaborare con gli altri artisti coinvolti. Le voci sono poi inserite su pezzi creati appositamente per il cantante di turno, accompagnate da buoni riff e assoli di chitarra. Il sipario si apre con uno speaker che annuncia “Welcome To The Circus”, frase seguita da una risata diabolica che apre le danze con la dura “The Beat” segnata all’inizio da parti di tastiera poi sovrastate, dopo pochi secondi, da veloci e micidiali giri di chitarra in un up-tempo rock interpretato benissimo dal connazionale Riku Turunen.

Il brano successivo (primo singolo del disco), “Desperate Cry”, segna un momento triste per il Finnico. “È stata scritta dal cantautore/chitarrista Ade Manninen, purtroppo morto di cancro all’inizio di maggio. Il ragazzo nel video è un chitarrista acrobatico perché Ade non ha potuto partecipare alle riprese a causa della sua salute in forte declino. Tuttavia, ora è nei nostri ricordi attraverso alcune canzoni su cui suona. Appena ho ascoltato la bozza di questo pezzo sono stato sicuro che sarebbe stato assegnato a Johnny Gioeli, perché si adattava perfettamente alla sua voce. Parla di una relazione che finisce tra due persone e del dolore che ne deriva e, dopo la morte di Ade, la storia ha assunto un significato completamente nuovo per me”.  Discreta canzone di rock melodico che avrebbe potuto essere anche in uno dei recenti album degli Hardline, divinamente eseguita dallo stratosferico Gioeli (Hardline e Axel Rudi Pell).

La trascinante e metallica “Sheriff Of Ghost Town” parte in quarta con le tastiere per poi addentrarsi in un sound heavy tradizionale ed anche sinfonico, che mostra una sezione ritmica precisa e potente: qui ci si rende veramente conto di come le tracce siano state studiate per le voci che le interpretano. Il grande Marco Hietala (ex Nightwish), infatti, con la sua ugola di prim’ordine eleva questa canzone a un livello incredibile.

“Never” e “Caught In The Middle” girano invece su uno stile hard rock melodico, con quest’ultima che rallenta un po’ il passo risultando, alla fine, uno dei migliori pezzi rock americani e ottantiani dell’album: al microfono di questo brano troviamo il cantante dei Tyketto Danny Vaughn. Nella prima, invece, il bravo Kimmo Blom (Leverage) canta inaspettatamente in un modo diverso dal solito su una canzone AOR molto orecchiabile e melodica.

Sotto il tendone finlandese si continua con il metal sinfonico di “Times Of Despair”, con la bella Elize Ryd (Amaranthe) capace di creare un’atmosfera teatrale e tragica. Le sue corde vocali ruvide ma allo stesso tempo morbide sono un marchio di fabbrica riconoscibile, inconfondibile. L’intro di “Crossroads”, cantata dall’amico Pasi Rantanen (Thunderstone), è un omaggio ai Deep Purple: le potenti corde vocali del frontman sono la ciliegina sulla torta di una canzone hard rock e blues sostenuta da splendidi riff di chitarra e vivaci assoli tastieristici.

“Le mie influenze per la realizzazione di Come One, Come All provengono da un mix di artisti ai quali sono stato esposto nel corso degli anni, comprese le mie band e i miei idoli musicali”, afferma Rantanen. “Amo il classico hard rock melodico e volevo fare il tipo di musica che potevo sostenere completamente. L’intenzione era quella di divertirmi con i musicisti che ammiro e far eseguire a tutti grandi canzoni. E si sente”.

Segnalo la melodicissima “Plywood Covered Windows And Crappy Shoes”, tipicamente anni ’80 cantata egregiamente da Antti Railio (Celesty) e la rockeggiante “Set Me Free”, dall’ipnotico ritornello e ben eseguita da Jarkko Ahola al microfono. Siamo quasi alla fine dello spettacolo e – a parte la robusta “Edge Of Love” uscita dai mitici eighties e cantata dal roccioso Rick Altzi (Masterplan), un brano che nel complesso non entusiasma – si va verso la conclusione con delle tracce più semplici: parliamo del mediocre AOR di “Everafter”, pezzo assegnato alla classe delle tonalità acute di Tommi “Tuple” Salmela, e della sufficiente “No Reason”, dalla buona melodia ma che non si evolve in modo memorabile anche se ben cantata dal francese Marc Quee (Attentat Rock, Pink Rose e Esclavitud). Si chiude in bellezza con il lento malinconico e armonioso di “Tears Of The Clown”, vocalizzata dal cantante dei Simulacrum, Erik Kraemer, e che ricorda il suono dei Whitesnake degli anni ottanta.

Nel complesso l’opera rock del musicista e compositore Mirka Rantanen è piacevole anche se la parte conclusiva perde un po’ di brillantezza ed incisività per via dei tanti e diversi cantanti e musicisti coinvolti. Anche se in ritardo, tanti auguri Mirka per il tuo cinquantesimo compleanno e per queste canzoni che meritano di essere ascoltate da tutti gli amanti della musica rock e metal. Buona la prima!

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