MINISTRY – Moral Hygiene

Titolo: Moral Hygiene
Autore: Ministry
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Electro Noise
Anno: 2021
Etichetta: Nuclear Blast

Formazione:

Al Jourgensen (Ministry)
Arabian Prince (ospite)
John Bechdel (ospite)
Jello Biafra (ospite)
Paul D’Amour (ospite)
Flash (ospite)
Roy Mayorga (ospite)
Billy Morrison (ospite)
Cesar Soto (ospite)
Eventuali altri ospiti non sono noti.


Tracce:

01.   Alert Level
02.   Good Trouble
03.   Sabotage Is Sex
04.   Disinformation
05.   Search And Destroy
06.   Believe Me
07.   Broken System
08.   We Shall Resist
09.   Death Toll
10.   TV Song # 6 (Right Around The Corner Mix)


Voto del redattore HMW: 7,5/10
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Visualizzazioni post:208

« Ma non ci credo. »
« Cosa? »
« Esce il nuovo Ministry. »
« Eh? … Aspetta ché spengo qua. »     Q. spegne la centrifuga.     « Ecco. Dicevi? »
« Esce il nuovo Ministry. Lo sapevi? »
« Cavolo dici? »
« Sì, sì. Letta ora la notizia. »
« Ma dai. Pensa te. Ma sempre su Nuclear? »
« Eh, mi sa. »
« Poveracci. Chissà che roba è. »
« Lo scopriamo subito. Para mi ha appena mandato una copia. Rubata in rete coi soliti traffici, ovviamente. »
« Ma no, dai, non voglio saperlo. Né sentire i pezzi. Tanto ormai fan schifo. »
« Ma appunto, no? Tanto è m***a. Cosa te ne frega di rubarla? Mica poi lo mando in giro. »

Pausa breve.

« Eh. Cosa devo dirti? Mettilo su. Riesci almeno a passarlo nello stereo di là in sala? Nel portatile te l’ascolti tu. »
« Sì, sì. Tranquilla. Aspetta ché mi sposto e attacco tutto. »
U. fruga in giro alla ricerca di connettori e riduttori varî. Una volta sistemato qualche complesso ed annodato collegamento tra un computer autoassemblato e lo stereo del salotto, effettua le prove del caso e poi « Vado? »
« Vai. Ci sono. Come si chiama? »

« Moral Hygiene. », mentre la musica ingrana.
« Chiaro. »
« C’è anche una “Search And Destroy“. Chissà se è QUELLA. »
« Non ci vuole niente. Dopo “Lay Lady Lay”… »

Il pezzo entra nel vivo.

« Be’, ca**o, sembra stile vecchio. Niente di che ma almeno niente giri metal. Poi il passo è buono. E il solito campione-tormentone. »
« Cavolo, sì. Non me l’aspettavo. “Alert Level” si chiama. La prossima è… è, è… “Good Trouble“. »
« Porca t***a, ma è bella anche questa. Strana. Lasciala andare, eh! Anzi, spariamocelo due o tre volte di fila. Tutto il disco, dico. »
« Come no? »
L’album continua a girare.

« Öööhhh!!! Così all’improvviso? ». La voce di Jello Biafra schizza fuori dal trentatreesimo secondo di “Sabotage Is Sex”. « Be’, si fa sul serio allora. »
« Vabbè, dai, erano già insieme nei Lard. »
« Vero. Testo un po’ banalotto forse. Peccato. Via-via-la-polizia… vabbè. Magari era appena successa la storia di Floyd. »
« Boh, va’ a sapere. Però, sì, un po’ stucchevole. Il testo. »

[I minuti intanto scorrono]
« Ah, sì sì. Era QUELLA allora. Irriconoscibile. Il giro, dico. Cioè … tutto, in realtà, tranne il testo. »
« Non capisco se è intera o no. Intendo proprio la struttura. Il giro non l’avrei riconosciuto neanch’io. Nemmeno in dieci volte. Anzi, tutt’ora non lo riconosco. »

Moral Hygiene giunge in fondo, poi rifà il giro ed arriva per la quarta volta a “TV Song # 6 (Right Around The Corner Mix)“.
« Quindi? Sentenza? »
« Mah, allora, sembra un attimo tirato via. Curato e tutto, ma – dai – è un’altra cosa. Più che tirato via, forse direi che “non ce n’è più”. Oh, c’è di buono che han smesso di voler fare gli pseudo-metallari. Prendi questa “We Shall Resist“, tipo: dai, tiene bene. Valida. No, guarda, da Rio Grande Blood non li ho proprio più voluti sentire: delusione troppo grande. Ho preso giusto due album di remix e uno dal vivo che non ho mai ascoltato – quello di uno dei tremila scioglimenti annunciati. Adesso mi vien voglia di prendermi anche gli altri, ad esser sincera. Dai, se… »
« Ne han fatti due o tre, mi pare. Oltre, sì, ai mille remix e quelli dal vivo. »
« Sì. Eh. Dai, se li troviamo a due lire. Qui mi piace che c’è ancora meno cantato a fondo disco, coi suoi soliti campioni che dicono e non dicono – i mini-motti, no? Poi è un pelo banale mettere in chiusura il pezzo con la base veloce. »
« Vero. Quindi, in sostanza, perdonati? Perdonato? »
« Mh, vediamo. Ci devo pensare. Adesso però mi butto su qualcosa del periodo vero. »

Q., rimasta in piedi tutto il tempo, si avvia verso la scansia del caso. Poi si blocca all’improvviso, si volge verso U., guarda nella sua direzione e, tradendo l’amarezza dello smarrimento, fissa, come attraversandola, la parte bassa di quel corpo.
« Ma sai cosa mi brucia più di tutto il resto? Che persino lui abbia fallito, probabilmente: il mondo è un bidone dell’immondizia, è tutto definitivamente spacciato, finito e…… »
« Lo so. Sai che sono con te fino alla fine in questo. E in tutto il resto. »
« Sì. Sì, lo so. »

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